Cgil. Camusso ripropone al Direttivo Maurizio Landini quale futuro segretario generale. Presentati due odg contrapposti, poi ritirati. Dibattito rinviato alla ricerca dell’unità

Cgil. Camusso ripropone al Direttivo Maurizio Landini quale futuro segretario generale. Presentati due odg contrapposti, poi ritirati. Dibattito rinviato alla ricerca dell’unità

Due ordini del giorno presentati e ritirati, precisazioni e distinguo, e infine un nuovo appuntamento. Il Comitato Direttivo della Cgil sul congresso e l’indicazione del nuovo segretario generale è stato riaggiornato alla prima data utile: probabilmente nel prossimo fine settimana, o eventualmente in quello successivo, dal momento che dal 5 al 10 novembre si svolgono i vari congressi e la segreteria è impegnata sul territorio. Dopo aver proposto un ordine del giorno in cui si chiedeva che la proposta del successore di Susanna Camusso fosse affidata all’Assemblea che uscirà dal congresso di gennaio, i sottoscrittori (Genovesi, Solari, Galgani, Summa, Pedretti, Schiavella, Sgalla, Giove, Azzola, Bonini, Nicolosi, Rota, Carrus, Miceli, Ghiselli) hanno ritirato l’odg e specificato che questo “non proponeva, né nella lettera, né nelle intenzioni, qualsivoglia forma di sfiducia al segretario generale”. Altri dirigenti vicini a Camusso (Baseotto, Scacchetti, Fracassi, Martini, Dettori, Massafra) avevano d’altronde presentato un altro odg che approvava la relazione della segretaria generale, respingendo le “narrazioni del dibattito interno alla Cgil che mirano a rappresentare un’organizzazione ferma e ingessata sull’articolazione delle posizioni che avevano segnato i due precedenti congressi, insinuando così l’idea di una Cgil incapace di produrre al proprio interno sintesi unitarie più avanzate” e respingendo anche “il tentativo di descrivere il nostro dibattito congressuale come la contrapposizione tra sostenitori di questo o quello schieramento politico, tra filo governativi e filo opposizione”. L’obiettivo indicato era quello di proseguire la ricerca unitaria sul nome di Maurizio Landini “nella piena consapevolezza che l’assemblea generale che uscirà eletta dal Congresso sarà la sede” per l’elezione del prossimo segretario generale. Anche questo ordine del giorno è stato ritirato. Dopo le tensioni, dovute anche al fatto che il dibattito è uscito dalle stanze di Corso Italia per rimbalzare su agenzie e siti internet, la decisione è di riprendere il confronto su basi più serene.

Nella relazione di apertura al Comitato direttivo la segretaria generale Susanna Camusso aveva affermato: “Si individua in Maurizio Landini il compagno che meglio può interpretare l’attuazione del progetto in una visione collegiale e di condivisione, in un forte radicamento partecipativo e di insediamento e riconoscimento tra lavoratori, lavoratrici, pensionati, con l’attenzione ai giovani ed ai nuovi terreni di insediamento”. Camusso ha spiegato che “la proposta c’è ed è riferita all’insieme della squadra e del progetto, ed a chi chiede cosa faremo nei prossimi mesi, dico c’è una proposta approvata a maggioranza della segreteria su cui è necessario proseguire la ricerca unitaria, dentro gli equilibri dati e ferme le prerogative che comunque saranno in capo al futuro segretario generale. Se si ha volontà abbiamo il tempo, e credo sarebbe un bene per la CGIL dedicarci a questa ricerca”. E ancora: “Ho sentito dire violazione delle regole, nelle ultime ore di forzature, non so se interpretarlo come un miglioramento. Mi limito ad un’affermazione secca: si dica quale regola sarebbe stata violata. Noi abbiamo molto studiato ma non l’abbiamo trovata, l’abbiamo chiesto anche in segreteria ma non ci è stata indicata. Resta invece l’amara sensazione che ci sia chi pensa di avere delle prerogative negate ad altri, si chiama politica dell’interdizione, o fai ciò che penso o nulla si può fare insieme”. “Ancora sento invocare arbitri silenti- continua- trovo una stranezza ipotizzarlo, mi domando arbitro di cosa? Mi parrebbe irrispettoso dell’organizzazione ed anche ipocrita nei confronti della collegialità della trasparenza; la battaglia politica, questo mi ha insegnato la CGIL, si fa a viso aperto, con rispetto, assumendosi le responsabilità”.

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