Verità per Giulio Regeni. La Camera approva all’unanimità dei presenti (376 voti) la Commissione d’inchiesta con poteri dell’autorità giudiziaria

Verità per Giulio Regeni. La Camera approva all’unanimità dei presenti (376 voti) la Commissione d’inchiesta con poteri dell’autorità giudiziaria

Anche se con l’Aula quasi dimezzata, alla fine il Sì della Camera per la commissione d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni è stato unanime: 376 favorevoli, nessun contrario. La discussione generale, però, lunedì era partita con l’Assemblea praticamente deserta, come se ai parlamentari importasse più il ponte tra il 25 aprile e il primo maggio che arrivare alla verità sulla scomparsa del ricercatore friulano. Su 630 deputati, il 29 aprile erano seduti agli scranni soltanto 19 parlamentari. Superate le polemiche, la commissione si farà e, per compiere le indagini, avrà gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Venti deputati avranno il compito di chiarire le responsabilità e le circostanze che hanno portato alla morte di Giulio e capire quali siano stati gli ostacoli alle ricerche condotte finora. Per farlo, avranno a disposizione 80mila euro il 2019 e 60mila per il 2020. Dovranno concludere i lavori entro dodici mesi dalla costituzione e consegnare una relazione finale dopo altri due mesi. Una vittoria per il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, e un messaggio a chi pensa che lo Stato italiano abbia dimenticato il dottorando di Cambridge trovato morto tre anni fa sulla strada tra Alessandria e il Cairo, nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani, con evidenti segni di tortura sul corpo e sul viso.

Il presidente della Camera Fico durissimo verso il presidente egiziano Al Sisi: “solo parole”

Il presidente dei deputati non si sbottona sull’opportunità di rompere le relazioni con l’Egitto, dopo la mancata cooperazione: “Di questo se ne sta occupando il governo e senza dubbio anche il vicepresidente del Consiglio Di Maio è al lavoro”, assicura il pentastellato. Ma è duro con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi: “Per me le parole del presidente non hanno alcun senso – tuona -. Se non seguono i fatti, rimangono solo parole e io le parole non le ascolto neanche più”. Il Movimento 5 Stelle ha anche presentato un ordine del giorno, già accolto dall’esecutivo, per far proseguire l’attività diplomatica di accertamento delle cause della morte anche a livello governativo. Un atto “doveroso”, spiegano le deputate in commissione Esteri Sabrina De Carlo, Yana Ehm, Elisa Siragusa e Simona Suriano, che si aggiunge al lavoro parlamentare in questo percorso di ricerca della verità per assicurare alla giustizia i responsabili dell’assassinio di Giulio Regeni: “Un passo importante che la famiglia di Giulio e tutti i cittadini italiani attendono da tempo”.

Le opposizioni di LeU e Pd: “siamo felici che la commissione sia una realtà”

“Il gruppo di Liberi e Uguali alla Camera, presentò a maggio del 2018, a prima firma Palazzotto, la proposta di Istituzione di una Commissione d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Abbiamo per mesi insistito nella capigruppo e nella commissione competente affinché si potesse avviare l’iter di approvazione della legge. Siamo felici che oggi tutto questo sia diventato realtà, con un pensiero alla memoria di Giulio, ai suoi genitori e a coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene” afferma il capogruppo di Leu a Montecitorio Federico Fornaro. A sua volta, il senatore di èViva Francesco Laforgia scrive su Facebook: “Nella scorsa legislatura ho insistito per mesi, nella conferenza dei capigruppo, perché venisse calendarizzata la commissione d’inchiesta su Regeni. Senza successo. Sono molto felice che, in questa legislatura, questa commissione abbia visto la luce. La stessa che ci auguriamo possa risplendere sulla verità. Per Giulio.” E Arturo Scotto, della segreteria nazionale di Articolo1 aggiunge: “Sono felice. Durante la scorsa legislatura presentai la prima proposta di legge per l’istituzione di una commissione di Inchiesta sul caso di Giulio Regeni. Non ci credette nessuno eccetto la sinistra e la legge rimase purtroppo su un binario morto. Oggi torna finalmente in aula e sarà approvata. Con il voto di quasi tutti i gruppi parlamentari. E’ un fatto importante e di grande valore politico. Non mi stancherò mai di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni”, conclude. Erasmo Palazzotto, di Sinistra Italiana scrive: “Oggi è una giornata storica, con l’approvazione della proposta di legge per la Costituzione di una Commissione di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni è stata restituita dignità alle nostre istituzioni. Dopo anni di depistaggi e mistificazioni finalmente il Parlamento ha fatto un passo avanti verso la ricostruzione di una verità storica e politica su una delle pagine più tristi per il nostro Paese. Oggi è un giorno di festa per tutte le persone che in questi anni non si sono arrese, un giorno in cui la famiglia, che in questi anni con sobrietà e grande rispetto per le istituzioni ha continuato a rivendicare verità e giustizia per la morte di Giulio, ha ottenuto finalmente un segnale dal Parlamento di un impegno concreto”. L’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, scrive su twitter, “non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta. La Camera ha approvato l’istituzione della commissione d’inchiesta per cercare giustizia e verità per Giulio Regeni. Era doveroso avviare questo percorso. Per la famiglia di Giulio e per la dignità del nostro Paese”. Dal Partito democratico, Barbara Pollastrini parla di “un passo simbolico e concreto verso la giustizia. Oggi la Camera ha approvato a larghissima maggioranza (con l’astensione di Forza Italia) l’istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Non c’è interesse né ragion di Stato che possa impedire la ricerca della verità. Il Parlamento ha assunto il dovere morale di non indietreggiare nel pretendere giustizia. Lo ha fatto per Giulio, per i suoi genitori coraggiosi e addolorati, per i ragazzi che percorrono il mondo in nome della libertà, della conoscenza e dei diritti umani”.

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