Juve eterna protagonista in campionato e, si spera, anche in Champions, settimana di recuperi compreso un derby milanese con centinaia di milioni di telespettatori nel mondo

Juve eterna protagonista in campionato e, si spera, anche in Champions, settimana di recuperi compreso un derby milanese con centinaia di milioni di telespettatori nel mondo

L’uovo di Pasqua della trentesima giornata ha regalato alcune sorprese che, probabilmente, finiranno con l’avere una importanza decisiva o quasi per l’assegnazione dello scudetto: il Napoli, fermato sul pari dal modesto Sassuolo ha ripristinato il distacco dalla Juventus a -4 e, ormai,  solo una miracolosa vittoria nel prossimo scontro diretto a Torino, potrebbe ridare fiato alle esili speranze partenopee.  Questo il fatto più importante del turno pasquale.

Gli uomini di Sarri appaiono esausti o quasi, spompati e forse ora cominciano a pagare lo scotto di una rosa non adeguata che è stata usurata al massimo nella riproposizione del solito undici titolare perché, purtroppo, la panchina era ristretta nella quantità e, soprattutto, nella qualità. Qualcuno ha imputato a Sarri l’eccessiva fiducia nei soliti ma quando i panchinari sono stati chiamati in campo hanno quasi sempre fatto rimpiangere i titolari.  Dunque, abbiamo assistito per metà campionato ad un bel Napoli quanto a gioco e spettacolarità, però è, via via, uscito dalla Coppa Italia, dalla Champions, dall’Europa League  arrivando, almeno fino al Sassuolo, stanco fisicamente e psicologicamente, ai confini del disarmo.

Al contrario, in tutto e per tutto, della Juventus, che pur non eccellendo nel gioco, spesso criticato, ha conquistato la finale di Coppa Italia, è arrivata ai quarti in Champions, ed è in testa al campionato dopo una spettacolare rimonta, con l’unica pecca della sconfitta in Supercoppa con la Lazio, ma, considerato il nutrito pacchetto dei trofei ancora in gioco, si può chiudere un occhio.

Mentre il Napoli veniva salvato, a 10’ dal termine, da un gol Callejon, evitando la sconfitta contro un Sassuolo determinato e affamato di punti,  la Juventus, chiamata ad una difficile prova contro il Milan, la squadra più in forma del momento, pur, ancora una volta, non eccellendo, grazie a provvidenziali cambi, in 8’ ha messo ko il Diavolo, fino a qual momento apparso più che dignitoso per un maggior possesso palla e, forse, meritevole almeno di un pareggio considerata anche la traversa colpita.  Ma la Juve è questa: con una prolungata rosa di campioni in campo e in panchina, è compito e merito di Allegri provvedere alla bisogna e, com’è stato con il Milan, è bastato muovere qualche pedina per  calare lo scacco vincente.

A otto giornate dal termine, con quattro punti di vantaggio e con lo scontro diretto contro un’ansimante seconda in casa fra tre settimane, appare  impensabile non cucirsi lo scudetto sulla maglia.

Dal terzo posto in giù, tre squadre in tre punti lottano per due posti in Champions, possibilmente evitando i preliminari: l’Inter,  ristretta fra le due romane, da quanto visto anche sabato, appare quella più in forma e solo l’esito del prossimo derby potrà certificare o meno la giusta ripresa per puntare al massimo.

Mentre gli uomini di Spalletti hanno liquidato con una tripletta e  senza storie un Verona dimesso, la Roma, pareggiando a Bologna, si è fatta rosicchiare due punti dimezzando il vantaggio e rischiando, ora anche il sorpasso da parte dell’Inter in caso di vittoria nel recupero del derby.   La Roma ha imitato in toto il Napoli rischiando di perdere contro un precario Bologna e solo una prodezza di Dzeko ha consentito di rimediare ad una bruttissima e inspiegabile prova, forse perché la stanchezza per le partite dei nazionali ha pesato o forse perché  già si pensava a Messi e c.

Anche la Lazio era andata in svantaggio contro il fanalino di coda Benevento,  però, il brivido è durato poco, sommerso da una goleada finale con  un pirotecnico 6-2. Gli uomini di Inzaghi nel primo tempo avevano un po’ sofferto ma poi hanno fatto valere le forze in campo con molta decisione e determinazione. Proprio quella che, invece, è mancata al Napoli e alla Roma.  Incorniciato uno spettacolare poker  del Torino, dopo quattro sconfitte consecutive,  a Marassi contro una Sampdoria colata a picco da tre battute d’arresto e raggiunta da una Fiorentina pervenuta alla quarta vittoria  grazie ad una evidente, netta ripresa, la settimana si presenta molto densa di appuntamenti.

Oggi pomeriggio e domani  ci saranno i recuperi delle partite rinviate per la morte di Astori e fra questi è da seguire un derby milanese da tutto esaurito allo stadio, seguito in 181 paesi attraverso  44 emittenti televisive da ben 728 milioni di spettatori: sorprendente nota positiva per il calcio italiano in una così ampia vetrina mondiale.

Champions: la Juventus stasera in casa col Real e la Roma domani a Barcellona costituiscono le ciliegine sulla golosa torta di questi due giorni da abbuffata calcistica.

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