Tour de France: da Marsiglia a Parigi il trionfo di Froome. È mancata la grande impresa. Aru: un quinto posto meritato. Ci riproverà l’anno prossimo

Tour de France: da Marsiglia a Parigi il trionfo di Froome. È mancata la grande impresa. Aru: un quinto posto meritato. Ci riproverà l’anno prossimo

Una passeggiata trionfale da Marsiglia a Parigi. Nessuno ha voglia di mettere i bastoni fra le ruote di “re Froome”, come lo chiamano i francesi. Certo ci sono rimasti male perché, di fatto, ha ancora una volta tolto il sapore della vittoria ai francesi delusi dal loro beniamino, Bardet, che non ce l’ha fatta neppure a mantenere il secondo posto. Froome, il keniano bianco, è arrivato a Parigi, circondato dai fortissimi “gregari” che l’hanno accompagnato verso la vittoria. Gregari come Landa che in altre squadre sarebbero capitani. Non è un caso che abbia già un contratto in saccoccia. L’uomo che si aggiudica il Tour per la quarta volta, senza vincere una tappa, senza mai staccare gli avversari, tutti insieme, scherza, brinda con e mani alzate dal prezioso manubrio, ricambia parole che gli arrivano dagli spettatori. Tutti insieme pronti allo sprint finale, ai Campi Elisi. Gli specialisti sono in agguato, si susseguono gli scatti, ma nessuno ha il via libera. Si attende il duello fra i velocisti che si sono aggiudicati le tappe in pianura, i finisseur. Scatta primo uno sconosciuto, Stybar. Ci prova ma gli va male. Ci prova Greipel che conosce bene i Campi Elisi dove per due volte ha tagliato per primo il traguardo. Segue Boasson Hagen, fa la corsa su di lui, poi con un affondo lo passa. Ma non ce la fa a superare Dylan Groeneweg. Che avesse un potenziale scatto era noto, aveva contrastato il plurivincitore di tappe, Kittel. Dopo tanti piazzamenti ottiene il massimo, la vittoria a Parigi. Un Tour noioso. Senza dubbio. È mancata la grande impresa, le montagne sono state scalate quasi a passo di danza. Froome è un grande campione, vince per la regolarità del suo passo, per le squadre che lo sostengono. Anche Uran, il colombiano giunto secondo, non è personaggio da grandi imprese. Bardet deve ancora mangiare tanto pane, percorrere tanta strada per provare a dare ai francesi una vittoria che aspettano da anni. In fondo l’unico a compiere una impresa da campione è stato Fabio Aru, il cui quinto posto  con la  splendida vittoria a La Planche des Belles Filles e dei due giorni in giallo, è ragguardevole. Forse senza la bronchite che lo ha colpito nelle ultime giornate, con una squadra più forte avrebbe potuto salire sul podio. Ha dato l’appuntamento per il prossimo anno. Ci vogliamo credere. Un saluto da Francois che per voi ha seguito questo Tour.

Ordine d’arrivo

1. Dylan Groenewegen (Ned, LottoNL) in 2h25’39” 2. Andre’ Greipel (Ger, Lotto) s.t. 3. Edvald Boasson Hagen (Nor, Domension) s.t. 4. Nacer Bouhanni (Fra) s.t. 5. Alexander Kristoff (Nor) s.t. 6. Borut Bozic (Slo) s.t. 7. Davide Cimolai (Ita) s.t. 8. Pierre-Luc Perichon (Fra) s.t. 9. Rudiger Selig (Ger) s.t. 10. Daniele Bennati (Ita) s.t. 12. Sonny Colbrelli (Ita) s.t. 23. Marco Marcato (Ita) s.t. 30. Romain Bardet (Fra) s.t. 33. Alberto Bettiol (Ita) s.t. 34. Simon Yates (Gbr) s.t. 48. Mikel Landa (Esp) s.t. 58. Fabio Aru (Ita) s.t. 65. Christopher Froome (Gbr) s.t. 72. Rigoberto Uran (Col) s.t.

Classifica generale finale del Tour del France edizione 2017

1. Christopher Froome (Ing) in 86h20’55” (3.540 chilometri percorsi) 2. Rigoberto Uran (Col) a 54″ 3. Romain Bardet (Fra) a 02’20” 4. Mikel Landa (Spa) a 02’21” 5. Fabio Aru (Ita) a 03’05” 6. Daniel Martin (Irl) a 04’42” 7. Simon Yates (Ing) a 06’14” 8. Louis Meintjes (Saf) a 08’20” 9. Alberto Contador (Spa) a 08’49” 10. Warren Barguil (Fra) a 09’25” 11. Damiano Caruso (Ita) a 14’48” 12. Nairo Quintana (Col) a 15’28” 13. Alexis Vuillermoz (Fra) a 24’38” 14. Mikel Nieve (Spa) a 25’28” 15. Emanuel Buchmann (Ger) a 33’21”.

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