Festival di Sanremo. Pippo Baudo: “Sanremo quando c’ero io…”. Nuove proposte sul palco. Il Volo, Sting, Antonacci e Vecchioni ospiti della serata

Festival di Sanremo. Pippo Baudo: “Sanremo quando c’ero io…”. Nuove proposte sul palco. Il Volo, Sting, Antonacci e Vecchioni ospiti della serata

È stata una seconda serata di ricordi, revival e commemorazioni al 68esimo Festival di Sanremo che, oltre alla gara, ha celebrato ancora una volta, attraverso canzoni, colonne sonore e sinfonie, la musica italiana e i più grandi cantautori e cantanti di tutti i tempi: Luciano Pavarotti, Sergio Endrigo, solo alcuni nomi. Sfilano sul palco, nella prima parte, le nuove proposte in gara che nella classifica temporanea della giuria demoscopica si posizionano rispettivamente: al primo posto, Alice Caioli; a seguire, Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri e Mirkoeilcane.

Prosegue anche la gara della sezione campioni, con l’esibizione di dieci concorrenti su venti totali. È la volta della rivelazione delle votazioni della sala stampa: in zona blu, tra i preferiti, Diodato e Roy Paci, Ron, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico; bocciati Nina Zilli, Elio e le storie tese, Red Canzian, Renzo Rubino; mentre si trovano nel mezzo, Le Vibrazioni, Annalisa e i Decibel di Ruggeri.

Un grande ritorno all’Ariston per Pippo Baudo. Da considerarsi il “signore dei record”, condusse il Festival per ben 12 edizioni raggiungendo ad una finale “il traguardo del 70% di share (17 milioni di italiani)”, come ricordato da Baudo stesso. Dall’alto di un leggío rialzato, preludio di un importante discorso, in una manciata di minuti Baudo ha ripercorso un’intera carriera partita proprio dall’esperienza sanremese.

“Lettera a Sanremo -inizia Baudo- Ti ho conosciuto nel 1958, quando mia madre convinse mio padre a comprare un televisore a casa e fu allora che rimasi colpito da un cantautore straordinario che diceva ‘Volare, cantare, di blu dipinto di blu’. Ho capito da lì che avrei voluto anche io salire sul palco a fare Sanremo e fui accontentato nel 1968. Mi sono presentato timidamente al pubblico che mi ha accolto benevolmente. E chi vinse? Sergio Endrigo che duettò con Roberto Carlos in ‘Canzone per te’”, ai quali nel corso della serata è stato dedicato un tributo canoro da Il Volo, ospite della serata, a 50 anni dalla vittoria. “Canzone cantata ancora oggi, come tutte le altre, perché Sanremo si canta sempre – prosegue Baudo – Ma poi mi dissi che dovevo scoprire dei talenti”.

Ha parlato della volta che in Romagna stanò Laura Pausini a cantare con il papà in un locale, la quale sarà ospite a Sanremo alla finale; dell’ascesa di Giorgia con “E poi” e vinse poco dopo il Festival con “Come saprei” che la consacrò al successo; di quando arrivò quel ragazzo di periferia al grido di “Terra promessa”, prima di divenire Eros Ramazzotti. E ancora, parla degli ospiti che hanno calcato in quegli anni il palco dell’Ariston, a partire dal trio Marchesini-Lopez-Solenghi, fino a Benigni e Fiorello, e gli internazionali quali Madonna, Sharon Stone, Bruce Springsteen e la appena diciottenne Whitney Houston che, prima e unica volta, cantò due volte di seguito la stessa canzone su insistenza del pubblico. Una dichiarazione d’amore bellissima all’universo Sanremo che Baudo ha voluto concedersi,  in veste di reale testimone che ha assistito in prima persona a quest’era lunghissima, contribuendone significativamente. Il pubblico di Sanremo in piedi, salutato da Baudo con un “arrivederci al prossimo anno”.

Tra gli altri ospiti della serata, Sting che ha omaggiato il Bel Paese con una canzone in italiano “Muoio per te”, scritta dal suo collega e amico Zucchero, e ha fatto ballare la platea nel duetto con Shaggy su “Don’t make me wait”; Biagio Antonacci, Franca Leosini e Roberto Vecchioni, il quale ha dichiarato: “Le canzoni non sono querce, sono fiori che ci scambiamo ogni giorno. Quando ascolto ‘La donna cannone’ che vuole essere bella dentro e non fuori; ‘Caruso’ che osserva il mare dalla terrazza di Sorrento e Piero che non spara ai nemici ma muore tra i papaveri. È allora che dico che non voglio essere un poeta, ma uno scrittore di canzoni”.

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