Salvini colpisce e conferma che il premier è lui. Il decreto sicurezza è un “atto di barbarie giuridica”, e palesemente incostituzionale. Le reazioni di Cgil, Silp Cgil, Arci, De Magistris, Fratoianni, Cirinnà e Speranza

Salvini colpisce e conferma che il premier è lui. Il decreto sicurezza è un “atto di barbarie giuridica”, e palesemente incostituzionale. Le reazioni di Cgil, Silp Cgil, Arci, De Magistris, Fratoianni, Cirinnà e Speranza

I due decreti legge su sicurezza e immigrazione, inizialmente annunciati dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, sono confluiti in un unico decreto che è stato approvato oggi dal consiglio dei ministri. Una scelta definita ‘funzionale’ dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e maturata dopo gli incontri tecnici dei giorni scorsi. Il tema e le questioni legate all’immigrazione vengono quindi incorporate nel decreto legge recante “disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del ministero dell’Interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”. Un decreto legge di 30 pagine con 42 articoli, di cui 16 sulle misure pre l’immigrazione. Ecco i punti principali.

IMMIGRAZIONE

L’articolo 1 è sulla “abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e disciplina dei casi speciali di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario”. L’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o per cure mediche o se il Paese di origine vive una calamità naturale. Raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Si passa con il decreto dagli attuali 90 a 180 giorni (al titolo I, articolo 2). Ampliamento dei reati che provocano la revoca del permesso di rifugiato (violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale). Per i richiedenti asilo la sospensione della domanda d’asilo è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado. Revoca della protezione umanitaria ai cosiddetti “profughi vacanzieri”. Esclusione del gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso è dichiarato improcedibile o inammissibile: se un migrante fa ricorso contro il diniego e il tribunale lo dichiara inammissibile, le spese processuali non sono più a carico dello Stato.

SICUREZZA

Potenziamento degli organici dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie (i beni appartenenti al clan potranno essere messi sul mercato e venduti). Stretta sul noleggio di furgoni che potrebbero essere utilizzati per attentati terroristici. Estensione del “daspo” per i sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale. Possibilità per il personale della polizia locale di accedere alla banca dati interforze delle forze di polizia. Possibilità di estendere il daspo urbano anche ad aree quali mercati e fiere. Revoca della cittadinanza per gli stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazionale. Sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser) da parte di operatori della polizia municipale di comuni con più di 100.000 abitanti. Inasprimento delle sanzioni nei confronti di coloro che promuovono o organizzano l’invasione di terreni o edifici; nonché ampliamento della possibilità dell’utilizzo dello strumento investigativo delle intercettazioni telefoniche per coloro che commettono tale tipologia di reato.

Moltissime le reazioni negative al decreto Salvini, presentato alla stampa con una farsa indegna di un capo del governo e di un ministro dell’Interno di un paese civile. La foto col cartello tra le mani è una vera “cialtroneria”, che davvero sfiora il ridicolo. Tra le reazioni indignate, quella della Cgil, che parla di ennesima risposta sbagliata, quella dei poliziotti della Cgil, che con il segretario Daniele Tissone segnalano subito i limiti politici e tecnici del decreto; quella dell’Arci, che come altri, ne sottolinea il carattere incostituzionale e chiede al Presidente Mattarella di non firmarlo; del sindaco di Napoli, De Magistris, che parla di una medicina che diventa olio di ricino; della senatrice del Pd Cirinnà, che esplicitamente giudica atto di barbarie giuridica il decreto Salvini; e infine quella del coordinatore di Mdp, Roberto Speranza, per il quale si tratta di fumo che nasconde le difficoltà di mettere a punto la manovra finanziaria.

Cgil. Ennesima risposta sbagliata

“Ci troviamo di fronte all’ennesima risposta sbagliata ad un tema che non viene affrontato come un fenomeno strutturale, ma solo in chiave di ordine pubblico e di emergenza”. Così, in una nota, la Cgil commenta il decreto immigrazione e sicurezza. “Un intervento legislativo – sottolinea il sindacato di Corso d’Italia – che ancora una volta interviene nella dimensione umanitaria e sul principio di accoglienza, con l’obiettivo di spingere ancor più, in assenza di specifiche regolazioni come i flussi d’ingresso, verso l’assioma immigrazione – irregolarità”. Il decreto – aggiunge la Cgil – opera un giro di vite su questioni che andavano affrontate in modo opposto. Si cancella, per esempio, il permesso di soggiorno per motivi umanitari, introducendo solo due tipizzazioni ammissibili: di salute e stato di calamità. Viene superato il modello SPRAR di accoglienza diffusa per tornare ai centri con alta concentrazione. Si interviene nel procedimento con limitazioni al gratuito patrocinio e alla cancellazione della possibilità di ricorso. In un’ottica securitaria viene incrementato il numero di reati per i quali può essere revocata, o sospesa nei casi nei quali non si sia arrivati a sentenza, la protezione internazionale e la cittadinanza”. E la nota della Cgil conclude, “Insomma, ci troviamo di fronte ad un insieme di norme che nei fatti limitano la sfera dei diritti e che spingono verso la condizione di irregolarità, limitando fortemente la possibilità di riconoscimento del permesso di soggiorno”.

Silp-Cgil: rischia di essere inefficace 

“Il decreto sicurezza contiene di tutto e di più. Noi vogliamo analizzare nei dettagli il testo definitivo e capire anche se per alcuni provvedimenti che abbiamo richiesto da tempo, come il previsto pagamento delle indennità accessorie per le forze di polizia, vi siano le relative coperture. Quanto al Daspo, esiste già una misura di prevenzione molto più efficace, introdotta con il decreto Alfano del febbraio 2015, ovvero l’espulsione del presunto fiancheggiatore di organizzazioni terroristiche, provvedimento preventivo promosso dal Questore”, afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia della Cgil, commentando il ‘decreto sicurezza’ approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del vicepremier Matteo Salvini. “Inoltre – dice Tissone – l’utilizzo indiscriminato della forza pubblica per le occupazioni arbitrarie di immobili non risolve i problemi perché in via preliminare occorrerebbe definire le diverse tipologie di occupazione: per esempio, se si tratta di edifici che, una volta sgomberati, andranno custoditi per un riuso, chi li dovrà successivamente custodire e quale ente li avrà in carico? La polizia non può diventare l’imbuto dove confluiscono tutte le competenze non esercitate da chi ne ha la titolarità”. “Abbiamo poi seri dubbi – prosegue il sindacalista – sui provvedimenti relativi all’allungamento dei tempi di permanenza nei centri di accoglienza e il divieto di reingresso in Italia di stranieri espulsi da altri paesi Schengen: la loro applicazione concreta sarà ben difficile mentre è certo l’aggravio di lavoro burocratico e operativo per le forze dell’ordine. Non abbiamo invece, purtroppo, registrato novità – conclude – sulle assunzioni e sullo scorrimento delle graduatorie dell’ultimo concorso agenti. Questo è un grave danno per il personale in divisa che ogni giorno di più è in asfissia di personale”

Arci, una pagina nera per la nostra democrazia. Mobilitazione

L’Arci esprime la sua netta contrarietà agli interventi previsti nel Decreto Legge sull’immigrazione e si “appella al Presidente della Repubblica, massimo garante del rispetto dei principi costituzionali, affinché non firmi un simile provvedimento”. Perché, a suo giudizio, “il profilo di illegittimità è palese. La contrarietà ai principi della nostra Costituzione è evidente. Le persone in cerca di protezione continueranno ad arrivare: i conflitti proliferano e i profughi ne sono una diretta conseguenza. L’attuale instabilità in Libia ne è un’ulteriore prova”. Arci, inoltre, “chiama alla mobilitazione per ribadire la necessità di rafforzare il diritto d’asilo in Italia, non di cancellarlo, e di sostenere i percorsi di inclusione sociale garantiti dalla rete d’accoglienza Sprar e non di abolire ogni buona prassi favorendo la ghettizzazione dei richiedenti asilo, il business di soggetti incompetenti e la corruzione che ne deriva”. Per l’Arci “il decreto riduce drasticamente i diritti di chi chiede o ha ottenuto protezione, eliminando di fatto quella umanitaria ed elencando una serie di condizioni che possono portare alla revoca dell’asilo e della cittadinanza”.

Per il sindaco di Napoli De Magistris, non c’è nulla contro scafisti-mafie

“Nel decreto Salvini non c’è nulla di particolarmente significativo contro gli scafisti, i trafficanti di essere umani e le mafie e invece si entra in una pesante discriminazione delle persone a seconda della provenienza geografica, si va contro il diritto internazionale all’asilo in aperta violazione delle convenzioni internazionali e della Costituzione repubblicana e si aumentano, invece di ridurre, le possibilità di arresto e di detenzione delle persone senza che abbiano commesso alcun reato”: il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha evidenziato, dopo una prima lettura del testo, che il decreto fissa ”una serie di restrizioni in attesa della completa identificazione, incide sull’anagrafe, sulla protezione umanitaria e sugli Sprar che, con tutti i limiti, sono l’unico modello funzionante dell’accoglienza diffusa sul territorio. Con questo decreto – ha aggiunto – si vanno a colpire le persone che sono considerate già pericolose senza che abbiano commesso alcun reato”. Secondo de Magisris, con questo decreto ”il Governo del cambiamento non risponde in modo serio al tema dell’immigrazione, oggi in parte fuori controllo per colpe dei governi che si sono succeduti e di cui faceva parte anche Salvini, ma mette in campo una medicina che è olio di ricino e che non affronta il tema dell’integrazione e pone l’Italia nel mondo come un Paese che ha deciso di fare passi indietro enormi nei confronti dell’attuazione della Costituzione”.

Fratoianni, segretario Sinistra Italiana: “decreto razzista a costo zero”

“Serviva proprio un decreto di questo governo che cancellasse le poche cose buone fatte in Italia per l’accoglienza e i fenomeni migratori come il sistema Sprar/Enti Locali. Serviva proprio un decreto che collegasse in modo arbitrario e sbagliato le migrazioni e la sicurezza, che fa poco o niente contro la criminalità organizzata e a sostegno delle forze dell’ordine. Serviva proprio un decreto così, un decreto razzista a costo zero, al premier Salvini e ai suoi subordinati del M5S per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla realtà che non riescono a mantenere le promesse elettorali fatte agli italiani”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.

Cirinnà, Pd, atto di barbarie giuridica, pose truci

Sul decreto riportiamo l’indignazione e la rabbia di Monica Cirinnà, senatrice del Pd e componente della Commissione Giustizia. “Il tanto sbandierato decreto sicurezza è un atto di barbarie giuridica che colpisce le fondamenta umanitarie presenti nella Costituzione e in tutto il nostro ordinamento. Il ministro Salvini la smetta di assumere pose truci da campagna elettorale e pensi piuttosto, se ne è capace, a scrivere norme che non pongono l’Italia fuori dal diritto internazionale. In particolare, la stretta sulla concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari dei richiedenti asilo è una misura feroce e crudele. Rendere difficile o negare accoglienza a chi fugge da una guerra o è vittima di persecuzione politica, religiosa o di genere nel suo Paese va contro ogni principio del diritto interno internazionale. Così come allungare i tempi di permanenza da 90 a 180 giorni nei centri di accoglienza non farà altro che esasperare situazioni socialmente già complesse e certamente ne aumenterà di molto i costi. Sembra proprio che il ministro dell’Interno più che affrontare le questioni in modo serio voglia proseguire la campagna elettorale creando nuove paure e nuovi problemi”.

Speranza, Leu, decreto Immigrazione nasconde caos su manovra

“E’ in arrivo un decreto immigrazione a forte rischio di incostituzionalità, con l’obiettivo reale di nascondere la confusione e i problemi che regnano sulla legge di bilancio”, afferma il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza. “E’ proprio con la legge di bilancio, infatti, che si decide sulla vita reale delle persone. E non è un caso che su questa materia non sappiano che pesci prendere”, aggiunge Speranza.

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