Prato. La prof privata d’inglese agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale per induzione, atti sessuali con minore. Indagato il marito per alterazione di stato civile

Prato. La prof privata d’inglese agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale per induzione, atti sessuali con minore. Indagato il marito per alterazione di stato civile

Violenza sessuale per induzione, atti sessuali con minore: sono questi i reati che la procura di Prato contesta alla donna che avrebbe intessuto una relazione con un ragazzo a cui dava ripetizioni private e dalla quale sarebbe nato un figlio nei mesi scorsi. All’epoca dei fatti contestati alla donna, il ragazzo, che adesso ha 15 anni, non ne aveva compiuti ancora 14. Questa mattina nei confronti dell’indagata è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, disposta dal gip del tribunale di Prato, su richiesta della procura, per rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Anche al marito della donna è stato notificato mercoledì mattina l’avviso di garanzia per il reato di alterazione di stato, che si applica a chi modifica lo stato civile di un neonato. Secondo la procura, infatti, l’uomo avrebbe riconosciuto il neonato alterandone lo stato civile in maniera consapevole pur sapendo che il bimbo dato alla luce dalla moglie non era suo figlio. Contemporaneamente alla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare gli agenti della squadra mobile hanno eseguito una perquisizione nei confronti dei coniugi e sequestrato altro materiale nella loro abitazione a Prato.

L’indagine era stata avviata l’8 marzo scorso in seguito alla denuncia presentata dai genitori del ragazzo ai quali il figlio aveva raccontato della relazione con la donna e di essere il padre del neonato che la sua insegnante di ripetizioni aveva partorito pochi mesi prima. La paternità dell’adolescente sarebbe provata dal test del Dna, effettuato sul neonato con il consenso dell’indagata, e confermata dal procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi. Secondo le accuse, la donna avrebbe tentato nuovi approcci con la presunta vittima dei suoi reati e sarebbero emerse la frequentazione di siti con materiali pedopornografici e contatti con altri ragazzi minori. Il procuratore di Prato ha inoltre spiegato che dall’analisi sui telefoni cellulari della donna e del ragazzo, acquisiti dagli investigatori, è emerso “un enorme numero di messaggi di una chat su whatsapp”, che confermerebbe, secondo l’accusa, che l’indagata avrebbe esercitato “una forte pressione sul ragazzo perché compiesse con lei atti sessuali, approfittando dello stato di inferiorità psicologica del minore e prospettando l’intento di suicidarsi per avere incontri che lui non avrebbe più voluto avere”. Messaggi continui, minacce. Quello che emerge dall’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa nei confronti della operatrice sociosanitaria di Prato è un quadro inquietante a tinte scure e macabre. Il ragazzino, che aveva iniziato a frequentare la donna per delle lezioni di inglese in vista dell’esame di terza media, era di fatto vittima di torture psicologiche. La donna oggi ai domiciliari “in talune occasioni, ovvero almeno il 18.1.2019, il 24.1.2019 e il 7.2.2019 – si legge nell’ordinanza del gip -, induceva ai rapporti sessuali il minore dopo averlo assillato con centinaia di messaggi su whatsapp, anche in orario scolastico, in cui chiedeva insistentemente di vederlo per compiere atti sessuali, in cambio della promessa che non avrebbe più portato il piccolo presso la palestra dove terze persone avrebbero potuto notare la somiglianza nonché in cambio della promessa di non pubblicare sui social network le foto del bambino”. Ma non solo. “In particolare nelle date 15.2.2019, 18.2.2019, veniva indotto a compiere atti sessuali a fronte della prospettazione esplicita della donna di volersi suicidare e della possibilità di essere dissuasa dal compimento di atti autolesivi esclusivamente in ragione della prosecuzione della relazione sentimentale e sessuale instaurata con il minore, di cui si diceva perdutamente innamorata”.

L’avvocato Mattia Alfano, uno dei legali della donna, che nei giorni scorsi aveva reso dichiarazioni spontanee davanti al procuratore Giuseppe Nicolosi e ai due sostituti, Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, ha annunciato che contro la misura cautelare presenterà ricorso al riesame del tribunale della libertà.

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