Labbucci, segretario Sinistra Italiana di Roma e città metropolitana: la giunta Raggi? Monumento all’inconcludenza. La sinistra riparta dal mondo del lavoro, dai deboli e dalle periferie, le punte più acute della sofferenza sociale

Labbucci, segretario Sinistra Italiana di Roma e città metropolitana: la giunta Raggi? Monumento all’inconcludenza. La sinistra riparta dal mondo del lavoro, dai deboli e dalle periferie, le punte più acute della sofferenza sociale

Adriano Labbucci, un lungo percorso politico nella sinistra e che oggi ricopre il delicato ruolo di segretario di Sinistra Italiana per Roma e la Città Metropolitana, si è confrontato con il nostro giornale, sia sull’attualità politica che sul futuro delle alleanze che potrebbero, o meno, essere messe in campo dal centro sinistra. Sembrano ormai lontani i tempi del cosiddetto ‘Laboratorio Roma’ che portò sul Colle Capitolino, per due volte Rutelli e per altre due Veltroni, tempi in cui la sinistra sembrava vincere senza avversari. Oggi qualcosa è cambiato…

Labbucci, prima di arrivare a Roma, non possiamo non chiederle del ‘pit stop’ che avete imposto a Zingaretti sul tema dei programmi e delle alleanze alle prossime elezioni regionali.

In vista delle prossime elezioni regionali non ci siamo sottratti ad un confronto con Zingaretti, che all’epoca come SEL avevamo sostenuto. Non siamo interessati ad alchimie politiciste tipo formule come centrosinistra o campi larghi, abbiamo solo ribadito che sul piano politico non siamo disponibili ad alleanze con riciclati del centrodestra e sul piano programmatico serve una svolta sui temi della sanità, dei trasporti, campi in cui la situazione non è migliorata e si perpetuano politiche del passato, come depotenziare la sanità pubblica rispetto a quella privata.

Passiamo a Roma. Gli ultimi rapporti, quello di Legambiente e più recentemente quello dell’Ispra, ci descrivono Roma in default sui temi ambientali e della vivibilità urbana. Quali le vostre valutazioni sull’operato della giunta Raggi, che ormai è insediata da oltre un anno.

La giunta Raggi è un monumento all’inconcludenza, all’approssimazione, all’incapacità. L’alternativa non può essere quella di scegliere tra corrotti e incapaci, ma tra persone oneste e capaci contro disonesti e incapaci. Comunque il voto di Ostia dimostra che una parte dell’elettorato che li aveva votati comincia a voltare le spalle.

Labbucci, lei è un esperto di amministrazioni locali, ha avuto il ruolo di presidente del Consiglio provinciale di Roma, oggi area metropolitana, non le sembra strano che la maggioranza a guida 5Stelle nella capitale non riesca a portare in aula provvedimenti che diano un senso alla svolta arrivata con Raggi?

La cosa peggiore è l’ignoranza frutto della presunzione, non conoscono la città, non conoscono l’amministrazione ed invece di ascoltare, confrontarsi pensano di imporre le loro scelte, il risultato è la paralisi. A ciò si aggiunga una feroce lotta interna tra le varie correnti del movimento e il quadro è completo.

Caro Labbucci, Roma nel recente passato, è stata letteralmente inquinata dal malaffare. Mafia Capitale ha invaso i corridoi capitolini e purtroppo, se si è interrotto quel sodalizio criminale dei Buzzi e Carminati, il sommerso mafioso ancora detta legge nelle attività commerciali ed economiche. Non a caso, in più occasioni, la magistratura, a seguito delle inchieste delle forze dell’ordine, ha certificato, con decine di sequestri l’inquinamento da riciclaggio.

A Roma la mafia c’è, al di là se al sodalizio criminale Buzzi-Carminati è stata negata la fattispecie mafiosa. Dentro la crisi economica che abbiamo vissuto in questi lunghi anni la criminalità si è rafforzata, perchè era spesso l’unica realtà economica che disponeva di ingenti risorse, così si è via via comprata pezzi pregiati della città nel campo della ristorazione e non solo. Per questo l’impegno contro la mafia, la costruzione di un fronte dell’antimafia sociale, perchè la lotta alla mafia non può essere delegata solo alla magistratura o alle forze dell’ordine, deve essere al centro della politica.

Segretario, Roma ha bisogno di risorse aggiuntive per gestire una città che non è solo città, ma anche capitale. Dove potrebbero essere pescate queste risorse?

Intanto ricontrattando il debito con cassa depositi e prestiti, a cui paghiamo interessi stratosferici che non hanno alcun riferimento con i tassi dei mutui che oggi si pagano. Solo questa decisione e scelta politica, che la giunta Raggi pur incalzata non ha ancora avuto il coraggio di portare avanti, libererebbe diverse centinaia di milioni da investire nelle emergenze dalla città.

Labbucci, ultima domanda. Il M5S ha certificato la sua vittoria a Roma, con il consenso nelle periferie. Periferie dove l’elettorato sembra liquido, una volta premia Alemanno e la volta dopo, o meglio, saltando Marino, due volte dopo, assegna l’alloro ai 5 Stelle. La sinistra può ripartire da Tor Bella Monaca, Corviale, Tiburtino etc, o deve rintanarsi, come ha fatto il Pd, nel cuore storico della città.

In queste settimane come Sinistra Italiana stiamo raccogliendo le firme su tre delibere di iniziativa popolare che riguardano: la riduzione dell’addizionale comunale IRPEF secondo il principio chi ha di più paga di più e chi ha di meno paga di meno; sulla riforma degli appalti del comune e municipalizzate, per eliminare l’offerta al massimo ribasso che è fonte di illegalità e per sterilizzare con la clausola sociale gli effetti negativi del jobs act; per far fronte all’emergenza abitativa. A partire da questi temi di impatto sociale stiamo raccogliendo le firme in quartieri come Tor Bella Monaca, Magliana, Spinaceto, Primavalle, dove è più acuta la sofferenza sociale. Se la sinistra non riparte da qui, dalla parte più debole della società, dal mondo del lavoro, dalle periferie perde ogni ragione di esistere.

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