La Polizia di Stato ha 166 anni. Minniti non resiste a farsi un po’ di propaganda. Gabrielli riesuma le “opposte fazioni”. “Gratitudine” di Mattarella. Cgil e Silp: “La natura civile e democratica dell’Istituzione”

La Polizia di Stato ha 166 anni. Minniti non resiste a farsi un po’ di propaganda. Gabrielli  riesuma le  “opposte fazioni”.  “Gratitudine” di Mattarella. Cgil e Silp: “La natura civile e democratica dell’Istituzione”

Non perde l’occasione il ministro dell’Interno Minniti, dimissionario come tutti i suoi colleghi di governo, per farsi un po’ di propaganda a buon mercato. È vero che l’occasione fa l’uomo ladro ma a volte si va oltre e si ottiene l’effetto contrario di quello voluto. Il ministro ha preso la parola nel corso della cerimonia per i 166 anni dalla fondazione della Polizia di Stato. Il ministro ha ricordato che “nel 2017 si è registrato il più basso tasso di reati degli ultimi dieci anni”. Bene, ci fa piacere. Si poteva fermare lì. Invece no. Ha aggiunto che si tratta di un “risultato straordinario che l’Italia farebbe bene a non dimenticare”. Già che c’era ha colto l’occasione per annunciare che “per il decimo mese consecutivo si è registrato un calo degli sbarchi di migranti. Dal 1° luglio ad oggi sono arrivate 95.600 persone in meno rispetto all’anno precedente, un colpo straordinario ai trafficanti di esseri umani – ha spiegato – nulla è mai acquisito una volta per tutte, ma i numeri ci dicono che quei processi possono essere governati. È innegabile che qualcosa stia cambiando”. Ha dimenticato di parlare dei campi di concentramento che “ospitano” in Libia quei migranti per i quali l’Italia paga in soldoni. Ha dimenticato di parlare di torture, stupri, violenze di ogni tipo che si registrano ogni giorno in questi campi. Davvero pensiamo che abbia perso una occasione inserendo una nota stonata in una celebrazione in cui  si sono forzati i toni, rischiando di farne una manifestazione di parte.

Parole fuori luogo da parte del capo della Polizia

Lo stesso intervento del capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha fatto riferimento a un bilancio del 2017 in cui poliziotti “troppo spesso sono stati bersaglio di atti violenti da parte di manifestanti le cui istanze dovrebbero essere risolte in altri contesti”. Dal  G7 al No-tav, ai No-tap Gabrielli parla di  una campagna elettorale “che ha visto inasprirsi il clima tra opposte fazioni”. Sarebbe interessante conoscere cosa intende il capo della Polizia quando parla di “opposte fazioni, di inasprimento delle conflittualità” che ha spesso trasformato le piazze in “stanze di compensazione di ragioni contrapposte”, in un mondo in cui a volte la polizia “viene erroneamente percepita come controparte e non come garante del rispetto delle leggi”. Vogliamo sperare che non abbia inteso mettere sullo stesso piano chi ha dato vita a manifestazioni di marca fascista, razziste, con tutte quelle iniziative che hanno richiamato  i valori di fondo della nostra democrazia, l’antifascismo in primo piano E che non abbia dimenticato sentenze della magistratura a proposito dei “fatti” di Genova.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato ha significativamente espresso la  “gratitudine dell’intera comunità nazionale per l’opera svolta a presidio della libertà e della legalità”. Un richiamo importante al cui valore e significato hanno fatto riferimento la Cgil e il Silp Cgil che organizza i lavoratori della Polizia.

Diritti di rappresentanza  a lavoratrici e  lavoratori in divisa a partire dai militari

In un comunicato scrivono: “In occasione della festa della Polizia di Stato è utile ribadire la natura civile e democratica dell’istituzione attuale e di come la legge 121/81 abbia rappresentato un fondamentale passo avanti nel cammino dei diritti e della democratizzazione dei Corpi in divisa. Come ha detto anche il Presidente della Repubblica – prosegue il comunicato – la Polizia di Stato costituisce un presidio di libertà e legalità irrinunciabile. Da qui dobbiamo e possiamo partire per dare pieni diritti sindacali e di rappresentanza alle lavoratrici e ai lavoratori in divisa, partendo dai militari. È un tema ineludibile che intendiamo rilanciare con forza a 37 anni dalla storica riforma degli apparati di sicurezza italiani, figlia delle battaglie della Cgil e degli altri sindacati confederali”.

Il bilancio del 2017 settore per settore

Veniamo al bilancio 2017 che è stato reso noto in questa giornata in cui in tutta Italia si sono svolte manifestazioni per ricordare i 166 anni della Polizia di Stato. Per quanto riguarda il reparto volanti, sono state oltre 8,7 milioni le chiamate arrivate al numero unico d’emergenza e reindirizzate al 113; 970.294 gli interventi effettuati; oltre 4 milioni di persone e più di 7,6 milioni di veicoli controllati; 15.977 arresti, 71.050 denunce; 35.608 perquisizioni e 33.290 sequestri. Il Servizio Centrale Operativo ha coordinato il lavoro delle Squadre Mobili nel contrasto alla criminalità organizzata, anche mafiosa, e ai delitti più gravi. Le Squadre Mobili, con il contributo dei commissariati, hanno concluso operazioni che hanno portato all’arresto di 5.402 persone, tra cui 957 stranieri. Tra le nazionalità straniere in testa albanesi (194), marocchini (139), romeni (57), tunisini (58) e nigeriani (189). Bene la ricerca dei latitanti: ne sono stati catturati 18 (4 all’estero), di cui uno è nella lista dei più pericolosi. Le indagini antimafia hanno portato a 954 arresti. Per quanto riguarda i patrimoni della criminalità si registrano sequestri e beni confiscati per oltre 80 milioni di euro. Il contrasto al traffico di droga ha portato all’arresto di 2.268 persone (484 stranieri) e al sequestro di quasi tre tonnellate di stupefacenti.

Sono stati 602 gli arresti per omicidio consumato o tentato, 169 quelli per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, 110 per reati sessuali, 86 per maltrattamenti in famiglia e 69 per atti persecutori (stalking). Arrivano a 485 gli arresti nella lotta al traffico di esseri umani e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.  Quanto ai reati contro il patrimonio, i dati parlano di 685 persone in manette per rapina, 1.118 per estorsione, 733 per furto/ricettazione e 157 per truffa. Sono stati 756 infine gli arresti per detenzione di armi ed esplosivi; 41 le armi sequestrate (28 pistole, 10 fucili, 1 fucile mitragliatore e 2 pistole mitragliatrici).

Per quanto riguarda le multe con  487.315 pattuglie di vigilanza, nel 2017 la Stradale ha contestato 2.039.640 infrazioni al Codice della strada, e controllato con etilometri e/o precursori 1.392.777conducenti, di cui 18.103 sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza e 1.439 denunciati per guida sotto l’effetto di droghe. La Polstrada ha effettuato rilievi su 695 incidenti stradali mortali (776 le vittime), 21.561 incidenti con feriti (34.077 quelli coinvolti) e ha contestato 502.535 violazioni rilevate in autostrada dal sistema Tutor e 114.650 violazioni, sulla Salerno-Reggio Calabria e sulle statali, scoperte dal sistema Vergilius. La Polfer nel 2017 ha visto impegnati 4.172 operatori nella tutela dei milioni di persone che ogni giorno utilizzano i 9.000 treni d’Italia. Sono stati 198.510 i servizi di vigilanza in stazione, 26.768 i pattugliamenti sulle linee, 43.991 i servizi di scorta a bordo dei vagoni; 2.049 i controlli straordinari in aree ferroviarie.

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