Caso Consip. Il Corriere della sera rende pubblico il dossier elaborato dall’Anac sul cartello di tre aziende per spartirsi appalti per due miliardi e 700milioni di euro. A settembre la richiesta dei rinvii a giudizio

Caso Consip. Il Corriere della sera rende pubblico il dossier elaborato dall’Anac sul cartello di tre aziende per spartirsi appalti per due miliardi e 700milioni di euro. A settembre la richiesta dei rinvii a giudizio

Non sono certo una novità le conclusioni contenute nella relazione dell’Anac sull’appalto Consip da 2,7 miliardi di euro bandito nella primavera del 2014 per la gestione dei servizi nella pubblica amministrazione. Ma quelle conclusioni rappresentano una conferma di quanto emerso dalle inchieste giudiziarie sulla Consip. Sulla gara di facility management FM4 e sulla possibilità che possa essere stato creato un cartello anticoncorrenziale, Consip spiega che “il 21 marzo scorso l’Agcm (il Garante della concorrenza e del mercato, ndr) ha avviato un’istruttoria nei confronti di sette imprese per accertare se abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza” e la società “ha immediatamente collaborato con l’Agcm per l’accertamento di eventuali intese e si è costituita nel procedimento presentando apposita istanza di partecipazione”. Il dossier firmato dal presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, di cui riferisce oggi il Corriere della Sera, è infatti già da diversi giorni all’attenzione dei magistrati della Procura di Roma che sulla vicenda Consip hanno sviluppato più filoni di indagine e che con l’Anac hanno un costante rapporto di collaborazione, con scambio di carte ed informazioni. Dossier le cui conclusioni (l’ipotesi di un cartello tra Cns, Manutencoop e Romeo Gestioni per la spartizione dei lotti con esclusione di Manital) non fanno che corroborare quello che è il convincimento dei pm di piazzale Clodio che agli atti hanno già acquisito elementi probatori più che sufficienti per sospettare, come ha fatto l’Anac, che le aziende interessate a mettere le mani sui 18 lotti riconducibili alla gara d’appalto ‘Facility Management 4’ potrebbero essersi preventivamente messe d’accordo.

L’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione degli appalti in Consip e il ruolo dell’imputato Marco Gasparri

Per questo, un faro era già stato acceso dai magistrati sulla stessa azienda riconducibile all’imprenditore campano Alfredo Romeo (aggiudicataria di 3 lotti) e su tutte le altre che volevano spartirsi la torta, ‘in primis’ Manutencoop e Cofely con quattro lotti a testa. A confermare il sospetto investigativo è stato anche l’esito di un recente interrogatorio reso da Marco Gasparri, ex dirigente Consip, le cui dichiarazioni avevano già messo nei guai proprio Romeo, in carcere per alcuni mesi e ora in attesa di essere processato per corruzione. Gasparri ha ammesso di aver ricevuto dall’imprenditore campano denaro ‘cash’ (100mila euro nell’arco di tre anni) dandogli in cambio consigli e suggerimenti sulle offerte da presentare per vincere le gare e ha chiuso questo capitolo giudiziario patteggiando 20 mesi di reclusione. L’imputato principale dell’affare Consip ha illustrato agli inquirenti il meccanismo di assegnazione degli appalti, con relativa mappatura di uffici e dirigenti deputati a confezionare i bandi di gara, a ricevere le offerte delle imprese, a interloquire direttamente con i singoli imprenditori e a verificare i requisiti delle singole società. Oltre a Gasparri altri soggetti, sentiti come persone informate sui fatti, avrebbero fornito un sostanzioso contributo alle indagini. Quindi, che in Consip non tutto funzionasse all’insegna della trasparenza è circostanza nota ai pm di Roma che lo scorso aprile hanno rovesciato come un calzino la sede centrale acquisendo e sequestrando tutta la documentazione possibile, sia per ricostruire nel dettaglio come funzionava la spartizione dei vari lotti e sia per rileggere, sotto un’altra ottica, quanto già verificato dalla Procura di Napoli nel 2016. Ora resta da vedere se le anomalie procedurali e quelle criticità di tipo amministrativo rilevate dall’Anac a conclusione della sua ultima istruttoria si trasformeranno, o meno, in ulteriori ipotesi di reato.

A settembre parte la richiesta di rinvio a giudizio per i dirigenti di tre coop aggiudicatarie di una gara per 1miliardo e 600milioni per la pulizia delle scuole

Tanto per restare in argomento, conclusa la pausa estiva, la Procura di Roma, attraverso i pm Mario Palazzi e Maria Letizia Golfieri, firmerà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di diverse persone, tra dirigenti e responsabili legali di tre cooperative (Cns, Manutencoop Facility Management spa e Roma Multiservizi spa), accusate di turbativa d’asta per aver alterato gli esiti di una gara Consip bandita verso la fine del 2012, da oltre un miliardo e 600 milioni di euro, per l’affidamento del servizio di pulizie nelle scuole italiane. Anche questa vicenda era finita all’attenzione dell’Antitrust che aveva multato le tre società ritenendo che gli accordi stipulati tra loro avessero di fatto annullato il reciproco confronto concorrenziale nello svolgimento della gara, distribuita in tredici lotti. Conclusione condivisa dalla stessa Procura (cui Anac aveva poi trasmesso il parere): anche per i pm, le aziende interessate a partecipare alla gara ‘Scuole Belle’ avevano creato un accordo di cartello, attraverso la condivisione di scelte e strategie finalizzate ad aggiudicarsi il numero più elevato di lotti appetibili.

C’è una “collaborazione continuativa” con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e con l’Autorità nazionale anticorruzione “al fine di individuare possibili violazioni alle norme che regolano l’aggiudicazione di appalti nelle gare che la società gestisce nell’ambito del programma di razionalizzazione della spesa pubblica per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e delle gare che gestisce per conto di altri committenti pubblici”. E’ quanto ritiene opportuno rivendicare Consip, attraverso una nota, alla luce dell’articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera intitolato ‘Consip, cartello di tre aziende’.  In relazione alla gara di facility management FM4 ed alla possibilità che possa essere stato creato un cartello anticoncorrenziale Consip spiega che “il 21 marzo scorso l’Agcm ha avviato un’istruttoria nei confronti di sette imprese per accertare se abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza” e la società “ha immediatamente collaborato con l’Agcm per l’accertamento di eventuali intese e si e’ costituita nel procedimento presentando apposita istanza di partecipazione”.

Share