Juncker spara contro l’Italia per “un governo non operativo” a pranzo, e all’ora del té si rimangia tutto. Grasso chiarisce il progetto di LeU. Berlusconi si “sente come Zorro”

Juncker spara contro l’Italia per “un governo non operativo” a pranzo, e all’ora del té si rimangia tutto. Grasso chiarisce il progetto di LeU. Berlusconi si “sente come Zorro”

La prima a dare notizia delle stravaganti parole del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è stata l’agenzia Ansa alle 14,36: “C’è un inizio di marzo molto importante per l’Ue. C’è il referendum Spd in Germania e le elezioni italiane, e sono più preoccupato per l’esito delle elezioni italiane che per il risultato del referendum dell’Spd”. Insomma, continua Juncker, “dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, cioè un governo non operativo in Italia”. Assieme all’incertezza in Spagna, è possibile “una forte reazione dei mercati nella seconda metà di marzo, ci prepariamo a questo scenario”. Ovviamente, in seguito a queste sciagurate previsioni di Juncker, che sono una indebita interferenza nel voto libero degli italiani, si è scatenata una vera e propria bufera. Poche ore dopo, precisamente alle ore 18,25, la stessa agenzia Ansa (e a seguire tutte le altre) riportava la marcia indietro del presidente della Commissione europea, evidentemente ricondotto alla ragione grazie a qualche intervento governativo italiano.  “Le elezioni sono un’occasione di democrazia. E questo si applica anche all’Italia – un Paese a cui mi sento molto vicino. Il 4 marzo gli italiani si recheranno alle urne ed esprimeranno il loro voto. Qualunque sarà l’esito elettorale, sono fiducioso che avremo un governo che assicurerà che l’Italia rimanga un attore centrale in Europa e nella definizione del suo futuro”, scrive Jean Claude Juncker in un comunicato.  Sul primo intervento di Juncker erano intervenuti molto criticamente in tanti. Se Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, aveva indicato nella pessima legge elettorale la causa delle parole di Juncker, Loredana De Petris aveva invece stigmatizzato “le sirene d’allarme che mirano a condizionare il voto”, mentre Maurizio Acerbo, leader di Rifondazione comunista aveva parlato di “Juncker intimidatorio” e di “terrorismo economico del tutto infondato”.

Pietro Grasso conferma il progetto politico di Liberi e Uguali anche per il dopo 4 marzo

Intanto, Pietro Grasso ribadisce il progetto politica della lista Liberi e uguali, che incarna una sinistra “pura nei valori e negli ideali” ma “progressista, aperta e di governo”. E dopo le elezioni potrà essere il nucleo di “un partito unico della sinistra” che potrebbe avere forza attrattiva anche verso la minoranza Pd. L’obiettivo è duplice. Negare che dopo il 4 marzo i partiti fondatori della lista – Mdp, Si e Possibile – possano tornare a dividersi. E lanciare la sfida al Pd e alla sua coalizione, per conquistare i tanti ancora indecisi. Insomma, sostiene Grasso, “la legge elettorale è ingannevole, voti Bonino ed eleggi Casini”. E ancora, a Emma Bonino, che secondo i sondaggi potrebbe attrarre il voto degli scontenti di sinistra, dedica poi l’affondo, che è anche una dura critica all’Unione europea: “Qualcosa non va se l’Europa più forte auspicata dalla Bonino dà 4 miliardi alla Slovacchia per sottrarci posti di lavoro, come su Embraco”.

Nicola Fratoianni: “voti Bonino e ti ritrovi con Monti 4.0”

Su Emma Bonino si concentra anche Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana: “Oggi è ancora più chiaro per quegli elettori che stanno pensando di sostenere Bonino che votando +Europa ci sarà il pareggio di bilancio sulla pelle di coloro che hanno già pagato il peso della crisi di questi anni, non ci sarà nessuna revisione dei trattati europei, nessuno toccherà la legge Fornero e i suoi guasti, ci saranno ulteriori privatizzazioni, e magari un bel governo con Berlusconi. Insomma uno vota Bonino e si ritrova un Monti 2.0”.

E intanto Silvio Berlusconi si “sente come Zorro”

“Vi ricordate Zorro? A volte mi sento come lui…”, scrive Silvio Berlusconi sul suo nuovo sito online, ideato da Forza italia per lo sprint finale della campagna elettorale. Nella sezione ‘Berlusconi dalla A alla Z’, si paragona all’eroico giustiziere mascherato, protagonista di una famosissima serie televisiva prodotta dalla Disney e trasmessa in Italia per la prima volta, in bianco e nero, nel ’66. ”A volte – confessa l’ex premier – mi sento come il personaggio del telefilm che da piccoli vedevano i miei figli. Don Diego de la Vega era un uomo che poteva vivere in maniera agiata e tranquilla, sicuro del suo benessere e di quello della sua famiglia. Invece, è sceso in campo con la maschera di Zorro per proteggere il suo popolo dall’oppressione. Anch’io sono ancora una volta in campo, per liberare l’Italia dall’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria. Avevamo iniziato questo lungo e complicato lavoro con i miei governi ma la sinistra, una volta tornata al potere, ha sempre azzerato le nostre principali riforme”. Ci mancava solo il Berlusconi-Zorro…

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