Macerata, 30mila in corteo per dire “mai più fascismo”, tantissimi i giovani. Sconfitta la linea di Minniti e del sindaco Pd. In migliaia in decine di altri cortei antifascisti

Macerata, 30mila in corteo per dire “mai più fascismo”, tantissimi i giovani. Sconfitta la linea di Minniti e del sindaco Pd. In migliaia in decine di altri cortei antifascisti

Macerata, 10 febbraio 2018, la grande, immensa risposta dell’Italia democratica contro ogni tentativo di riportare indietro le lancette della storia ad un ventennio fascista e violento la cui esperienza nessuno vuole più ripercorrere. Alla manifestazione, in un primo momento vietata dalla questura, non hanno aderito ufficialmente Arci, Libera, Cgil e Anpi che hanno raccolto l’invito del sindaco di Macerata di rinviare le iniziative di piazza. E tuttavia, almeno 30.000 persone, in maggioranza giovani, provenienti da tutta l’Italia, hanno dato vita ad una manifestazione composta e ordinata. È stata una replica molto forte, dura e determinata a quanti, dal sindaco di Macerata, alla prefetta e soprattutto al ministro dell’Interno, Minniti, avevano in ogni modo cercato di bloccarla, temendo chissà quali  catastrofi (il sindaco Pd di Macerata aveva perfino sostenuto che la città non sarebbe “stata pronta” alla manifestazione, e invece i cittadini di Macerata hanno dato prova di enorme maturità civica e democratica).

Non potevano mancare i provocatori, ovviamente, all’interno della manifestazione. L’incitamento alle nuove foibe di qualche gruppuscolo di “stupidi”, anche per la coincidenza della celebrazione del 10 febbraio, è stato fortunatamente silenziato dai fischi delle migliaia di persone che erano nel corteo. Purtroppo, quella sciocchezza di alcuni ha dato modo di dare fiato a tutti coloro che volevano trasformare una straordinaria, partecipata e pacifica manifestazione in un clima d’odio.

“Il popolo si è ripreso la strada nonostante i divieti”

Nel serpentone dei 30mila, che ha costeggiato la cinta muraria della città, bandiere di associazioni, di organizzazioni di migranti, di Liberi e Uguali, di Potere al popolo, Rifondazione comunista, ma anche di sezioni locali dell’Anpi, Libera, Fiom, Cgil, oltre a quelle, tante, di Emergency e Arci. Tra i partecipanti Gino Strada, il leader di Possibile, Pippo Civati, il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, l’ex direttore dell’Unità Sergio Staino, e l’europarlamentare Cecile Kyenge. “Il popolo – hanno commentato gli organizzatori – si è ripreso la strada nonostante i divieti. Una grande prova di libertà e di democrazia”. La sensazione è proprio quella: migliaia di giovani vogliono che da Macerata parta un messaggio chiaro e forte: “mai più fascismo”, messaggio colto in altre piazze d’Italia, che sarà rilanciato a Roma, il 24 febbraio, nella grande manifestazione nazionale lanciata da 23 associazioni, tra le quali, l’Anpi, l’Arci, Libera e la Cgil. Insomma, come segnalava sabato in un articolo sul Fattoquotidiano il politologo Maurizio Viroli, i cittadini, i giovani, democratici hanno vinto una battaglia, proprio mentre le istituzioni davano una desolante prova di vigliaccheria e di non aver capito fino in fondo cosa stia accadendo in Italia. Viroli infatti esortava lo Stato democratico a riprendersi la strada, la piazza, i luoghi democratici, tutte cose che l’attuale ministro dell’Interno pare aver dimenticato.

La Fiom Cgil: “bella ciao, la nostra colonna sonora in una manifestazione pacifica, determinata, aperta”

“Oggi a Macerata una bellissima risposta, grande, pacifica e determinata di chi di fronte al fascismo che torna dice che non si sta in silenzio, che occorre riconquistare le piazze per affermare una cosa, tanto semplice quanto fondamentale: il fascismo non è un’opinione, ed è incompatibile con la Repubblica italiana e la sua Costituzione”, ha detto Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali al termine della manifestazione. A sua volta, Giovanni Paglia, anch’egli di Liberi e Uguali, che guidava una delegazione di antifascisti romagnoli, afferma: “Le decine di migliaia di persone che stanno sfilando a Macerata e le tante altre che hanno affollato le piazze italiane ed emiliano-romagnole in nome dell’antifascismo e per reagire all’atto di terrorismo fascista e razzista di qualche giorno fa, rappresentano una straordinaria dimostrazione di vitalità civile e sociale. Le formazioni neofasciste vanno sciolte, speriamo che il ministro Minniti abbia capito la lezione”. La Fiom Cgil, protagonista, tra gli altri, dell’organizzazione e della riuscita della manifestazione, parla attraverso la sua leader, Francesca Re David, che scrive: “Manifestazione grandissima, pacifica, determinata, aperta. Tanti cittadini di Macerata intorno a una Macerata superblindata, ma con qualche finestra sorridente. Tanti giovani, tutte le generazioni. E felpe della Fiom da tutta Italia. Bella ciao, la nostra colonna sonora”. Lo spirito della Resistenza sembra dunque rinato, nel sorriso dei giovani e nella partecipazione degli operai.

A Milano, a Bologna, e ovunque in migliaia i cittadini che hanno partecipato ad altri cortei antifascisti

Altre città, oltre a Macerata, hanno ospitato altri cortei: a Milano erano in 20mila, mentre a Bologna sotto lo striscione “Mai piu’ fascismi” e sulle note di “Bella Ciao”, in tanti hanno partecipato in mattinata al presidio antifascista organizzato in piazza Nettuno, di fronte al sacrario dei caduti partigiani, da Anpi, Arci, Cgil e Libera Emilia Romagna. “Siamo qui – ha detto dal palco il segretario della Cgil Emilia Romagna, Luigi Giove – per rivendicare, non per testimoniare. Quello di Macerata non è stato un gesto isolato ma un attentato di matrice xenofoba e razzista. In Italia – ha lamentato il leader della Cgil regionale – le associazioni fasciste si muovono liberamente sul territorio e a partiti di stampo fascista è concesso di presentarsi alle elezioni. Troppo spesso – ha concluso il sindacalista – vengono lasciati spazi pubblici a chi non ha il diritto di occuparli”.

A Roma, in tanti al presidio di Tor Bella Monaca contro l’attacco dei militanti neofascisti

A Roma è stato organizzato un presidio nel difficile quartiere di Tor Bella Monica per contrastare le provocazioni di un gruppo di neofascisti vicini a Forza Nuova e Casapound. Il presidio è stato organizzato da tutte le associazioni democratiche. La leader della Cgil, Susanna Camusso vi ha partecipato e ha detto che “il 24 febbraio saremo a Roma insieme all’Anpi e a tutte le forze democratiche e antifasciste per dire una volta di più di non sottovalutare e non dimenticare, e alle istituzioni di agire”. Inoltre, ha proseguito, “ci sono tante piazze oggi in Italia per dire insieme ‘mai piu’ fascismi’. “Attenzione all’uso delle parole – ha sottolineato la leader della Cgil, riferendosi ai fatti di Macerata – perché si sdoganano comportamenti gravissimi, si derubricano reati. Se si spara contro persone inermi è un atto terroristico, siano bianche o siano nere”. Infine, per Camusso, “la responsabilità della politica, delle organizzazioni democratiche è di avere abbandonato le periferie e averle lasciate ai neofascisti. La Cgil – ha concluso – ha sedi in molti territori ma la politica deve tornare in queste zone”.

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