Unicredit imita Deutsche Bank. Piano di ristrutturazione con 10mila licenziamenti. Tacciono i vertici del gruppo. Immediata la reazione dei sindacati. Calcagni (Fisac Cgi): “un atto violento contro i lavoratori bancari”

Unicredit imita Deutsche Bank. Piano di ristrutturazione con 10mila licenziamenti. Tacciono i vertici del gruppo. Immediata la reazione dei sindacati. Calcagni (Fisac Cgi): “un atto violento contro i lavoratori bancari”

Deutsche Bank, la grande banca tedesca che  orienta il mercato, se così si può dire, ora si fa capofila di strategie bancarie che si fondano sulla  drastica riduzione del personale, sia di quello che opera nelle sedi centrali che nelle agenzie periferiche, sparse in  Europa e non solo. Di recente ha annunciato un piano di ristrutturazione lacrime e sangue, meno 18mila dipendenti. E non è rimasta sola, segue a ruota Unicredit. Il grande gruppo italiano, stando alle notizie  diffuse dal Sole24ore, fonte Bloomberg, sta mettendo a punto un piano di ristrutturazione che prevede la fuoriuscita, il licenziamento in parole povere, di circa 10mila lavoratori, una riduzione dei costi pari a circa il 10%. L’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, non parla, non conferma, come d’uso in questi casi. Tace la banca. Ma le fonti di Bloomberg  riprese dal Sole24ore risultano attendibili. E tace l’ad, tacciono i componenti del vertice di Unicredit, anche il portavoce tace. Immediata la reazione dei sindacati, Fisac Cgil e Fabi.

No comment da parte dei vertici del Gruppo. Le strategie dell’ad Mustier per ridurre i costi

No comment da parte della banca, un portavoce del gruppo – riferisce Bloomberg – ha declinato qualsiasi commento. Nel precedente piano, quello in scadenza quest’anno, la banca ha programmato una riduzione totale netta degli Fts (dipendenti a tempo pieno, ndr) di circa 14.000 unità. Il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier nelle scorse settimane è uscito definitivamente da Fineco, vendendo sul mercato il restante 18,3% della banca multicanale, dopo averne ceduto due mesi prima e con le stesse modalità il 17 per cento. Mustier ha affermato recentemente che il nuovo piano sarà basato sulla crescita organica, ha indicato anche l’efficienza come leva fondamentale in un contesto di debole crescita economica e di tassi negativi che si attendono per i prossimi anni in Europa. Secondo Mustier non è credibile una strategia basata sulla crescita dei ricavi. L’obiettivo è muovere più leve e lavorare sia sulla stabilizzazione delle fonti di reddito sia sul controllo dei costi.

Immediata la reazione dei sindacati. Appena le agenzie di stampa hanno ripreso la notizia diffusa dal Sole, si registrano le dichiarazioni rilasciate a Radiocor dai dirigenti di due dei più rappresentativi sindacati dei bancari. Il segretario generale della Fisac Cgil, Giuliano Calcagni, afferma che l’ipotesi  di tagli  per diecimila bancari a UniCredit “sarebbe un atto violento contro l’Italia e i lavoratori bancari”. “Non ci stancheremo mai di ripetere che il lavoratore non è un costo ma una ricchezza per il Paese e per la banca”. “Il dottor Mustier deve sapere che contro quest’atto la Fisac farà le barricate e per lui sarà un nuovo Vietnam” conclude Calcagni. Per la Fabi parla il numero uno, Lando Sileoni, lancia un messaggio a Pierreu: “Se le notizie  diffuse dagli organi di stampa  fossero confermate stavolta si fa a cazzotti e se serve useremo altro”, ha detto all’Ansa. Arriva anche nuova notizia. Oltre a Deutsche Bank, che ha in programma di tagliare 18.000 posizioni in una radicale revisione, anche Société Générale ha annunciato piani per ridurre 1.600 posti di lavoro a livello globale e uscire dalle attività ad alta intensità di capitale.

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