Mattarella ricorda Moro, a 40 anni da via Caetani, a Roma, e le vittime del terrorismo. “Inverosimili le opinioni su neutralità tra Stato e terroristi”

Mattarella ricorda Moro, a 40 anni da via Caetani, a Roma, e le vittime del terrorismo. “Inverosimili le opinioni su neutralità tra Stato e terroristi”

In attesa degli sviluppi politici per la formazione del governo di questo pomeriggio, al termine della riunione dei gruppi parlamentari di Forza Italia e dell’incontro tra i leader di M5S e Lega, Di Maio e Salvini, il Presidente della Repubblica Mattarella ha reso omaggio al Quirinale ad Aldo Moro nel quarantennale del suo omicidio per mano brigatista e in occasione della Giornata dedicata alle vittime del terrorismo. Dopo l’esecuzione degli Inni nazionale ed europeo da parte del Coro del Teatro dell’Opera di Roma che successivamente ha eseguito il brano “Lacrimosa” dal Requiem di Mozart, sono intervenuti il giornalista e scrittore Ezio Mauro e gli studenti Michela Bivacqua e Filippo Ursillo. Il Presidente Mattarella, coadiuvato dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha proceduto alla consegna dei premi ai vincitori della quarta edizione del Concorso Nazionale “Tracce di Memoria”, all’Istituto comprensivo “Monteleone-Pascoli di Taurianova (RC) per il video “Strada facendo vedrai – Giustizia e legalità”, alla Scuola secondaria di I grado “Alfredo Panzini” I.C. 4 di Bologna per il progetto multimediale “Piantiamo la memoria” e all’Istituto Istruzione Superiore “Leon Battista Alberti di Roma per il video “New Generation Memory”. In precedenza il Presidente Mattarella ha deposto una corona di fiori in via Caetani, davanti alla lapide che ricorda l’on Aldo Moro e contemporaneamente il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali si è recato a Torrita Tiberina per deporre un cuscino di fiori sulla lapide dove è sepolto Aldo Moro.

Mattarella: “le inverosimili neutralità tra Stato democratico e terroristi”

E le parole del racconto di Mattarella non sono banali.  Durante il periodo del terrorismo, ha ricordato il Capo dello Stato, “non tutti, anche nelle elite del paese compresero il pericolo e qualcuno evocò inverosimili neutralità tra lo Stato democratico e i terroristi”. Il rapimento e l’omidio di Aldo Moro, quel 9 maggio 1978, furono una scelta carica di significato” perchè quel rapimento e lo spietato sterminio degli uomini che lo scortavano, rappresentanto indubbiamente il punto più emblematico di quell’attacco allo Stato che mirava a travolgere l’ordine costituzionale”. Inoltre, prosegue, “il nostro Paese è stato insanguinato, dalla fine degli anni Sessanta, da aggressioni terroristiche di differente matrice – ha detto il capo dello Stato in un altro passaggio del suo discorso -, da strategie eversive messe in atto, talvolta, con la complicità di soggetti che tradivano il loro ruolo di appartenenti ad apparati dello Stato, da una violenza politica che traeva spinta da degenerazioni ideologiche, persino da contiguità e intrecci tra organizzazioni criminali e bande armate”.

Mattarella: “non è l’Islam il nemico,a ma chi piega la fede per indurre odio”

Per Mattarella, “oggi la minaccia terroristica ha nuove forme e nuove modalità. Non sono meno pericolose di 40 anni fa, colpendo all’improvviso nella società globale e interdipendente. E’ il terrorismo internazionale che reca anzitutto il segno del fondamentalismo islamista. Non è l’Islam il nemico ma chi piega la fede religiosa per indurre all’odio e incitare alla guerra tra comunità religiose, tra popoli, tra persone”. Anche in questa stagione perciò, ha osservato il capo dello Stato, “la democrazia può e deve difendersi senza rinunciare ai propri valori, alla propria civiltà, all’idea di persona che fonda i diritti inviolabili”. Secondo Mattarella “saremo più forti se saremo capaci di far crescere la consapevolezza comune e di assumerci la responsabilità che come europei abbiamo di favorire la pace e di costruire un equilibrio migliore nel pianeta”.

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