Esame di Stato. Prima prova di Italiano con strascichi polemici. Gli studenti bocciano le novità

Esame di Stato. Prima prova di Italiano con strascichi polemici. Gli studenti bocciano le novità

All’esame di Maturità la traccia più scelta è stata quella sull’illusione della conoscenza: l’ha svolta oltre il 30% degli studenti. Al secondo posto col 20% la traccia sul patrimonio culturale. L’11% delle scelte è caduto sull’analisi del testo di Leonardo Sciascia e l’8,5% sulla poesia Risvegli di Giuseppe Ungaretti. Stesse percentuali per la traccia di attualità sul generale Dalla Chiesa. Il ministero dell’istruzione, dell’univeristà e della ricerca ha reso noto i risultati di un’indagine a campione rappresentativa a livello nazionale sulla prima prova scritta dell’esame di Stato che si è svolta oggi in tutta Italia. La traccia che parte dal brano tratto da “L’illusione della conoscenza”, di Steven Sloman e Philip Fernbach, che ricordando gli esperimenti sugli effetti di esplosioni termonucleari, proposta nell’ambito della Tipologia B – Analisi e produzione di un testo argomentativo, è quella più gettonata dagli studenti per la prima prova scritta: è stata svolta dal 30,8% dei ragazzi. Il 20,1% degli studenti ha invece optato, sempre nell’ambito della tipologia B, per il brano tratto dal libro “Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà”, di Tomaso Montanari. “Tra sport e storia”, la traccia che ruota attorno alla figura di Gino Bartali, è stata scelta dal 13,1% dei maturandi. Subito dopo, con l’11% delle scelte, l’analisi del testo di Leonardo Sciascia tratto da “Il giorno della civetta”. Mentre Giuseppe Ungaretti, con la poesia “Risvegli” tratta da “L’Allegria, Il Porto sepolto”, è stato scelto dall’8,5% dei maturandi. Stessa percentuale per la prima traccia di attualità, dedicata alla figura del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’8% degli studenti ha svolto la traccia dedicata all’eredità del Novecento. Quella su “L’illusione della conoscenza” è stata la traccia più scelta in tutti i percorsi con il 28,8% delle preferenze nei licei, il 34% negli istituti tecnici, il 32,2% nei professionali. Domani, giovedì 20 giugno, dalle ore 8.30 si svolgerà la seconda prova scritta.

Gli studenti: “prova bocciata, neppure rimandata”

“Questo nuovo esame di maturità per noi è bocciato, non lo rimandiamo nemmeno a settembre…”. Così all’Adnkronos il coordinatore degli Studenti Medi del Veneto, Tommaso Biancuzzi commenta senza mezzi la riforma dell’esame di Stato. E spiega che: “Innanzitutto, non si possono cambiare le regole del gioco in corsa, perchè è un danno per gli studenti che da un anno e mezzo si erano preparati per il ‘vecchio’ esame di maturità. E sul piano sostanziale noi giudichiamo negativamente l’assenza dell’esame di storia e della tesina che lo studente portava all’esame, e che era l’unico momento in cui poteva esprimersi sul suo percorso di studi in maniera personale”. E poi, spiega il coordinatore degli Studenti Medi del Veneto: “Una riforma dell’esame di maturità senza una riforma complessiva, strutturale del sistema scolastico non serve a nulla, se non a ‘scombinare’ la testa degli studenti in vista dell’esame”, conclude.

Gli strascichi polemici: Salvini contro Montanari, botta a e risposta al vetriolo

“Istruzioni per l’uso del futuro” dello storico dell’arte e saggista Tomaso Montanari è una delle tracce della prima prova dell’esame di maturità assegnata stamane agli oltre 520 mila maturandi. Ma sull’accademico toscano si sono scagliati gli strali del ministro dell’Interno Matteo Salvini e non solo di lui. Montanari infatti – a cui lo scorso anno era stato chiesto dai pantastellati di entrare nella squadra di governo come ministro della Cultura, incarico che lo storico dell’arte aveva rifiutato – si è reso protagonista nelle ultime ore di un tweet al vetriolo contro Franco Zeffirelli e Oriana Fallaci. “Si può dire che il #maestro Scespirelli era un insopportabile mediocre, al cinema inguardabile? E che fanno senso gli alti lai della Firenzina, genuflessa in lutto o in orbace, ai piedi suoi e dell’orrenda Oriana? Dio l’abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. Amen”, aveva scritto il professore nelle ore immediatamente seguenti la morte del regista. Oggi Salvini è sbottato: “Montanari? Finché questo triste snob di sinistra insulta me, amen. Ma quando arriva a infangare due grandi come Fallaci e Zeffirelli, siamo al delirio. Che lasci ogni incarico pubblico e chieda scusa all’Italia”. Il deputato di Civica popolare Gabriele Toccafondi si è chiesto se possa essere “un buon maestro per i nostri giovani chi definisce Zeffirelli, un insopportabile mediocre’, Oriana Fallaci ‘orrenda’ e la ‘Firenzina genuflessa in lutto'”. E ha aggiunto: “Penso di no”. Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (Lega) getta acqua sul fuoco delle polemiche. “E’ bene che sia uscito un testo di Montanari – dice oggi a chi glielo chiede – dobbiamo ricordare che la scuola è di tutti e la pluralità di intervento penso sia stata rispettata. Almeno non ci saranno accuse di non essere aperti e democratici”. Alle polemiche e alle richieste di sue dimissioni, Montanari ha replicato oggi sul Fatto Quotidiano online: “Noto che tutti costoro chiedono a gran voce le mie dimissioni da organismi scientifici di nomina universitaria o ministeriale. Mi spiace deluderli, ma gli articoli 21 e 33 della Costituzione consentono di dire quello che si pensa, e di dare i giudizi artistici e morali che si ritengono opportuni” ed ha aggiunto che “non ci sono offese né insulti. Sarcasmo, certo. Tipicamente fiorentino anche quello. E più verso i devoti, suoi e della Fallaci, che non verso lo scomparso. E non senza un augurio di resurrezione celeste”.

Soddisfatti per l’inserimento delle tracce, nell’Esame di Stato di quest’anno, sul generale dalla Chiesa e sul ciclista Bartali, sono il figlio del militare, il professor Nando Dalla Chiesa e il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco. Per quest’ultimo, “il fatto che il ciclismo, attraverso una figura esemplare come quella di Gino Bartali, venga inserito in una prova di esame della maturità per proporre una riflessione sul rapporto tra storia, sport e società è motivo di grande orgoglio”. Mentre Nando Dalla Chiesa ha parlato di “rivincita della memoria sull’oblio o sulla cattiva memoria”. Aver previsto questa traccia – tra l’altro fortemente voluta proprio dal ministro Bussetti – “mi ha commosso, mi ha emozionato molto: è stato come liberarsi di decenni in cui è stato difficile difendere questa memoria”, dice il figlio del generale.

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