Atac Roma, si va al referendum sulla privatizzazione del servizio pubblico. I radicali mettono insieme oltre 33mila firme. Il no di Sinistra Italiana con Paolo Cento e la posizione di Giachetti (Pd)

Atac Roma, si va al referendum sulla privatizzazione del servizio pubblico. I radicali mettono insieme oltre 33mila firme. Il no di Sinistra Italiana con Paolo Cento e la posizione di Giachetti (Pd)
“Obiettivo centrato per la campagna referendaria ‘Mobilitiamo Roma’ promossa da Radicali Italiani e Radicali Roma per la messa a gara del trasporto pubblico della Capitale. Con più di 33 mila firme raccolte, i Radicali hanno infatti raggiunto e superato il traguardo delle circa 29 mila necessarie a indire il referendum consultivo il prossimo anno. La consegna delle firme in Campidoglio è prevista per l’ 11 agosto. I Radicali partiranno alle ore 11.30 dalla sede di via Bargoni e giungeranno in piazza del Campidoglio intorno alle 12 a bordo dei due minibus della campagna ‘Se non firmi t’ATtACchi’ carichi di scatoloni con le firme. Prima del deposito presso gli uffici del segretariato generale, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e di Radicali Roma Alessandro Capriccioli terranno un breve punto stampa per fare un bilancio complessivo della campagna, fornire tutti i dati della raccolta firme e illustrare le prossime tappe fino alla convocazione del referendum”. Così in una nota i Radicali Italiani.
“È la prima volta dall’istituzione di Roma Capitale che si riesce nell’impresa di promuovere un referendum comunale con le firme dei cittadini. Si tratta quindi di un traguardo storico, e anche per questo ci aspettiamo che la sindaca Virginia Raggi sia presente domani per ricevere direttamente le firme dei cittadini in Campidoglio”, fanno sapere i Radicali. “È un grande successo radicale e popolare, un risultato collettivo ottenuto grazie all’apporto quotidiano di centinaia di militanti, tra cui molti giovanissimi e moltissimi che si sono avvicinati al nostro movimento nell’ultimo anno, che sono stati presenti, per tre mesi, sulle strade e nelle piazze di tutta Roma, dal centro alle periferie, a dialogare coi cittadini, a spiegare la nostra proposta e a chiedere il loro sostegno. Un risultato che a qualcuno, inizialmente, poteva apparire impossibile, ma nel quale noi Radicali abbiamo creduto fin da primo giorno”, dichiara Alessandro Capriccioli. “L’effetto di questo referendum può essere dirompente – spiega Riccardo Magi – Con il proprio voto i romani potranno contribuire ad archiviare un modello di gestione fallimentare, che con i suoi blocchi di potere corporativi ha portato al collasso il servizio di trasporto. Ma rompere il monopolio disastroso di Atac sarebbe un passo decisivo per l’intero Paese, visto che è proprio nel settore dei servizi pubblici locali che la mancanza di gare e di concorrenza danneggia maggiormente i cittadini. Tutte le forze politiche dovranno prendere una posizione chiara, sarà interessante poiché già nel corso della raccolta firme si sono evidenziate divisioni trasversali ai partiti. A cominciare dal Pd, in cui personalità di spicco tra cui Walter Tocci e Roberto Giachetti, hanno aderito alla campagna raccogliendo più di un migliaio di firme, ma altre correnti si sono subito schierate contro. Ecco perché il referendum sarà anche un’occasione per testare le reali intenzioni e capacità di riforma della politica, romana e non solo”.
 
Sinistra Italiana con Paolo Cento si schiera immediatamente contro la privatizzazione: “Occasione per la sinistra di avviare una riflessione ed un dibattito”
 
La prima reazione da registrare è quella di Paolo Cento (Sinistra Italiana), che si schiera immediatamente contro la spallata radicale: “Il referendum promosso dai radicali ha l’obiettivo di privatizzare il trasporto pubblico a Roma. Per la sinistra deve diventare invece occasione per un grande dibattito pubblico contro la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali e nello specifico sul futuro di Atac. Un’occasione – prosegue Cento – che la Sinistra non deve sprecare per sconfiggere il tentativo di usare il debito e l’inefficienza di Atac come cavallo di troia per privatizzare il trasporto pubblico e per dire con coraggio che con un nuovo piano industriale si può difendere il trasporto pubblico e rendere efficiente il servizio per i cittadini romani, conclude Cento”.
 
Giachetti incalza la sindaca Raggi: “Adesso prenda posizione”
 
Poi, sulla questione, è intervenuto anche lo sfidante della Raggi alle ultime amministrative Roberto Giachetti, consigliere comunale a Roma e vicepresidente della Camera dei Deputati: “Noi i referendum continuiamo a promuoverli, a sostenerli. Perché sono strumenti di democrazia irrinunciabili, che consentono ai cittadini di esprimersi. Sono state raccolte le 30.000 firme necessarie per consentire ai romani di dire la loro sulla messa a gara di #Atac, e, mentre attendiamo vengano certificate, mi chiedo: la sindaca non ha annunciato nel corso di tutta la campagna elettorale che il Campidoglio sarebbe stata una casa di vetro? Il movimento 5 stelle non continua a ripetere che ‘uno vale uno’ e che la democrazia dal basso è il loro pane? Bene, allora, che ci dice Virginia Raggi su questa consultazione? Pensa sia una cosa giusta? Pensa che i romani abbiano diritto di esprimersi? E qual è la proposta della giunta romana per garantire trasporti pubblici efficienti ai cittadini di questa Roma che ieri ha rischiato di non avere acqua (rischio scongiurato grazie a Zingaretti e Gentiloni) e domani rischia di rimanere a piedi? Come sempre, tra una nomina e un giro in procura, un silenzio assordante”. “Mentre attendiamo risposte, però, voglio ringraziare i radicali per aver promosso questa importante iniziativa e ringraziare tutti coloro, anche del Pd, che si sono mobilitati per raccogliere le firme. Noi non ci rassegnamo, non vogliamo vedere Roma al collasso e cerchiamo soluzioni. Quello che dovrebbe fare questa amministrazione inesistente”.
 
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