Elena Ferrante sul Guardian: “Salvini pericoloso xenofobo”. La stampa internazionale lancia l’allarme, mentre si avvicina il minivertice europeo di domenica con mille spine

Elena Ferrante sul Guardian: “Salvini pericoloso xenofobo”. La stampa internazionale lancia l’allarme, mentre si avvicina il minivertice europeo di domenica con mille spine

Mentre in Italia fa “chiacchiere da bar” su questo e quell’argomento, mentre si scatena scegliendo ogni giorno un nuovo nemico, approfittando dell’enorme spazio concesso dalla stampa e sui social, mentre crede di poter suonare ogni strumento dell’orchestra del governo, suscitando reazioni flebili da parte dell’alleato 5stelle, ma durissime dalla comunità scientifica, dal mondo del volontariato e della Chiesa, dalla sinistra, in Europa si comincia a capire davvero chi sia Matteo Salvini.

Elena Ferrante al Guardian lancia l’allarme Salvini: le sue parole possono sfociare “nella brutalità di massa”

Il quotidiano londinese Guardian affida a Elena Ferrante (pseudonimo di una narratrice italiana notissima nel Regno Unito e seguitissima) una nota per raccontare agli inglesi Salvini. Il titolo dell’articolo è già un programma: ‘Xenophobic and racist’: Elena Ferrante warns of danger to Italy from Matteo Salvini (Xenofobo e razzista: Elena Ferrante mette in guardia sui pericoli per l’Italia di Matteo Salvini). Ferrante descrive Salvini per i lettori del Guardian: “coerente con la peggiore tradizione politica italiana, Salvini è stato a lungo sottovalutato e ha utilizzato le televisioni per animare dibattiti e generare propaganda. Così, è diventato sempre più persuasivo, dando l’impressione di un uomo normale di indole buona che capisce i problemi della gente normale e al momento giusto sbatte i suoi istinti xenofobi e razzisti sul tavolo”. Inoltre, aggiunge Elena Ferrante, “penso con ansia che il consenso che i cattivi sentimenti che Salvini incorpora (e stimola) possa diffondersi al di là delle sue intenzioni e sfociare nella brutalità di massa, che in tempi di crisi è sempre là in attesa”.

Le Monde e Liberation: “Salvini ha preso il potere a Roma eclissando il M5S”

Se è questa la fotografia impietosa di Salvini diffusa in lingua inglese dal Guardian, anche in Francia non scherzano. “Migranti: la disputa si avvelena tra la Francia e l’Italia” apre sabato su tutta la prima pagina il quotidiano francese Le Monde, dedicando al tema anche le pagine 2 e 3. “La questione migratoria – scrive il quotidiano – diventa esplosiva fra Parigi e Roma, mentre si apre un minivertice fra paesi europei domani a Bruxelles. Se si è aggravato con l’arrivo ai vertici del leader di estrema destra Matteo Salvini, il contenzioso fra i due paesi è antico. L’Italia rimprovera alla Francia di aver sbarrato le sue frontiere via terra nel 2015, reintroducendo i controlli al fine di respingere i migranti”. A sua volta Liberation, in un articolo dal titolo “Matteo Salvini, la botte à clous de l’Italie” scrive tra l’altro: “in appena un mese di governo, colui che i suoi hanno soprannominato il Capitano, ha preso il potere a Roma, nonostante il 17% dei voti ottenuti dalla Lega alle legislative del 4 marzo contro il 32% del M5S. A colpi di tweet, di messaggi Facebook, di apparizioni televisive e di visite sul terreno, ha praticamente eclissato il movimento di Luigi Di Maio. È lui ormai che impone le sue scelte e detta l’agenda”.

Der Spiegel, settimanale tedesco di inclinazione socialdemocratica, intervista lo stesso Salvini

Al settimanale tedesco Der Spiegel, lo stesso Salvini rivela che il risultato delle trattative sui migranti in Ue, dal punto di vista dell’Italia, è ancora aperto. Alla domanda se la decisione sia ancora aperta, Salvini risponde: “Sì. La differenza col passato è che l’approvazione dell’Italia non è garantita a priori. Noi siamo pronti a trattare, punto per punto”, aggiunge. A Matteo Salvini non piace la sequenza delle soluzioni indicate da Parigi e Berlino in vista del vertice Ue di Bruxelles sui migranti: “A me non piace l’ordine di precedenza – dice nell’intervista allo Spiegel – sul tavolo c’è innanzitutto la questione dei respingimenti immediati verso l’Italia di coloro che originariamente sono approdati sulle nostre coste, e solo successivamente la sicurezza delle frontiere esterne per il futuro. Per noi vale esattamente il contrario”. È l’intervista in cui Salvini afferma che ricevere per mail bozze a cui si è lavorato in altri paesi “non corrisponde allo stile di lavoro” dell’attuale governo.

Macron: “non esiste in Italia alcuna emergenza immigrati”

Alla vigilia del minivertice di Bruxelles al quale la Commissione ha invitato 16 paesi, Macron conferma la sua linea che contrasta con quella del governo italiano, al termine dell’incontro con il nuovo premier spagnolo Sanchez. “Bisogna essere chiari e guardare le cifre. L’Italia non sta vivendo una crisi migratoria come c’era fino all’anno scorso. Chi lo dice, dice una bugia”. Per Macron esiste “una crisi politica” provocata da “estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione o ipersemplificazione della nostra epoca”.

Le spine di Angela Merkel. Il suo ministro degli Interni Seehofer, emulo di Salvini, minaccia respingimenti

Il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer non intende far marcia indietro nella sua disputa con la cancelliera Angela Merkel sui migranti. “Se il summit Ue non porterà a soluzioni efficaci, i migranti già registrati in un altro paese verranno respinti”, ha ribadito oggi in un’intervista concessa alla Sueddeutsche Zeitung. Seehofer ha sottolineato di non aver mai chiesto la chiusura totale dei confini. “Si tratta – ha detto – di essere in grado di condurre respingimenti in maniera efficace”. Seehofer ha detto di ritenere che sarebbe inusuale se la cancelliera facesse uso del suo potere di veto per fermare il suo piano. “Non permetteremo che ciò accada”, ha proseguito, accusando la Merkel di aver “fatto di un sassolino una montagna”. La disputa fra la cancelliera e Seehofer, leader della Csu, ramo bavarese della Cdu della Merkel, rischia di provocare una grave crisi in seno alla coalizione di governo tedesca. Se la Csu dovesse uscire, l’alleanza Cdu-Spd non avrebbe più la maggioranza. Inoltre, presidente di turno dell’Ue, la Bulgaria proporrà al summit informale di domani a Bruxelles la chiusura delle frontiere esterne della Ue e l’allestimento di centri di raccolta dei migranti fuori dal territorio comunitario, scrivono i media bulgari, citando fonti del governo di Sofia. Servono “misure immediate per la chiusura delle frontiere esterne dell’Ue e stretti controlli alle frontiere interne”, ha detto il primo ministro bulgaro Boko Borissov in una telefonata con l’omologo ungherese Vikor Orban, capofila del fronte anti immigrati. I paesi del sud dell’Europa, sostiene Borissov, devono “in primo luogo” ottenere aiuto tecnico, finanziario e una maggiore presenza di Frontex, l’agenzia per le frontiere europee. Inoltre vanno costruiti centri per i migranti fuori dall’Ue. La Bulgaria, dove i migranti arrivano attraverso il confine con la Turchia, è contraria al respingimento dei migranti verso il primo paese europeo dove sono stati registrati.

Da Amnesty International e Unicef nuova esortazione alla ragione in vista del Consiglio europeo del 28 giugno, soprattutto per la tutela dei minori migranti 

C’è un urgente bisogno di un nuovo sistema di asilo che sia equo, efficiente e compassionevole, ha affermato Amnesty International in vista del mini-vertice dei leader europei domenica 24 giugno e del Consiglio europeo in programma la prossima settimana. I capi di Stato e di governo dell’Unione europea dovrebbero cogliere l’occasione per discutere le misure volte a rafforzare ulteriormente il controllo delle frontiere esterne dell’Ue e la riforma del regolamento di Dublino. Inoltre, l’Unicef scrive in una nota che “in vista delle prossime riunioni del Consiglio Europeo su asilo e migrazione, l’Unicef esorta tutti i leader a dare priorità alla protezione dei bambini, indipendentemente dallo status di immigrazione dei loro genitori. Qualsiasi nuova politica dell’Ue sulle migrazioni deve considerare la necessità cruciale di concedere passaggi sicuri e percorsi regolari per i bambini rifugiati e migranti e le loro famiglie, nonché un tempestivo accesso a procedimenti di asilo e di reinsediamento e ai servizi di ricongiungimento familiare. Mentre procedure di asilo accelerate potrebbero giovare ai minorenni, è fondamentale che siano operativi assistenza legale, meccanismi di ricorso e altre salvaguardie. Anche i servizi sanitari, di istruzione e di protezione dovrebbero essere pienamente accessibili”.  Unicef insiste: “nessun bambino dovrebbe mai essere messo in stato di detenzione a causa del suo status di migrante. La detenzione, anche di breve durata, può avere effetti devastanti sulla salute mentale, sul benessere e sullo sviluppo del bambino. Esistono e si sono dimostrate efficaci le alternative alla detenzione, come l’affidamento, le sistemazioni per le famiglie a livello comunitario e una vita indipendente supervisionata. Gli Stati membri hanno l’obbligo di tutelare i diritti di tutti i minorenni ai sensi della Convenzione sui diritti dell’infanzia. L’Unicef è pronto a sostenere l’Ue nei suoi sforzi per proteggere e promuovere i diritti di ogni bambino”, conclude la nota.

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