Mdp su Atac. D’Attorre: “Non si esce con la scorciatoia di ulteriori privatizzazioni”. Agostini: “Con la liberalizzazione rischio di una nuova Alitalia”

Mdp su Atac. D’Attorre: “Non si esce con la scorciatoia di ulteriori privatizzazioni”. Agostini: “Con la liberalizzazione rischio di una nuova Alitalia”
Mentre la Raggi, cerca di ricomporre, per l’ennesima volta, probabilmente l’ultima, il puzzle degli assessori e delle governance delle partecipate, le attenzioni restano tutte puntate sul futuro del colosso Atac, che letteralmente sbanda economicamente e mette a serio rischio il futuro stesso dell’azienda per la mobilità romana, ma soprattutto quello di migliaia di dipendenti. In questo giovedì surriscaldato di inizio agosto, Mdp ha voluto dire la sua sulla vicenda, nel corso di una affollata conferenza stampa a Roma. Sul punto è chiara la posizione di Alfredo D’Attorre, uno dei leader di Mdp, che su Atac fissa alcuni paletti.
D’Attorre Mdp: “Atac non esce dalle difficoltà con la scorciatoia di un’ulteriore privatizzazione”
“Dalle difficoltà di Atac non si esce con la scorciatoia di un’ulteriore privatizzazione. Occorre un piano serio di rilancio degli investimenti pubblici, una verifica sul management e sulle scelte degli ultimi anni, ma soprattutto basta giocare una cinica partita politica sulla pelle dei cittadini romani. M5S e PD la smettano con la propaganda e inizino a misurarsi sul terreno della realtà. Il Governo nazionale, quello della Regione Lazio e l’Amministrazione di Roma recuperino una logica corretta di cooperazione istituzionale per il rilancio ineludibile di Atac e del trasporto pubblico di Roma e del Lazio”.
 
Agostini: “Atac è l’azienda di trasporto pubblico più grande d’Europa, può essere risanata e resa efficiente”
 
Sulla vicenda da registrare e mettere a memoria anche la posizione di Riccardo Agostini, Mdp anche lui e consigliere regionale del Lazio: “Siamo sicuri che la liberalizzazione o addirittura la privatizzazione del trasporto pubblico di Roma sia la soluzione? O piuttosto rischiamo di rivivere una vicenda analoga a quella di Alitalia, con enorme peso sulle tasse dei cittadini? L’azienda di trasporto pubblico di Roma, la più grande d’Europa, può essere risanata e resa efficiente, basta coinvolgere nell’intento tutti le istituzioni coinvolte, ricordando che il 65% delle entrate di Atac sono soldi pubblici. Il debito, lievitato a causa del taglio dei fondi pubblici operato dalla giunta Polverini, è sì enorme (circa 1,4 miliardi di euro), ma per la metà è verso l’azionista e resta contenuto verso le banche. Bisogna intervenire subito invece per la quota parte verso i fornitori e garantire i flussi per il funzionamento aziendale. Non possiamo negare le responsabilità dell’azienda, e di tutti i dirigenti che si sono succeduti in questi anni, ma oggi il punto è la salvaguardia dei cittadini e dei lavoratori. Le urgenze nel breve termine sono gli investimenti, il flusso per il pagamento dei fornitori, la ristrutturazione del debito, l’aumento della produttività e dell’efficienza aziendale, il finanziamento di più trasporto pubblico (sceso dai 120 milioni di chilometri del 2008 ai 95 di oggi) e la riduzione dei costi di produzione. La questione ha valenza nazionale – ha concluso Agostini – per questo chiediamo al governo cosa intende fare, così come chiediamo alla sindaca risposte immediate: come intendete garantire il governo dell’azienda, la continuità del servizio, i posti di lavoro in Atac e nell’enorme indotto che coinvolge decine di migliaia di famiglie romane?”.
 
Si muove anche il Pd. Sette senatori si ricordano dell’azienda di trasporto pubblico capitolino
 
Ma sulla vicenda si muove anche il Pd, con una nota di ben sette senatori, tutti, naturalmente eletti nel Lazio. A parlare sono Sposetti, Astorre, Cirinnà, Valentini, Ranucci, Mucchetti e Lucherini, che più che dedicarsi al futuro strutturale dell’azienda, si soffermano sulle presunte vicende che vedono coinvolto il presidente della Commissione mobilità di Roma Capitale, il grillino Stefàno: “Le denunce di Bruno Rota, ex dg di Atac, sulle presunte segnalazioni del grillino Stefàno a favore di una società che realizza sistemi di bigliettazione e di alcuni ‘giovani da promuovere velocemente’ hanno spinto una quarantina di senatori democratici a chiedere al ministro Delrio una indagine conoscitiva che chiarisca sostanzialmente: l’esistenza, o meno di una relazione tra i rappresentanti dell’azienda fornitrice di servizi di bigliettazione Conduent, e il presidente della Commissione Stefàno; dove e a che titolo il consigliere grillino ha incontrato i rappresentanti della suddetta società, nonché il contenuto della documentazione eventualmente da lui ricevuta?”. Ne dà notizia oggi il quotidiano La Repubblica, in un articolo pubblicato sulla pagina romana. L’addio di Rota ha fatto emergere le solite dannose logiche clientelari. Episodi su cui, tenendo presente anche della gravissima situazione finanziaria in cui versa Atac, bisogna fare immediatamente chiarezza.
 
L’inutile e sterile replica del capogruppo M5S Paolo Ferrara
 
Inutile la replica del capogruppo M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara, preso nel fuoco di fila delle opposizioni, per dovere di cronaca, comunque la riportiamo: “Il Pd si perde con le chiacchiere da bar, legge i giornali e trasale! Com’è possibile che Atac sia governata da un Cda con tre profili altamente qualificati e che questi del MoVimento combattano ancora per risanarla? A loro sembrerà follia dato che negli anni hanno solo provato ad affossare l’azienda. Come se non bastasse la vogliono privatizzare ed è per questo che l’hanno spolpata e abbandonata”.
 
Palumbo (Pd): “Dopo 4 cambi di management in Atac sarebbe bene il silenzio…”
 
Ma queste poche parole di Ferrara anticipano il diluvio polemico del Pd, che apre le danze con il consigliere, Marco Palumbo, da sempre attento conoscitore delle vicende delle partecipate e dunque di Atac: “Oggi Ferrara su ATAC le spara grosse. Dopo oltre un anno di giunta Raggi in Campidoglio e 4 cambi di management nell’azienda capitolina di trasporto pubblico di Roma il capogruppo dei cinque stelle capitolino farebbe meglio a tacere. Invece, forse a causa del caldo straparla e accusa il PD dell’inverosimile. E’ bene rammentargli quindi che siamo in attesa ancora di un piano industriale dell’azienda e di un bilancio 2016. Il PD non parla di privatizzazione ma ci sarebbe piaciuto ascoltare la sindaca su cosa ha indotto il D.G. Rota a dimissioni tanto polemiche con la maggioranza capitolina e la giunta. Altro che chiacchiere da bar, ricordo a Ferrara che solo qualche mese fa l’assessore Colomban aveva ammesso che la gestione Rettighieri aveva lasciato un bilancio in sostanziale pareggio. Evidentemente Ferrara ha bisogno di molto riposo, sicuramente una vacanza gli farà bene, cosicché alla ripresa dei lavori potremo parlare con dovizia di particolari su cosa sta succedendo in ATAC da quando M5S è alla guida dell’azienda, sperando che la sindaca Raggi non faccia mancare ancora una volta la sua preziosa presenza”.
Share