Scendono in piazza otto Babbo Natale della Cgil per consegnare la letterina ai parlamentari. Con la legge di Bilancio si possono dare risposte e certezze sulle pensioni e sul lavoro per giovani e donne. Camusso: non si chiedono regali ma diritti. La mobilitazione continua

Scendono in piazza otto Babbo Natale della Cgil per consegnare la letterina ai parlamentari. Con la legge di Bilancio si possono dare risposte e certezze sulle pensioni e sul lavoro per giovani e donne. Camusso: non si chiedono regali ma diritti. La mobilitazione continua

La Cgil le prova tutte perché il Parlamento con la legge di Bilancio dia “risposte e certezze” sulle pensioni e sul lavoro, per i giovani e le donne, come indicato nella piattaforma Cgil, Cisl, Uil che la Confederazione di Corso d’Italia ora sta portando avanti da sola, proseguendo la mobilitazione che ha preso il via con le cinque grandi manifestazioni del 2 dicembre svolte a Roma, Torino, Bari, Palermo  e Cagliari, momenti di grande partecipazione popolare. In questi giorni mentre il dibattito sulla legge di Bilancio si trova ancora nelle aule della Camera, poi tornerà al Senato, Susanna Camusso, la segretaria generale della Cgil, insieme ad otto dirigenti, ha preso le sembianze di Babbo Natale. In piazza davanti al Pantheon hanno presentato la lettera indirizzata a deputati e senatori. E subito dopo è iniziata la “caccia” al parlamentare per consegnare loro la letterina, quella tradizionale che i bambini indirizzano a Babbo Natale, sapendo bene che i veri destinatari sono i loro genitori e nonni. Susanna Camusso, presentando l’iniziativa nella storica piazza romana, a due passi dai palazzi del potere o meglio delle istituzioni, ha sottolineato che non si chiedono regali ma diritti. L’inizio della lettera firmata Babbo Natale, cioè Susanna che invia i suoi “messaggeri” a prendere contatto con gli onorevoli, fa presente “sono arrivate migliaia di lettere da lavoratori e pensionati. Mi  chiedono – dice la segretaria – babbo Natale. Regali che ho cercato ma non li ho trovati. Poi ho capito perché. Non erano regali ma diritti. Per questo -prosegue la lettera – non ci posso fare nulla ma sicuramente lei sì. Potrebbe dare risposte usando la legge di Bilancio che il Parlamento sta per approvare. Non crede?”.

La Cgil: vertenza aperta per ridare una prospettiva al Paese. L’appello ai parlamentari

E dal Pantheon ha rilanciato la “mobilitazione che continua. La vertenza è aperta. Bisogna ridare una prospettiva al nostro Paese”, ha detto Camusso. “Ripartiremo  con una campagna collegata al lavoro per le donne e alle prospettive per i giovani”, per dare meno precarietà e un futuro pensionistico. I Babbo Natale presenti in piazza per l’iniziativa, con sacchi in spalla e cartoline in mano “partono subito per un giro alla ricerca di deputati e senatori a cui consegnare la nostra lettera”, ha dato il via la starter Camusso sottolineando, riporta Rassegna sindacale, che “la rincorsa infinita all’aspettativa di vita è una peculiarità italiana. Il sistema previdenziale va cambiato”. Non è un tema che riguarda solo gli anziani, ma anche i “giovani che devono entrare nel mondo del lavoro, del riconoscimento del lavoro di cura, delle donne. Si deve cambiare. Continuiamo a mantenere la pressione, perché pensiamo che le soluzioni date al tema pensioni non diano nessuna prospettiva e rinnoviamo l’appello ai parlamentari perché si possono dare segnali di cambiamento, basterebbe introdurre una norma che cambia i vincoli per i giovani che sono a sistema contributivo per dare loro la possibilità di avere la flessibilità. Norma che non costa e che non ha problemi di copertura di bilancio e che determinerebbe una prospettiva rispetto alla possibilità per i giovani di pensare che avranno una pensione. Non ci fermiamo – ha concluso – la mobilitazione continuerà in questa coda di legislatura per tenere aperta una vertenza sulle prospettive del Paese, perché se non puntiamo sul lavoro è inutile che ci raccontiamo che tutto va bene. Il Paese continua a dividersi e a essere più diseguale. Abbiamo lasciato la piazza il 2 dicembre dicendo che la vertenza era ancora aperta e che la mobilitazione continuava, accompagnando la discussione in Parlamento sulla legge di bilancio”. Anche in questi giorni prenatalizi sono annunciate manifestazioni, dibattiti, scioperi come quello nel settore edilizio.

Babbo Natale ai parlamentari. I lavoratori chiedono risposte e certezze che non posso dargli. Adesso tocca a lei

Mentre i babbo Natale lasciano il Pantheon con mazzetti di lettere e vanno alla ricerca dei parlamentari anche i cittadini che si trovano nella splendida piazza romana chiedono la letterina che la Cgil consegnerà a deputati e senatori. Leggono e  annuiscono. “Non crede caro onorevole – è scritto nella lettera – che come molti mi scrivono, si debba bloccare l’adeguamento automatico dell’età della pensione perché i lavori non sono tutti uguali?”. I giovani, conclude Babbo Natale, “mi chiedono un lavoro, una vita meno precaria, certezze sul futuro pensionistico. Le donne chiedono il riconoscimento del lavoro di cura che non è attualmente riconosciuto. Chi il lavoro non ce l’ha – è scritto nella lettera – lo chiede. E chiede protezioni sociali più ampie, nuova occupazione”. Conclude la lettera: “Con l’approvazione della legge di Bilancio si può iniziare a tracciare un sentiero fatto di risposte e certezze, quello che i lavoratori chiedono da anni e che io non posso proprio dargli. Adesso tocca a lei”.

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