Fca: contratti di solidarietà per 3.526 lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori. Il futuro si fa nero. Gli esuberi passano da 1.542 a 2080. Fiom Cgil: la promessa di piena occupazione un’araba fenice. Re David: per l’Ilva la trattativa non è entrata nel merito

Fca: contratti di solidarietà per 3.526 lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori. Il futuro si fa nero. Gli esuberi passano da 1.542 a 2080. Fiom Cgil: la promessa di piena occupazione un’araba fenice. Re David: per l’Ilva  la trattativa non  è entrata nel merito

Quanto era previsto, la denuncia della Fiom era stata chiara: Fca, leggi l’Ad Marchionne, non avrebbe mantenuto gli impegni presi in merito alla piena occupazione. Purtroppo è avvenuto. Dopo l’annuncio degli investimenti in Usa  grazie ai “regali” di Trump, per le aziende italiane del gruppo automobilistico il futuro si fa nero,  di sicuro grigio. I contratti di solidarietà verranno estesi a quasi tutti i lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori (3.526 su 3.659) a fronte dei 2.000 attuali. Saranno quindi interessati anche gli addetti al Levante, finora coinvolti dalla cassa integrazione ordinaria. È l’allarme lanciato dalla Fiom, che sottolinea come l’accordo avrà validità fino a luglio, e la riduzione media dell’orario di lavoro sarà del 59%. Gli esuberi dichiarati da Fca, così, passano da 1.245 a 2.080. Tutto ciò avviene nel silenzio del governo, dei ministeri interessati in prima persona, quello dello Sviluppo, Calenda, sempre molto ciarliero quando si tratta di elezioni, candidature, ora infatuato della lista Bonino, del Lavoro, Poletti, che tace. Già, Calenda, con la vicenda che riguarda l’Ilva che non fa un passo avanti come denuncia la Fiom.

Il silenzio delle forze politiche di governo a partire dal Pd

Per quanto riguarda le forze politiche a partire dal Pd di Renzi Matteo la parola “lavoro” viene pronunciata ma in modo talmente generico, sempre e solo riferita al presunto aumento dell’occupazione che non c’è. I numeri sono lì a dimostrare che ormai siamo in presenza di una precarietà crescente quando va bene, quando va male si tratta di cassa integrazione, di contratti di solidarietà. Non un parola per quanto sta avvenendo in un grande gruppo come quello di Fca, l’accordo con il grande gruppo americano, e  Fiat che ha spostato le sue sedi all’estero. Ora la situazione che riguarda le aziende italiane si sta facendo sempre più pesante. “L’aumento delle fermate anche sulla linea del Levante (due settimane al mese) – commentano Federico Bellono, segretario provinciale e Ugo Bolognesi, responsabile della Carrozzeria Mirafiori delle tute blu della Cgil torinese – ha reso inevitabile, e anche conveniente per l’azienda, coinvolgere tutta la Carrozzeria nella solidarietà”. Per il sindacato si evidenzia ancor di più l’incertezza “che coinvolge tutto il Polo del lusso torinese, compresa la Maserati di Grugliasco, ferma ormai 2 settimane al mese”. La verifica prevista a giugno sarà dunque cruciale. A settembre, infatti, si esauriscono i contratti di solidarietà, e tutte le speranze sembrano riposte nell’investitor day. “Certo è – conclude la Fiom – che non solo la promessa della piena occupazione, entro il 2018, per gli stabilimenti italiani si è rivelata un’araba fenice, illusoria e anche un po’ beffarda, ma qualsiasi eventuale nuovo investimento difficilmente potrà partire entro settembre, e forse neanche entro l’anno”.

Ilva: questioni ancora irrisolte, assunzioni di tutti i lavoratori, salari, diritti, piano ambientale

Al ministero per lo Sviluppo economico, leggi Calenda, la trattativa per quanto riguarda l’Ilva non fa un passo avanti. Il ministro protagonista con la sua vice, tal Bellanova, impegnato in una disputa  che non ha senso con Regione e Comune di Taranto di fatto prende continuamente tempo motivando questo suo atteggiamento con il fatto che  pende un ricorso al Tar presentato da presidente della Regione e sindaco in merito al piano di risanamento presentato dal governo. Il ricorso, infatti, non blocca la possibile trattativa. In realtà Calenda non intende spostare di una virgola il piano predisposto dal governo che, a detta delle autorità locali, non dà le necessarie garanzie sul risanamento mentre in particolare nelle zone nei pressi dell’Ilva la situazione si fa sempre più difficile tanto da dover chiudere le scuole in presenza di nubi tossiche.  La segretaria generale della Fiom, Re David, a conclusione di un nuovo confronto al Mise ha affermato che “è stato un incontro di calendario, in cui sono state definite le prossime date del 12 e del 19 febbraio in merito alla vertenza Ilva. Il confronto di oggi al Mise non è ancora entrato nel merito della trattativa, sui temi che riguardano occupazione, diritti e salari, piano industriale e risanamento ambientale. Ribadiamo ancora una volta – ha concluso – che per la Fiom non ci può essere nessuna ipotesi di accordo se non verranno assunti degli impegni precisi sulle questioni ancora irrisolte, a partire da assunzione di tutti i lavoratori, condizioni salariali e diritti in essere”.

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