Cannes 2018. Del regista turco Nuri Bilge Ceylan l’ultimo film in concorso, “Le Poirier sauvage”. Lo svedese Ali Abbasi vince Un Certain Regard con “Grans”, un film sul limite tra umanità e animalità

Cannes 2018. Del regista turco Nuri Bilge Ceylan l’ultimo film in concorso, “Le Poirier sauvage”. Lo svedese Ali Abbasi vince Un Certain Regard con “Grans”, un  film sul limite tra umanità e animalità

Un affresco familiare di un lirismo intenso, Le Poirier sauvage, è stato l’ultimo film in concorso di questa 71esima edizione del Festival di Cannes. Nel film si mischiano la pittura con la filosofia. Ha superato le tre ore, porta la firma famosa del regista  turco Nuri Bilge Ceylan, cinque volte selezionato a Cannes. Il cineasta turco ha già fatto incetta di premi, Gran prix della giuria per “Uzak” nel 2008 e la Palma d’Oro nel 2014 con “Winter Sleep”. Nuri Bilge Ceylan ci propone un altro film drammatico, che  dipinge la storia di Sinan, un giovane uomo appassionato di letteratura che sogna di diventare scrittore e di far pubblicare il suo libro che porta il nome del film “Le Poirier sauvage”. Tema centrale del film il rapporto padre-figlio.

Nuri Bilge Ceylan è  regista  che non si interessa all’attualità. Nei suoi film sono ben descritti tutti gli aspetti della natura umana, le sue contraddizioni, le sue bassezze, le sue grandezze. “Mi interessa lo studio della natura umana e la vita mi stupisce sempre”, ha ripetuto ancora durante la conferenza stampa. È un regista giunto  al sommo della sua arte, ma per lui ogni nuovo film è sempre una nuova partenza come fosse il primo. “In ogni film c’è sempre  la ricerca di una nuova tecnica, c’è sempre un nuovo studio”.

E intanto arrivano i primi premi. Il  film svedese “Grans” (Border) del regista Ali Abbasi ha vinto la prestigiosa sezione Un Certain Regard. Una  pellicola  impressionante, che ha impressionato evidentemente anche la giuria presieduta dall’attore Benicio del Toro. Tina (Eva Melander), una doganiera con un viso repellente (l’attrice ha recitato con una protesi) è una  donna che non accetta il suo corpo, Ha poteri soprannaturali un odorato molto sviluppato, ritrova i trafficanti di contrabbando, ma sa riconoscere anche i sentimenti umani. Quando incontra Vore un uomo dall’apparenza orribile come lei e  sospetto, le sue  capacità sono messe alla prova per la prima volta. Ha una strana attrazione per lui e svilupperà un legame speciale. Scoprirà che né lei né Vore appartengono a questo mondo. Sono degli orchi. Un film tra il thriller e il grottesco.

La non accettazione del proprio corpo è il tema affrontato anche in “Girls” del regista fiammingo Lukas Dhont. E’ la delicata storia di un adolescente nato ragazzo (Viktor Polster) che sogna di diventare ballerina. Un film che si ispira a una storia vera. Il regista ucraino Sergei Loznitsa si è  invece distinto con il suo Dombass e ha vinto il  premio per la miglior regia. “Sofia”, della franco-marocchina Meryem Benm barek, ha ricevuto il premio per la miglior sceneggiatura. Il  premio speciale  della Giuria a “Morts e les autres” di Joao Salaviza e Renée Nader Messora. Nessun riconoscimento per l’Italia. Questa sera gran finale con il soffertissimo  e attesissimo “The Man who Killed Don Quixote” di Terry Gilliam e la consegna della Palma d’Oro 2018.

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