Pietà l’è morta, dramma dei migranti. Destinity, nigeriana, ammalata, muore per far nascere il figlio. Ottusi interventi della gendarmeria francese. Procure contro le Ong. La solidarietà: soccorrere non è un crimine

Pietà l’è morta, dramma dei migranti. Destinity, nigeriana, ammalata, muore per far nascere il figlio. Ottusi interventi della gendarmeria francese. Procure contro le Ong. La solidarietà: soccorrere non è un crimine

Davvero verrebbe voglia di gridare “Pietà l’è morta”, il canto dei partigiani contro i tedeschi e i fascisti, quando vedi le immagini di un giovane nigeriano, gli occhi pieni di lacrime che non chiede altro che curare il suo bambino, trovare un lavoro, ottenere la cittadinanza italiana, assicurare una vita normale ad un neonato che era destinato a morire, salvato grazie alle cure dei medici del Sant’Anna di Torino dove era stata ricoverata la madre,  Destinity, gravemente ammalata, in attesa del bambino. Una storia terribile che ha fatto notizia grazie alla associazione Rainbow4Africa, al suo presidente, Paolo Narcisi, che ha denunciato quanto sta avvenendo a Bardonecchia dove dall’inizio dell’inverno transitano tanti migranti che cercano di andare in Francia. Non è il primo caso che chiama in causa la gendarmeria francese e anche la nostra polizia che opera alla frontiera con la Francia.

Guida francese rischia il carcere per aver salvato una famiglia di migranti

Addirittura qualche tempo fa sempre al confine una guida alpina francese, Benoit Ducos,  ha rischiato una pesante condanna perché aveva soccorso una migrante incinta all’ottavo mese di gravidanza. La donna era insieme al marito e al suo bambino. Camminava  affondando nella neve, non ce la faceva più. La guida li ha soccorsi, a bordo della sua auto si è diretto verso l’ospedale, la donna non ce la faceva, era in stato di travaglio, più gridava, poteva partorire da un momento all’altro. Niente da fare, la polizia doveva prima interrogare lei e il marito. Alla fine ce l’ha fatta a raggiungere l’ospedale, ha partorito.

Ma la guida, appunto, rischia il carcere. Il caso ha fatto notizia, Bardonecchia è salita agli onori della cronaca, si fa per dire, un giorno, due giorni poi niente più. Appunto “Pietà l’è morta”. Se ne riparla perché un nuovo caso è venuto alla ribalta. Si tratta di un parto prematuro, la madre al settimo mese di gravidanza, gravemente ammalata, all’ospedale Sant’Anna di Torino avevano salvato il neonato che pesava solo 700 grammi. La notizia? Anche questa famiglia, nigeriana, aveva tentato la traversata del Colle della Scala insieme al marito, anch’egli nigeriano, richiedente asilo. Sono stati intercettati dalla gendarmeria francese e riportati in Italia.

Il soccorso dei volontari di Rainbow4Africa che operano a Bardonecchia

Racconta Paolo Narcisi che “li hanno lasciati davanti alla saletta di Bardonecchia senza neppure bussare alla dottoressa che era all’interno. Potevano accompagnarli all’ospedale di Briancon. Le autorità francesi sembrano aver dimenticato l’umanità. I corrieri trattano meglio i loro pacchi. Perché Destinity, con il marito, voleva andare in Francia? L’avevano spiegato ai gendarmi. Lei, 31 anni, era gravemente ammalata, non riusciva neppure a respirare, un linfoma le era cresciuto nel petto, non riusciva a respirare, neppure a stare seduta. Sapeva che doveva morire e stava cercando di andare in Francia, da una sorella. Voleva che il suo bambino dopo la nascita avesse qualcuno accanto, oltre al padre. Niente da fare”. Sono stati accompagnati nella saletta vicina alla stazione di Bardonecchia data in uso dal Comune dove da dicembre fanno i turni i volontari di Rainbow4Africa. Destinity è stata trasportata all’ospedale di Rivoli, poi al Sant’Anna di Torino, ricoverata per oltre un mese, seguita dall’Ostetricia e Ginecologia diretta dalla professoressa Tullia Todros che spiega:  “Abbiamo cercato di portare la gravidanza il più in là possibile compatibilmente con le condizioni della mamma. Quando abbiamo deciso di farlo nascere era perché non si poteva più aspettare. Il bambino ora pesa quasi 900 grammi”, sta diventando sempre più autonomo, dicono i medici, “siamo cautamente ottimisti ma sarà un processo lungo”.

Accanto a Israel è rimasto il padre. La solidarietà di tutto l’ospedale

La mamma non c’è più, è morta in sala parto dopo aver dato alla luce Israel, il nome che gli è stato dato in ospedale. Accanto a Israel, a prendersi cura di lui, il padre. C’è la solidarietà di tutto l’ospedale. “Un miracolo della vita” dicono i medici, nella tragedia della morte della giovane mamma. Narcisi, con i volontari di Bardonecchia, malgrado gli interventi delle gendarmerie, le assurde denunce contro chi aiuta i migranti, invita “a non aver paura ad aprirsi all’accoglienza perché un giorno potrebbe  accadere anche a noi”. A Bardonecchia   con i treni  arrivano sempre  più donne e bambini che cercano di passare il confine. Rischiano di morire fra la neve e il fango anche coloro che tentano la traversata da Claviere e dal Monginevro. Proprio  dove è stato fermato e denunciato Benoit Ducos ha preso il via una campagna di solidarietà dal titolo “Soccorrere non è un crimine”. Parole sante che dalla montagna arrivano fino al mare, al Mediterraneo dove dopo  aver salvato 218 migranti , la nave della Ong Proactiva Open Arms era stata minacciata dalla Guardia Costiera libica che aveva intimato loro di consegnare i migranti.

L’assurdo sequestro a Pozzallo della nave della Ong spagnola

Ma a questa grave intimazione, la nave non aveva risposto e si era diretta al porto di Pozzallo, dove la Procura di Catania ne ha disposto il sequestro. L’accusa: associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Insomma avrebbero dovuto consegnare ai libici i migranti, molti malati, donne incinte, bambini, per essere avviati ai noti campi di concentramento. Sono indagati dal  procuratore Carmelo Zuccaro il comandante e il coordinatore a bordo della nave, identificati, e il responsabile della Ong. Zuccaro è colui che ha aperto una fascicolo a carico delle Ong accusate di connivenza, se ben ricordiamo, con  chi  gestisce la tratta dei migranti. Inchiesta di cui non si hanno più notizie. Se è vero che “Pietà l’è morta”, in molti casi in cui le autorità mostrano il volto burocratico  e arcigno come avviene alla frontiera fra Italia e Francia, nelle valli innevate,  è anche vero  che, proprio in queste zone nascono, prendono forza campagne di solidarietà, “soccorrere non è un crimine”, appunto.

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