Un milione di persone in tutta Italia per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie

Un milione di persone in tutta Italia per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie

Oltre un milione di persone hanno preso parte in tutta Italia alla XXIII ‘Giornata dell’impegno e della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie’. A ospitare la manifestazione nazionale è stata Foggia, con 40mila partecipanti alla marcia guidata dal fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. Sono 972 i nomi delle vittime innocenti delle mafie letti dal palco della piazza centrale. In prima fila i parenti, le istituzioni e i rappresentanti delle associazioni.

“Il 70% dei famigliari delle vittime innocenti non conosce ancora la verità: non è possibile”, è il grido di denuncia di don Ciotti. “L’omertà uccide la verità e la speranza. Dobbiamo contribuire tutti di più per la verità – ha messo in guardia Ciotti -. Noi lo chiediamo alla politica e alle istituzioni, ma non ci si può limitare a chiedere cambiamento, dobbiamo diventare noi stessi cambiamento”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha manifestato la sua vicinanza: “Ripetere quei nomi costituisce un impegno. Per lo Stato e le sue istituzioni, anzitutto, che sono chiamati a contrastare con sempre crescente energia le organizzazioni mafiose vecchie e nuove”. Fratello di Piersanti Mattarella, assassinato da Cosa Nostra il 6 gennaio 1980 durante il mandato di presidente della Regione Siciliana, il presidente ha sottolineato la necessità di “fare memoria, un’opera irrinunciabile della comunità”.

“Un giorno di ricordo, 365 di impegno”, ha detto il presidente del Senato e leader di Leu, Pietro Grasso, a Foggia “insieme a migliaia di persone unite nel ricordo di poliziotti, carabinieri, magistrati, politici, imprenditori, uomini di fede, mogli, madri, ragazzi, giornalisti. Nomi noti e altri sconosciuti ai più che invece meritano lo stesso rispetto e considerazione”. ‘Terra, solchi di verità e giustizia’ è stato il tema della XXIII Giornata della Memoria promossa da Libera, che per l’edizione 2018 ha voluto essere in Puglia “perché le mafie del foggiano sono organizzazioni criminali molto pericolose. Perché, malgrado l’evidenza, la percezione della cittadinanza è ancora bassa”. A evidenziare l’importanza di aver scelto Foggia per la manifestazione nazionale è la presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi: “Le mafie foggiane ci ricordano che la violenza è la parte costitutiva e più importante del metodo mafioso. Le donne e gli uomini di questa terra devono sapere che se si ribellano avranno lo Stato dalla loro parte”.

Nella notte proprio a Foggia si è consumato un atto intimidatorio ai danni di Peppino D’Urso, ex capogruppo in consiglio comunale del Partito democratico e tra i promotori del progetto Parcocittà. “Non lo lasciamo solo e facciamo una colletta per comprarne una nuova”, è l’invito di Ciotti, che dal palco della città ha lanciato un monito ai mafiosi: “Vi prego cambiate vita, trovate questo coraggio. Non ci ucciderete mai. Vi aspetta il carcere o la morte”.

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