Stati Uniti. Comincia la rivincita democratica in vista delle elezioni di midterm del 2018. Conquistano il New Jersey e confermano la Virginia. Straordinaria vittoria di Bill De Blasio, sindaco di New York al secondo mandato col 66%

Stati Uniti. Comincia la rivincita democratica in vista delle elezioni di midterm del 2018. Conquistano il New Jersey e confermano la Virginia. Straordinaria vittoria di Bill De Blasio, sindaco di New York al secondo mandato col 66%

“Questo è ciò che accade quando la gente vota”, scrive su Twitter l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama congratulandosi con i neoeletti governatori democratici in New Jersey e Virginia, per i quali aveva fatto campagna elettorale tornando così a sua volta nell’arena politica, e con tutti gli eletti nei vari appuntamenti elettorali nell”election day’ di ieri, da legislative statali a comunali, da cui è emerso un netto vantaggio per i democratici, a un anno esatto dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali. E a un anno di distanza dalla vittoria di Donald Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno inflitto la prima sconfitta al presidente repubblicano. La Virginia e il New Jersey hanno eletto il loro governatore democratico e anche la New York del magnate si è confermata sempre più Dem con il sindaco Bill De Blasio che ha doppiato la rivale Gop (circa il 66% contro il 28%). I democratici, che hanno presentato queste elezioni come un referendum su Trump, si sono aggiudicati la maggioranza nel parlamento della Virginia e molti sindaci, a partire dall’italoamericano Bill de Blasio confermato per il secondo mandato, come primo cittadino di New York.

I democratici conquistano la roccaforte repubblicana del New Jersey e si confermano in Virginia

In New Jersey, roccaforte di Chris Christie, uno dei principali consiglieri di Trump durante la sua campagna elettorale, il candidato democratico Philip Murphy, ha sottratto il governo dello Stato ai repubblicani. Christie era governatore dal 2010 ma non si è potuto ricandidare per il terzo mandato: al suo posto la vicegovernatrice dello Stato, Kim Guadagno. Con quasi tutte le schede scrutinate, Murphy ha ottenuto circa il 55,6% dei voti contro il 42,5% di Guadagno. In Virginia, i democratici hanno mantenuto il governo dello Stato con la vittoria del candidato, Ralph Northam, al 53,6%, contro il repubblicano Ed Gillespie, al 45,2%, che aveva preso le distanze da Trump per mostrare un profilo più moderato in uno Stato in cui i democratici si sono rafforzati sempre di più negli ultimi anni. Ciononostante, Gillespie ha centrato la sua campagna elettorale sul rifiuto dell’immigrazione illegale. Trump, da parte sua, reagisce subito via Twitter, e scrive che il candidato repubblicano a governatore in Virginia, Ed Gillespie, “ha lavorato sodo ma non ha abbracciato me o ciò che rappresento. Non dimenticate: i repubblicani hanno vinto quattro seggi alla Camera su quattro, e con l’economia che produce cifre record continueremo a vincere, anche più di prima!”.

Bill De Blasio, originario della Lucania, si conferma sindaco di New York

A New York, Bill De Blasio, 56 anni, era sempre stato il favorito di tutti i sondaggi contro la rivale repubblicana Nicole Malliotakis ed è il primo rappresentante Dem a essere rieletto dopo Ed Koch, che tra il 1978 e il 1989 fece tre mandati. “Ho appena iniziato”, ha dichiarato il primo cittadino nel primo messaggio ai suoi sostenitori dopo la vittoria, un discorso pieno di nuove promesse comunali ma con una visione che va oltre i confini della maggiore città del Paese. Malliotakis, con un padre greco e madre cubana, ha accetto la sconfitta ammettendo che la sfida era difficile. “Abbiamo dimostrato che possiamo rendere la nostra città più sicura. Abbiamo dimostrato che possiamo migliorare le nostre scuole. Abbiamo dimostrato che possiamo rendere la nostra economia più forte. L’abbiamo fatto insieme… Abbiamo molto di cui essere orgogliosi. Ma ora non possiamo fermarci, New York deve diventare una città più giusta” ha detto de Blasio al Museo di Brooklyn.

E per la prima volta una transessuale conquista un seggio nell’Assemblea di uno Stato, è successo in Virginia, ed è democratica

Per Danica Roem, l’elezione in Virginia è una doppia vittoria: è la prima transessuale a conquistare un seggio nell’Assemblea generale dello Stato della costa orientale, battendo con il 55% dei voti il 73enne candidato repubblicano, Robert Marshall, promotore di una legge, affossata in commissione quest’anno, che avrebbe impedito agli studenti transgender di usare il bagno a loro scelta. Riconfermato per 26 anni consecutivi, Marshall è sempre stato un oppositore dei diritti Lgbt e si è ostinatamente rifiutato di rivolgersi a Danica con il pronome ‘lei’. Secondo l’organizzazione Victory Fund, la 33enne giornalista è la sola transessuale apertamente riconosciuta a sedere in un’assemblea locale tra tutti i 50 Stati americani. “Non conta come appari, da dove vieni, qual è la tua fede, chi ami, come ti identifichi e o qualsiasi identità tu abbia, dovresti essere considerato per chi sei, non nonostante questo”, ha commentato la Roem, in un’intervista all’emittente Msnbc poco dopo la vittoria.

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