Bella ciao. Speciale 25 aprile. Roberto Bertoni. Perché la Resistenza è ancora un valore essenziale

Bella ciao. Speciale 25 aprile. Roberto Bertoni. Perché la Resistenza è ancora un valore essenziale
C’è un rischio legato alle pur imprescindibili celebrazioni della Resistenza e della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo: che la componente memorialistica prevalga sui contenuti e sul valore intrinseco della ricorrenza. Parliamoci chiaro: di anti-fascismo ce n’è bisogno come l’aria, quindi ogni manifestazione in tal senso deve essere accolta con favore. Ciò premesso, guai a trasformare la Resistenza in un santino, come spesso è accaduto ad altre ricorrenze e come purtroppo sta avvenendo anche alla base civile su cui si fonda la nostra Repubblica.
Ricordo bene che Brlusconi, nl 2009, l’unico anno in cui manifestò il 25 aprile, a Onna sconvolta dal terremoto, con tanto di fazzoletto da partigiano al collo, disse di voler trasformare la Festa della Liberazione in Festa della Libertà. E ricordo ciò che pensai e scrissi allpoca, ossia che libertà è un termine astratto mentre liberazione presuppone di emanciparsi da qualcosa, dunque che questa proposta di Berlusconi, oltre ad ssere strumentale, tendeva a nascondere il nemico di oggi e di sempre della democrazia, ossia, per l’appunto, il nazi-fascismo.  Il nazi-fascismo è come la mafia: prospera se si tace, se non lo si chiama per nome, se non si mettono in guardia i cittadini, e in particolare i più giovani, dai suoi pericoli e dalle sue conseguenze.
Prospera se non si dice chiaramente che chi auspica anche solo per scherzo la riapertura di Auschwitz è un ignorante e che l’ignoranza è il terreno di coltura ideale per qualunque regime. Prospera nelle parole ingiuriose ma anche nel lasciar perdere, nella sottovalutazione di tanti, troppi episodi gravissimi, nelle curve degli stati infestate da cori invereconde, nelle scuole e nelle università, in Parlamento e nei nostri discorsi quotidiani.  Il nazi-fascismo è l’idea che esistano uomini inferiori, razze contro cui si può compiere qualsivoglia sopruso, diritti che non meritano di essere rispettati. Il nazi-fascismo è oggi più presente che mai; per questo occorre una nuova Resistenza, senza sparare nemmeno un colpo ma reagendo senza paura alle azioni vigliacche e feroci di coloro che si sentono i nuovi padroni del Paese.
Di un anti-fascismo da 25 aprile, pur amando questa data, francamente non sappiamo che farcene. E le resistenze di oggi, nelle scuole, nelle fabbriche, ovunque un diritto viene calpestato e un ultimo viene lasciato indietro, costituiscono l’attuazione pratica del messaggio di Calamandrei, quello che la destra più becera taccia di retorica, oltre ad auspicare la soprssione del 25 aprile: ora e sempre Resistenza!
Stiamo in campana perché sarà lì, nelle cancellazione delle nosre radici, l’assalto finale alla democrazia di coloro che, neanche troppo velatamente, rimpiangono un passato atroce che non può e non deve tornare.
Share