Verona. NonUnaDiMeno twitta: siamo in centomila, “la luna che muove le maree”, contro l’oscurantismo dei fascisti del Congresso mondiale sulle famiglie

Verona. NonUnaDiMeno twitta: siamo in centomila, “la luna che muove le maree”, contro l’oscurantismo dei fascisti del Congresso mondiale sulle famiglie

Straordinaria partecipazione alla marcia contro l’oscurantismo del Congresso mondiale delle famiglie a Verona: gli organizzatori parlano di 100mila persone. “Siamo 100mila!”, infatti, si legge sul profilo Twitter dell’associazione femminista ‘Non una di Meno’. “Siamo la luna che muove le maree E cambieremo il mondo con le nostre idee” aggiunge.

Un corteo enorme, colorato e ironico, come sempre. Una lezione di civiltà ai fascisti del Congresso

Largo spazio alla fantasia nella marcia di Verona sui diritti delle donne e delle famiglie arcobaleno. “Famiglia naturale? No frizzante”, tra gli slogan del corteo che protesta contro il Congresso Mondiale delle Famiglie. Cartelli e striscioni variopinti come i colori dei manifestanti. ‘Lotta anale contro il capitale’ si legge sul cartello di una manifestante, ‘Vogliamo godere!’, ha scritto un’altra. Ancora: ‘Lotta dura contro natura’, ‘Un orgasmo vi seppellirà’. Una manifestante avverte: ‘Te lo buco sto patriarcato’. Un’altra lancia un appello: ‘Salviamo gli amici etero dal matrimonio’. Ancora più vivaci i messaggi di alcuni manifestanti gay: ‘Confini aperti come i nostri culi’, ‘+ froci – croci’, ‘+ ormoni – padroni’. Spazio anche a un pizzico di nichilismo: ‘Ho una famiglia tradizionale, sono comunque venuta su male’. Un gruppo di signore con tanto di cappello in stile Halloween avverte: ‘Tremate, le streghe son tornate’. Perentorio un manifestante senior: ‘Trasferitevi nel Brunei invece di romperci gli zebedei’.

Camusso, Cgil: “Il Wcf è la costruzione di un modello autoritario”

“Questa manifestazione significa che sulla libertà non si arretra, per tutte le volte in cui le donne sono avanzate nella conquista delle loro libertà bisogna continuare su questo percorso e non permettere di tornare indietro”, afferma dal corteo Susanna Camusso. “Il Wcf – ha aggiunto Camusso – è la costruzione di un modello autoritario dove non esiste la libera scelta delle persone, che indirizza a tornare all’idea che usiamo il corpo solo per riprodurci, che non siamo persone e non abbiamo libertà di scelta su noi stesse. Se non chiamiamo arretramento questo non so”, ha concluso.

Landini, segretario generale Cgil: “una battaglia di libertà”

Per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, il vicepremier Matteo Salvini, partecipando al Congresso mondiale delle famiglie, “si assume una grave responsabilità. Il governo non avrebbe dovuto assumere quei valori, si assume una responsabilità politica molto grave perché Salvini è il ministro di tutti, non di una parte soltanto”. Quanto all’altro vicepremier, Luigi Di Maio, per Landini “ognuno fa quello che crede e risponde di quello che fa. Di Maio ha fatto il contratto” di governo “con Salvini e dovrebbe anche chiedersi con chi fa i contratti perché oggi qui Salvini rappresenta il governo e quindi tutti i ministri. È un fatto molto grave questa presenza e soprattutto sono gravi le politiche che il governo sta portando avanti. Siccome Salvini non fa mai nulla a caso vedo un pericoloso collegamento tra le politiche che sono state fatte contro i migranti e l’idea di libertà delle persone di potersi muovere e il sostenere dall’altra parte una logica di riduzione delle libertà delle persone. La Cgil per questo è qui” ha aggiunto il sindacalista. Il corteo di Verona contro il Congresso mondiale delle famiglie è “una battaglia di libertà”. “La libertà delle persone è decisiva, la libertà delle donne, i diritti fondamentali, mentre chi oggi ha organizzato il Congresso ha un’idea regressiva della società, autoritaria, pericolosa. Le persone per essere felici devono essere libere, devono potersi voler bene senza alcun problema, in più è molto importante difendere i diritti che sono stati conquistati e che hanno reso più libere le persone, a partire dalle donne, non bisogna avere paura delle diversità e delle diffrenze. Riconoscere la differenza è un modo per difendere la democrazia”. Inoltre, dice Landini, “noi difendiamo il diritto di chiunque di parlare, ma qui non è un problema. Uno dovrebbe anche pensare a quello che dice, non avere solo il diritto di dirlo. Quando si mettono in discussione diritti fondamentali che sono stati conquistati e soprattutto i diritti di libertà questa è una logica autoritaria, pericolosa, e a volte vedo le stesse persone che non vogliono i migranti. Sono gli stessi che non vogliono i diritti alla persone e oggi mettono in discussione anche i diritti di emancipazione che le donne e la cultura in senso generale ha fatto con addirittura una regressione sul senso di famiglia, di istruzione. Questo credo sia reazionario, porta a un modello autoritario” ha aggiunto Landini.

Il segretario Cgil del Veneto, Ferrari: “dalla nostra regione numero impressionante di partecipanti”

“Tanti da tutta Italia, ma in piazza a  Verona il numero di veneti è stato perfino impressionante. Soprattutto i giovani che non accettano una regressione nei diritti civili e sociali. Con loro vogliamo lavorare per nuovi traguardi a partire da un lavoro che sia strumento di emancipazione e di libertà”, afferma il segretario veneto della Cgil, Christian Ferrari, parlando del corteo in corso nel capoluogo scaligero. “La Verona e il Veneto delle donne e dei diritti hanno fatto sentire forte la loro voce – aggiunge – Chi si illudeva che Verona e il Veneto fossero la culla del pensiero reazionario, retrogrado, perfino oscurantista, ha avuto oggi la risposta che non immaginava. La manifestazione imponente che ha riempito le strade della città scaligera, che ha perfino fatto fatica a contenere, è stata sì il frutto di una mobilitazione nazionale e perfino internazionale, ma le cittadine e i cittadini veneti sono stati un numero impressionante. Tantissime le ragazze e i ragazzi, la cui presenza e’ la migliore garanzia per il futuro del nostro Paese”.

Fratoianni, leader di Sinistra Italiana: “esiste un’Italia che non ci sta, che all’oscurantismo e all’ipocrisia contrappone le idee di libertà”

Il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni dal corteo per le vie di Verona, ha affermato: “Altro che 20 mila, in piazza a Verona almeno centomila persone per una manifestazione straordinaria. Bella e determinata. Femminista. Libera. Contro chi vorrebbe riportare i diritti di tutte e tutti al medioevo una risposta grande e inequivocabile”. Inoltre, aggiunge, “a Verona con migliaia di persone perché esiste un’Italia che non ci sta, che all’oscurantismo e all’ipocrisia contrappone le idee di liberta’, di autodeterminazione delle donne, del rispetto reciproco. Indietro non si torna”. A sua volta la leader di Possibile Beatrice Brignone rilancia: “Almeno centomila persone in piazza: che non sia solo una parata per i politici presenti, ma una reale condivisione della pratica e della visione politica, per un protagonismo femminile, che questa manifestazione offre. Un riconoscimento enorme va a Non Una Di Meno che ha saputo aprire questa manifestazione a tante sigle e a tante sensibilità diverse”.

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