LeU. Presentati da Pietro Grasso i primi 4 Ddl: ripristino articolo 18, sanità, Ius soli, ambiente. Sinistra Italiana fuori dalla Giunta regionale pugliese: “Emiliano cesarista e trasformista”

LeU. Presentati da Pietro Grasso i primi 4 Ddl: ripristino articolo 18, sanità, Ius soli, ambiente. Sinistra Italiana fuori dalla Giunta regionale pugliese: “Emiliano cesarista e trasformista”

Presentazione in conferenza stampa alla Camera dei parlamentari eletti di Liberi e Uguali. “Dal dibattito politico l’Italia reale appare scomparsa, si parla soltanto di presidenze, di governi, ma noi vogliamo ribadire che LEU è presente sul piano delle proposte politiche, e riparte da quattro temi, che ha portato avanti in campagna elettorale e che deve portare avanti, come promesso agli elettori, prima possibile”, ha detto Pietro Grasso, “sono temi fondamentali, vogliamo riportare l’attenzione sulle politiche” ha aggiunto Grasso “presenteremo un primo disegno di legge sulla tutela dei lavoratori contro i licenziamenti illegittimi, articolo 18, uno sulle nuove disposizione su materia sanitaria, con l’abolizione del super ticket e nuove assunzioni, sulle modifiche sulla legge alla cittadinanza, lo Ius Soli e sull’ambiente”. Grasso ha promesso: “Su questi temi ci impegneremo tutti quanti, nelle rispettive aule parlamentari, e su questi temi si baserà il rapporto con le altre forze politiche. Da parte nostra ci sarà un’attenzione al paese reale”.

Leu vuole contribuire alla scelta dei presidenti dei due rami del Parlamento.

Nel corso della conferenza stampa Grasso ha anche chiarito che “noi siamo stati consultati e intendiamo partecipare attivamente al dialogo, perché riteniamo di poter dare un contributo. Negli incontri che abbiamo avuto, di nomi non ne sono stati fatti e quando ho chiesto informazioni sui nomi che circolavano – ha spiegato – mi è stato risposto che erano stati fatti dai giornalisti e che non erano sul tavolo del confronto”. “Noi – ha continuato Grasso – non ne facciamo una questione di nomi, piuttosto di ‘caratteristiche’ delle persone che dovrebbero diventare presidenti di Camera e Senato. Non devono essere solo figure di garanzia ma anche apparire come tali, figure che una volta elette, si devono distaccare dal loro partito di appartenenza. Garanzia vuol dire che devono soddisfare un’esigenza di equilibrio di maggioranza e opposizione”. In base a questi criteri, “si tratta di figure che noi vorremmo contribuire a individuare e parteciperemo a tutte le riunioni a cui verremo chiamati”. Infine, “se siamo d’accordo con il veto del M5S su indagati e condannati? LeU ha un regolamento severo sulla presentabilità dei candidati. Se per noi è impresentabile come candidato, a maggior ragione è impresentabile come presidente del Senato. Per noi una persona condannata in primo grado è incandidabile. Non so se Romani sia condannato in primo grado”, ha concluso Grasso.

Intanto Sinistra Italiana esce dalla maggioranza di governo alla Regione Puglia, per contrasti netti rispetto alle scelte del governatore Michele Emiliano

Sinistra Italiana esce dalla maggioranza di centrosinistra che nel Consiglio regionale della Puglia sostiene l’amministrazione di Michele Emiliano (PD). Lo ha annunciato oggi a Bari il consigliere regionale Mino Borraccino, esponente di Sinistra Italiana e di Leu. “Usciamo con convinzione perché da due anni oramai non condividiamo più le scelte politiche ed amministrative del presidente Emiliano. Non usciamo dalla maggioranza – aggiunge Borraccino – solo per la nomina a presidente Aqp di Simeone Di Cagno Abbrescia, leader e deputato di Forza Italia in Puglia oltre a essere stato già sindaco di Bari, che è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Usciamo perché il presidente Emiliano si è rivelato – sostiene Borraccino – in modo definitivo il principale agente del trasformismo nelle scelte di governo, una scelta lucida, accompagnata da una deriva esplicita verso la privatizzazione di assetti strategici di competenza regionale”.

Il segretario nazionale Nicola Fratoianni precis: “abbiamo provato a correggere la rotta, a indicare strade diverse, a proporre soluzioni alternative. Chiedevamo a gran voce il governo delle questioni aperte e delle ferite pugliesi: la lotta contro caporalato e lavoro nero, senza soluzioni, nonostante la Regione Puglia abbia a disposizione una legge fra le migliori in Italia; la chiusura del ciclo dei rifiuti non affidata agli inceneritori, come sta accadendo senza possibilità di discussione; la messa in sicurezza di Acquedotto Pugliese, attraverso la ripubblicizzazione, e invece si va verso un incomprensibile piano di multiutility; investimenti in sanità pubblica, e non privatizzazione strisciante come invece sta accadendo. Non è stato possibile incidere su nulla e gli effetti della totale mancanza di governo in Puglia sono evidenti: i problemi ancora tutti irrisolti e in alcuni casi in mano alla magistratura”. Infine, scrive con durezza Fratoianni, “Emiliano pensa di rispondere dall’inizio dell’esperienza di governo, con un cesarismo insopportabile, senza alcun confronto con i partiti e con i consiglieri di maggioranza. Il vaso è traboccato. Ora al lavoro per costruire un’alternativa credibile e forte per i cittadini pugliesi”.

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