Pd, ci mancava anche l’uso della parola “razza”. Lo introduce la responsabile del Dipartimento difesa animali, entusiasta per la costituzione del Dipartimento mamme. Ormai non ci sorprende più niente

Pd, ci mancava anche l’uso della parola “razza”.  Lo introduce la responsabile del Dipartimento difesa animali, entusiasta per la costituzione del Dipartimento mamme. Ormai non ci sorprende più niente

Imprevedibile questo Pd. Di tutto si occupa. Renzi Matteo non si fa mancare proprio niente. Ha perfino istituito 40 dipartimenti per dare un posto, anche se inventato, alle persone del suo staff facendo credere loro che hanno un ruolo, dirigono  qualcosa, insomma contano. Già che c’era non ha dimenticato di trovare un angolino anche per gli esponenti delle minoranze. Il bello è, o meglio il brutto, è che gli “eletti”, anzi i nominati perché nel Pd c’è un solo eletto, Lui, con la elle maiuscola, come avveniva in altri tempi, credono davvero di essere dirigenti. Il bello, o meglio il brutto, ripetiamo, è che non sono passate neppure quarantotto ore che i media già li cercano,  offrono telecamere e microfoni, televisioni e radio. Sono o non sono dirigenti? Subito salgono alla ribalta. Accade così che una tizia dal nome Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd, responsabile del dipartimento per la difesa degli animali ha rilasciato un commento entusiasta per la costituzione del dipartimento “mamme”. Titola l’agenzia La Presse: “Dipartimento mamme per salvare la nostra razza”. Rimaniamo basiti. Ma che c’entra il dipartimento  mamme con l’incarico che la Prestipino ricopre nel Pd, la difesa degli animali? Ma che sciocchi siamo, c’entra c’entra, se facciamo mente locale al fatto che fra gli animali ci sono i mammiferi e fra gli umani ci sono le mamme. Meno male che Renzi c’è, deve essersi detta la nostra  signora o signorina non sappiamo, che fa parte della Direzione Pd. E dichiara a Radio Campus Cusano: “Siamo un Paese che rischia tra qualche decennio di non avere più ragazzi italiani. Se uno vuole continuare la nostra razza, se vogliamo dirla così, è chiaro che in Italia bisogna iniziare a dare un sostegno concreto alle mamme e alle famiglie”.

“Ad essere sempre incinta è la madre dei cretini che partorisce sempre”

La dichiarazione della neoresponsabile del dipartimento animali viene rilanciata dalla agenzie e arrivano le prime dichiarazioni, anche dall’interno del Pd: la coordinatrice nazionale Claudia Bastianelli afferma che garantire la “continuità della razza italiana però è quanto di più lontano da un partito democratico e di sinistra ci possa essere. E queste dichiarazioni fanno male. Fanno male al Pd, fanno male alle sue militanti, fanno male a tutte quelle donne e uomini che un figlio lo vorrebbero con tutto il cuore ma che per i più svariati motivi non possono averlo. E quel figlio lo vorrebbero per poterlo amare, non per garantire la continuità della razza. Purtroppo però ad essere sempre incinta è la madre dei cretini… già, quella partorisce sempre!”

Arrivano altre dichiarazioni e la Prestipino, forse sollecitata da qualcuno che conta più di lei, si scusa affermando di “aver usato in maniera del tutto erronea il termine ‘razza’ nell’ambito di una discussione sulla natalità. Mi scuso chiaramente per l’uso di questo termine che, peraltro, nulla aveva a che fare con la discussione in corso in quel momento”. Peggiora la sua situazione, già di per sé grave, tanto che la presidente di Sinistra italiana, Laura Lauri, interviene facendo presente che “non è solo il termine razza ad essere totalmente fuori luogo, ma è l’intero concetto da lei espresso ad essere una aberrazione”.  Un conto è dare sostegno alle famiglie, altro è usare frasi come “rischiare l’estinzione” o “rischiare di non avere più ragazzi italiani”. Può scusarsi di un termine – aggiunge – come asserisce lei, utilizzato erroneamente, ma è dal Manifesto sulla razza del 1938 che non si ascoltava da un esponente del partito di governo un simile discorso. La salvaguardia dell’italianità fa il paio con “aiutiamoli a casa loro'”. Frase di origine salviniana, come è noto, pronunciata da Renzi Matteo a proposito dei migranti che vanno aiutati ma se ne stiano a casa.

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