Ius soli. Sinistra Italiana disponibile alla “fiducia di scopo”, con Mdp, che contesta Gentiloni sui numeri. Il vero dominus del governo si chiama Angelino Alfano, lui detta l’agenda. L’irritazione di Susanna Camusso

Ius soli. Sinistra Italiana disponibile alla “fiducia di scopo”, con Mdp, che contesta Gentiloni sui numeri. Il vero dominus del governo si chiama Angelino Alfano, lui detta l’agenda. L’irritazione di Susanna Camusso

“Siamo pronti al Senato a dare una fiducia ‘di scopo’, per uno scopo giusto e nobile: riuscire ad approvare una legge di civiltà”, al Tg3 il segretario Nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni aveva anticipato così la mossa che sarà poi presentata nel corso di una conferenza stampa, ovvero una fiducia per portare a casa la legge sullo Ius soli. “Il giorno dopo”, ha precisato però il segretario di Sinistra Italiana, riprenderemo e continueremo a fare opposizione ad un governo di cui non condividiamo nulla, ma avremo nel nostro Paese una legge giusta”.

Poche ore dopo, la conferenza stampa di Sinistra Italiana, nel corso della quale i parlamentari confermavano di essere “pronti a votare la fiducia sul disegno di legge per lo Ius Soli anche se sarebbe meglio parlare di una fiducia di scopo”. Ad annunciarlo, la presidente del gruppo Misto e di Sinistra Italiana Loredana De Petris. La parlamentare, in una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il segretario Nicola Fratoianni, ha criticato la decisione del premier Paolo Gentiloni di rinviare a settembre il provvedimento sulla cittadinanza perché di fatto si tratta di “un rinvio sine die” e parla di un “cedimento strutturale ai ricatti della destra” che “giustamente ora festeggia”. Oltretutto per De Petris, “è stato irresponsabile aver alimentato nel Paese una cultura dell’odio” verso i migranti senza affrontare il tema delle migrazioni nel modo più adeguato. “E’ vero infatti – prosegue De Petris – che ci siano ora dei flussi migratori enormi ma i dati ci dicono che si svolgono per lo più all’interno dell’Africa. Solo una piccola parte si indirizza verso l’Europa”.

Al Nazareno parlano dei “soliti sospetti”. “Non ci fidiamo di Sinistra Italiana, vogliono fare propaganda”. Ma spunta la verità sulle divisioni interne del Pd: Cirinnà e Retedem sono con Fratoianni

Com’è stata accolta la “fiducia di scopo” proposta da Nicola Fratoianni? La risposta arriva da Luigi Zanda, presidente dei senatori dem: “il quadro dei numeri al Senato resta assai difficile”, sottolinea Zanda, “ma ho molto apprezzato il valore politico della dichiarazione di Fratoianni e De Petris a sostegno dello Ius Soli e sulla possibilità di un voto di fiducia di scopo”. Ma da quel che trapela, nonostante l’ufficiale dichiarazione di Zanda, messa poi in discussione da Doris Lo Moro, di Mdp, nel Partito democratico l’offerta di Fratoianni pare abbia provocato perfino un moto di irritazione: “Ma come – si è chiesto un anonimo esponente di primo piano del Nazareno – se ne escono solo ora? E perché non hanno mostrato la stessa disponibilità cinque giorni fa”, cioè nel pieno delle fibrillazioni nella maggioranza e prima della frenata del governo? Circostanze che fanno sospettare ai dem che quella di Fratoianni sia una disponibilità dettata dalla necessità di mettere una ‘bandierina’ sul provvedimento, sia che venga approvato sia che rimanga lettera morta. Perché, in entrambi i casi, Sinistra Italiana potrebbe rivendicare di aver offerto il proprio contributo quando tutti chiedevano di rinviare il provvedimento, presentandosi come la forza politica che ha combattuto da sola e da più tempo per l’approvazione della legge. Il Pd, comunque, non torna indietro, fedele alla promessa di Renzi: “Gentiloni ha scelto così e noi stiamo con lui”. Parole che il segretario pronuncia durante la presentazione a Napoli del suo libro. “Io ho subito le polemiche quando ero presidente del Consiglio e siccome so cosa vuol dire avere quelli che ti tirano le freccette ogni giorno, dico si dà una mano al presidente del Consiglio”, aggiunge Renzi. Pesa, su questa scelta, anche l’esposizione pubblica dello stesso Paolo Gentiloni che, di fronte alle “difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza” nonché “tenendo conto delle scadenze urgenti e non rinviabili in calendario al Senato”, ha ritenuto che non ci fossero “le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia”, non prima della pausa estiva.

Doris Lo Moro (Mdp) vede le carte del governo e smaschera il gioco di Gentiloni. E spunta la verità sulle divisioni interne del Pd: Cirinnà e Retedem sono con Fratoianni

Una valutazione “quantomeno affrettata” attacca Articolo 1-Movimento democratico e progressista, che torna anche a parlare di “disimpegno dal governo nelle prossime settimane” nel caso in cui l’agenda politica non dovesse cambiare a favore di temi come la reintroduzione dell’articolo 18. “Sinistra Italiana ha dichiarato oggi la sua disponibilità a votare una fiducia di scopo sullo ius soli al Senato, qualora il governo decidesse di porla. Un annuncio che conferma che la valutazione sui numeri in aula a sostegno del provvedimento sia stata fatta in maniera quantomeno affrettata”. Così Doris Lo Moro, Senatrice di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista, smentisce anche Luigi Zanda. La verità è che sul governo Gentiloni pesa la “golden share” di Ap e del suo leader, ormai alla ricerca di una legittimazione per tornare nell’ovile berlusconiano, dove sempre di più pesa l’ombra leghista di Salvini. Così però non se ne esce, ed è molto probabile che la legge sullo Ius soli faccia paura anche al Pd e ad esponenti di primissimo piano come Andrea Orlando che replica molto pavidamente all’offensiva di Sinistra Italiana, al contrario di Retedem e di Monica Cirinnà che invece hanno accolto con favore la proposta di Sinistra Italiana. Ancora una volta, le divisioni interne del Partito democratico fanno pagare a centinaia di migliaia di persone un peso insopportabile che non meritano. “Le leggi vanno fatte quando ci sono le condizioni”, ha infatti detto il ministro della Giustizia, Orlando. “Stiamo lavorando perché queste ci siano. Lo sforzo nostro è quello di assicurare le condizioni per l’approvazione, non semplicemente di sventolare un obiettivo, per quanto giusto e da difendere”. Ma nulla dice, né sui tempi, né sui movimenti di Alfano per cambiare la legge.

L’irritazione di Susanna Camusso, che ricorda la partecipazione della Cgil alla raccolta delle firme per il Pdl popolare “L’Italia sono anch’Io”. Dov’è finito Delrio, uno dei principali ispiratori di quella fase? Desaparecido

Sulla decisione del rinvio, si abbattono anche le critiche di Susanna Camusso, leader della Cgil: “La marcia indietro del Governo rappresenta un atto di debolezza, che rimanda, ancora una volta, il riconoscimento dei diritti dei cittadini migranti nati e cresciuti nel nostro Paese”, scrive in una nota durissima. “Questa decisione – prosegue Camusso – rappresenta una pesante conseguenza del gravissimo ritardo culturale e politico italiano sulle questioni legate all’integrazione degli immigrati che risiedono stabilmente nel nostro Paese e di cui si sentono pienamente cittadini”. “Ritardo per il quale partiti e Parlamento hanno grandi responsabilità, anche per aver assecondato nella pubblica opinione una deriva con cui oggi, soprattutto a pochi mesi dalle elezioni, è difficile fare i conti”, sostiene il segretario generale della Cgil. La conclusione della leader della Cgil non poteva che essere l’auspicio di un’approvazione entro settembre, anche e soprattutto per tradire nuovamente quelle centinaia di migliaia di persone che hanno raccolto le firme su un progetto di legge popolare, con la Cgil, dal titolo “L’Italia sono anch’io”. Uno dei primi fautori di quella battaglia che prese avvio nel 2012 fu l’allora sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci, Graziano Delrio. Oggi, Delrio è ministro delle infrastrutture, e pare proprio desaparecido sulla questione del rinvio della legge sullo Ius soli, che più volte aveva promesso di portare in porto.

 

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