Sana Cheema è stata assassinata. L’autopsia conferma l’orribile ‘delitto d’onore’

Sana Cheema è stata assassinata. L’autopsia conferma l’orribile ‘delitto d’onore’

Sana Cheema, la giovane italo-pachistana morta il 24 aprile in Pakistan in una vicenda di sospetto ‘delitto d’onore’, è stata strangolata secondo i risultati dell’autopsia realizzata dal Laboratorio forense del Punjab. (nella foto la ragazza e il documento dell’autopsia)

Le prime informazioni della stampa pakistana sulla autopsia confermano la morte della ragazza italo-pakistana Sana Cheema per soffocamento. Un’altra fonte dice che un osso della gola risultava fratturato. Dall’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio e sepoltura senza autorizzazione, al fermo e ora all’arresto. “Lo zio, il padre e il fratello di Sana sono in custodia della polizia locale. È ufficiale” aveva detto il segretario della comunità pakistana in Italia Raza Asif parlando del caso. Non voleva accettare il matrimonio combinato che il padre pensava per lei e per questo sarebbe stata uccisa. Il giudice distrettuale Uzma Chughtai aveva accolto la richiesta di autopsia.

Oltre a Mustafa Ghulam, il padre 55enne, al fratello Adnan Cheema, non ancora 31 anni, e uno zio, Iqbal Mazhar, è coinvolto anche un cugino di Sana che avrebbe trasportato il cadavere fino al luogo di sepoltura, e il medico che ha firmato il certificato di morte. “È stato proprio il medico ad accusare i familiari più stretti della 25enne” aveva fatto sapere il segretario della comunità pakistana in Italia che è in stretto contatto con il Pakistan. “Ho parlato con le autorità pakistane chiedendo di avere la versione ufficiale: mi hanno confermato i tre arresti” aveva spiegato Asif.

A confermare la possibile colpevolezza di padre, zio e fratello è il fallito tentativo di fuga verso l’Iran, bloccato dalla polizia pachistana. La Procura di Brescia ha intanto aperto un’inchiesta, al momento senza ipotesi di reato e neppure indagati, affidata al sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che si metterà in contatto con l’Ambasciata italiana ad Islamabad per avere tutta la documentazione sul caso. “Non pensavamo potesse sbloccarsi la vicenda” aveva detto un coetaneo e connazionale di Sama. “Senza la pressione dei media non avrebbero mai autorizzato l’autopsia” aveva aggiunto parlando dal quartiere Bresciano di Fiumicello dove la ventenne ha vissuto e lavorato fino a pochi mesi fa.

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