Gialloverdi allo sbaraglio. La manovra? Non esiste, dice il presidente commissione Bilancio. Cosa hanno inviato alla Ue? Salvini mostra i muscoli. Conte non sa come funziona la procedura di infrazione

Gialloverdi allo sbaraglio. La manovra? Non esiste, dice il presidente commissione Bilancio. Cosa hanno inviato alla Ue? Salvini mostra i muscoli. Conte non sa come funziona la procedura di infrazione

Governo e ministri in confusione. La decisione della Commissione europea che ha espresso parere negativo sulla manovra di Bilancio con l’apertura di una procedura per debito eccessivo ha mandato in tilt pentastellati e leghisti. Le dichiarazioni che hanno fatto seguito all’annuncio dato da Bruxelles dal presidente del Consiglio e dai ministri rafforzano un dato che ci sembra evidente e che in particolare viene messo in luce dai commenti che compaiono sui giornali di tutta Europa, del mondo: siamo in presenza di un governo di dilettanti che sempre più fa affondare l’Italia in un baratro dal quale sarà difficile risalire. Il presidente Conte, ministri, parlamentari leghisti e pentastellati ne hanno dette di tutti i colori. Il premier nel pomeriggio ha fatto una informativa urgente alla Camera che, forse era già informata dai media, visto che il premier non riesce mai a dire qualcosa di importante. Sabato incontrerà il presidente della Ue, Juncker, e in una dichiarazione ha affermato con tono lamentoso che non c’è alcuna “ribellione”, siamo “responsabili”, spera che la Ue riveda le posizioni assunte. Poi non rinuncia ad una stoccata: “Se si tratta di difendere gli italiani non siamo disposti a rinunciare a nulla”. Salvini invece in particolare mostra i muscoli.

Il ministro dell’Interno spara a zero contro i Commissari Ue

Mentre Conte sembra chiedere aiuto, il ministro dell’Interno spara a zero. “Noi –dice – passi indietro non ne facciamo. Quello che l’Europa non può chiedermi è non cambiare la legge Fornero. Io quella legge voglio smontarla”. Lui parla sempre in prima persona. Al giornalista che lo intervista dice: “Io leader dei sovranisti? Mi fa piacere che tanti paesi europei guardino all’Italia e al suo governo del cambiamento”. Non pare che i “sovranisti” lo sostengano, tanto che uno dei leader della destra, sovranista, razzista, nazionalista, l’ungherese Orban è schierato con la Commissione Ue. In linea con Salvini, ovviamente, il suo competitor, il Di Maio, nella gara a che le dice più grosse. Dice il vicepremier di voler “migliorare la legge di Bilancio in Parlamento. Ma non parlerei di manovra correttiva”. Allora di che parla, di manovra peggiorativa? Lo perdoniamo perché l’economia è una cosa seria, non consente improvvisazioni. Una “improvvisazione” è che lui sia diventato vicepremier, ministro dello Sviluppo e del Lavoro.

Tria minimizza: dissenso con la Ue su qualche decimale. Dimentica che vale miliardi

Per quanto riguarda Tria, il ministro del Tesoro, la conferma che si tratta di un caso particolare. Si limita a dire che in fondo il dissenso con la Commissione Ue è solo “qualche decimale”. Saranno decimali ma si tratta di miliardi. Lui ne sa qualcosa avendo concordato con i Commissari qualche mese fa i numeri relativi al deficit, al debito poi sconfessato da Salvini e Di Maio. Ha fatto buon viso a cattiva sorte ed è diventato uno dei personaggi più “amati” da Crozza. Sorvoliamo per carità di patria. Una “chicca”, come si dice in gergo giornalistico, la offre addirittura colui che più di ogni altro è, o meglio dovrebbe essere, la “macchina” del lavoro parlamentare in merito alla manovra di Bilancio. Si tratta del presidente della Commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, simpatie giovanili per i pentastellati, poi uomo di fiducia di Salvini.

Una “chicca” la offre ai giornalisti il presidente della Commissione Bilancio

Intervistato da Radio Radicale, lui che ha nelle mani il Bilancio, fin dal primo momento, afferma: “Non capisco la decisione della Ue. Le bocciature avvengono a seguito di qualcosa. Ma la manovra di Bilancio non c’è”. Al giornalista che rimane sconcertato mostra un pacco di documenti. “Vedi – prosegue – questi sono i settecento  emendamenti  alla manovra che in Commissione Bilancio dobbiamo esaminare”. E afferma che la Commissione Ue ha fatto “un processo alle intenzioni”. Ma la lettera con cui il governo dovrà dare risposte alla Ue? Non ha alcun dubbio: “Ci penserà qualcun altro” e lui si chiama fuori. Figuratevi se si può impicciare con queste piccolo cose. Guarda più in alto e si tiene stretta la manovra. Altrimenti dove va a sbattere? Laureato a trent’anni, studente lavoratore in Scienze economiche e bancarie. Un impiego in alcune banche, docente a contratto in alcune università. Infine l’incontro della vita con i leghisti. Candidato alle elezioni europee del 2014 non viene eletto. 13 mila preferenze in Italia nord occidentale, 866 in Italia centrale. Nominato responsabile economico della Lega, cessa di insegnare. Di nuovo candidato, questa volta come presidente della Regione Toscana nelle elezioni regionali del 2015, sostenuto dalla Lega e da Fratelli d’Italia: ottiene il 20,0%, ancora una sconfitta giungendo secondo dietro a Enrico Rossi deve accontentarsi di essere  eletto consigliere regionale. Se non andiamo errati aveva provato anche a diventare sindaco di Firenze. Non gli riesce. Nelle elezioni del 2107 viene eletto consigliere a Como. Arrivato alla Camera diventa il presidente della Commissione Bilancio. Carica che si tiene ben stretta. Non si occupa di “lettere” alla Commissione Ue. Il suo compito, ora, è quello  di gestire gli emendamenti. Bruxelles è lontana. Meglio tenerla lontana.

 Conte è stato male informato. La procedura  per debito eccessivo è ben definita

Malgrado Borghi affermi che nelle mani dei Commissari europei non ci sia alcuna manovra, la procedura che viene adottata in questi casi va avanti. Una normativa ben definita anche se Conte alla Camera preferisce dire che si tratta di norme “non  ben definite”. Forse al presidente del Consiglio non sono state date informazioni esatte ma la procedura è molto chiara, così come il fatto che 18 paesi su 19 che compongono l’Eurogruppo si siano espressi in modo favorevole alla decisione della Commissione Ue, esprimendo un parere  negativo sulla manovra italiana. Il governo gialloverde avrà tutto il tempo per riflettere, cambiare radicalmente la manovra. Dopo il rapporto negativo della Commissione Ue sulla manovra dell’Italia che giustifica l’apertura di una procedura per debito eccessivo, il  3-4 dicembre i ministri delle Finanze ( Ecofin) dovranno pronunciarsi. La  Commissione invierà formalmente una raccomandazione al Consiglio europeo per chiedere l’apertura della procedura che deve essere avviata entro il 1 febbraio. Roma sarebbe invitata a correggere la manovra entro 3-6 mesi .

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