Alessio Figalli è il vincitore della medaglia Fields, il “Nobel” della matematica. “Sono cittadino del mondo”

Alessio Figalli è il vincitore della medaglia Fields, il “Nobel” della matematica. “Sono cittadino del mondo”

Un italiano 34enne Alessio Figalli ha vinto la Medaglia Fields, considerato il Nobel per la matematica. Master e dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, studi alla Ecole Normale Superieure di Lione, Figalli ha lavorato a lungo alla University of Texas di Austin, dove da associato è arrivato a ottenere una cattedra. Dal 2016 insegna all’Eth di Zurigo.Ha 38 anni, è romano ma si è laureato a Pisa. Alessio Figalli, il secondo italiano della storia a vincere la prestigiosa medaglia Fields, assegnata ogni 4 anni e considerata alla stregua di un premio Nobel per la Matematica, è nato a Roma il 2 aprile 1984. Dopo la maturità classica, nel 2002 si iscrive alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa a giugno 2006 si laurea con una tesi intitolata “Trasporto ottimale su varietà non compatte”, con relatore Luigi Ambrosio (Scuola Normale Superiore di Pisa). Alla fine del 2007 consegue il dottorato in Matematica con la tesi “Optimal transportation and action-minimizing measures”, presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e l’Ecole Normale Superieure di Lione: i relatori in questo caso sono sempre Ambrosio e Cedric Villani, Ecole Normale Superieure di Lione e futura Medaglia Fields nel 2010.

Il lavoro diventerà una monografia pubblicata da Springer nel 2008. Tra il 2007 e il 2008 è ricercatore (chargé de recherche del CNRS) presso l’Universita’ di Nizza. Tra il 2008 e il 2009 ricopre, a 24 anni, la cattedra di professore (Professeur Hadamard) presso l’Ecole Polytechnique di Palaiseau, sempre in Francia. Tra settembre 2009 e agosto 2010 è Associate Professor (professore associato) e Harrington Faculty Fellow (ricercatore), presso l’Università del Texas di Austin, Stati Uniti. Nel luglio 2010 vince il Grant DMS-0969962 della National Science Foundation, l’agenzia federale che finanzia le attività di ricerca negli Stati Uniti, per un progetto triennale sui problemi analitici e geometrici nel calcolo delle variazioni e nelle equazioni differenziali alle derivate parziali. A settembre 2010 è Associate Professor presso l’Università del Texas di Austin e nel settembre 2011, a 27 anni, diventa Full Professor (professore ordinario) presso la stessa università. Nel 2012 arriva lo European Mathematical Society (EMS) Prize e il Peccot-Vimont Prize e Cours Peccot del “College de France”.

Alessio Figalli è stato premiato con la Medaglia Fields per i suoi “contributi alla teoria del trasporto ottimale e alle sue applicazioni nelle equazioni differenziali a derivate parziali, metrica geometrica e probabilità”. In particolare, il matematico italiano si è occupato dello studio di quale sia il modo più economico per trasportare una distribuzione di massa da un luogo a un altro, supponendo che il costo di trasporto dipenda dalla distanza percorsa. Il suo contributo ha quindi applicazioni in problemi di natura economica e si è rivelato uno strumento matematico che può essere utilizzato in tanti altri problemi: le equazioni alle derivate parziali, la geometria, eccetera. Inoltre, Figalli è riuscito ad usare il trasporto ottimale per studiare dei modelli in meteorologia. Per esempio, il matematico ha scoperto che il trasporto ottimale influenza l’evoluzione delle nuvole: se una nuvola deve spostarsi, le particelle che compongono la nuvola seguiranno nel tempo un trasporto ottimale.

“Io non sono andato via perché l’Italia non mi ha voluto. Mi sono ritrovato ad essere cittadino del mondo più per caso che per altro, quando gli altri Paesi mi hanno dato occasioni ben prima di quando ci si potesse immaginare. Certo, l’Italia deve riuscire a dare a chi va all’estero le occasioni per poter ritornare con posizioni adeguate, cosa che al momento non succede”. Alessio Figalli parla anche della sua vita di ricercatore all’estero. “Tornare in Italia? Al momento no, il supporto alla ricerca che c’è qui in Svizzera non c’è nel nostro Paese, a cui sono comunque riconoscente perché mi ha formato”, racconta lo scienziato. “I matematici italiani sono di livello internazionale e questo è importante”.

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