L’allarme del Financial Times: “con uno come Salvini al potere a Roma l’Ue rischia di diventare la Repubblica di Weimar dei nostri tempi”

L’allarme del Financial Times: “con uno come Salvini al potere a Roma l’Ue rischia di diventare la Repubblica di Weimar dei nostri tempi”

L’Unione Europea in questo momento deve fronteggiare due sfide esistenziali, una lanciata da Donald Trump e l’altra da Matteo Salvini, il leader della Lega di estrema destra: e se la minaccia posta dal presidente degli Stati Uniti è evidente, diretta e brutale, quella rappresentata da Salvini potrebbe essere anche più potente anche se non altrettanto evidente; è questa la tesi sviluppata sul quotidiano economico britannico “The Financial Times” dal suo autorevole opinionista Wolfgang Munchau. Da quando ha accettato di formare una coalizione di governo con il Movimento 5 stelle (M5s), Salvini ha preso due decisioni politicamente assai scaltre: innanzitutto ha smesso di parlare di un’uscita dell’Italia dall’euro, poi ha utilizzato il suo ruolo di ministro dell’Interno come un pulpito prepotente; e lo ha fatto con un successo terrificante, facendo leva sulla questione dell’immigrazione che per i populisti europei è un fertile terreno di battaglia. A differenza dell’estrema sinistra populista greca, nota Wolfgang Munchau, i populisti di estrema destra sono in grado di stringere alleanze ed il loro obbiettivo è di conquistare le istituzioni dell’Unione Europea, per distruggerla dall’interno: Salvini ora infatti punta alle elezioni europee del maggio 2019.

Parlando ai suoi sostenitori nel raduno annuale estivo di Pontida, aggiunge il Financial Times, la località in Lombardia considerata come la “casa spirituale” della Lega, Salvini ha appunto preannunciato che le elezioni europee del 2019 saranno una prezionsa opportunità per fondare una “alleanza internazionale dei populisti” e battere la “Europa delle elite”: “Le elezioni europee del prossimo anno”, ha detto il leader della Lega, “saranno un referendum tra l’Europa delle elite, delle banche, della finanza, dell’immigrazione e del lavoro precario, contro l’Europa dei popoli e dei lavoratori: il nostro progetto”, ha proseguito Salvini, “consiste nel creare una alleanza internazionale dei populisti, un termine che per me è un complimento. Io credo che conquisteremo la maggioranza” al Parlamento europeo di Strasburgo, ha predetto. La Lega, ricorda il corrispondente da Roma James Politi del “Financial Times”, ha forgiato legami con “una notevole varietà di personalità politiche europee di estrema destra, da Marine Le Pen in Francia al partito Alternativ fur Deutschland (AfD); fuori dalla Ue, Salvini ha costruito strette relazioni con il partito ‘Russia unita’ del presidente Vladimir Putin così come con Steve Bannon, l’ex influente consigliere del presidente Usa Donald Trump. Gli ultimi sondaggi indicano che la Lega sarebbe ormai diventato il partito più popolare in Italia, eclissando il M5s partner nella coalizione di governo; ed in segno della sua sicurezza, Salvini ha spavaldamente dichiarato che la Lega si avvia ad una lunga era al potere”.

È ben possibile, prevede il “Financial Times” che i due schieramenti politici che attualmente dominano il Parlamento europeo, il Partito socialista europeo (Pse) di centrosinistra ed il Partito popolare europeo (Ppe) di centrodestra, a maggio prossimo siano spazzati via da due opposti sfidanti: un nuovo gruppo liberale pro-Ue, guidato dal presidente francese Emmanuel Macron, ed un’accozzaglia di populisti e nazionalisti. Questi ultimi potrebbero impadronirsi dall’interno della leadership del Ppe oppure formare un nuovo partito europeo in grado di raccogliere più voti del Ppe ed in entrambi i casi troveranno modo di esercitare la loro influenza: al di là dei contrasti a sfondo nazionale, infatti, i populisti di destra sono uniti dal desiderio di ri-nazionalizzare le decisioni politiche dell’Ue; e per farlo possono vincere le elezioni ed influenzare la composizione della prossima Commissione europea, oppure costringere il Ppe a capitolare e ad accettare una parziale ri-nazionalizzazione delle decisioni su alcune questioni come per esempio l’immigrazione.

Il “Financial Times” prevede inoltre che Salvini sfiderà sempre più risolutamente il dominio franco-tedesco anche su altre tematiche: al contrario dei precedenti governi italiani, che temevano l’isolamento dell’Italia ed hanno sempre accettato le decisioni Ue anche se contrarie agli interessi del loro paese, ciò che rende Salvini così pericoloso per l’ordine costituito in Europa è il fatto che non nutre timori. L’Italia, ricorda Wolfgang Munchau, è il paese al centro delle due principali crisi dell’Ue, quella migratoria e quella dell’euro: l’Europa deve dare risposte concrete ed efficaci ad entrambi i problemi, non solo metterci pecette come ha fatto nel vertice dello scorso fine settimana a Bruxelles; con uno come Salvini al potere a Roma, conclude pessimisticamente l’opinionista del “Financial Times”, l’Ue rischia di diventare la Repubblica di Weimar dei nostri tempi, una costruzione buona solo per un’atmosfera politica tranquilla.

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