Emergenza idrica della Capitale, il vertice in Campidoglio è quasi un buco nell’acqua. Nessuna decisione certa, solo la soddisfazione di non aver litigato. La palla passa ad una cabina di regia Comune-Regione-Acea. Decisive le prossime 24-48 ore

Emergenza idrica della Capitale, il vertice in Campidoglio è quasi un buco nell’acqua. Nessuna decisione certa, solo la soddisfazione di non aver litigato. La palla passa ad una cabina di regia Comune-Regione-Acea. Decisive le prossime 24-48 ore
Si è concluso senza vinti, né vincitori, il tavolo sull’emergenza idrica della capitale. Tra le parti (Raggi-Zingaretti ed Acea ndr) solo la soddisfazione di non aver litigato. Decisive comunque le prossime 24-48 ore e le decisioni della cabina di regia (Roma Capitale-Regione-Acea) costituita in serata. Al vertice non è mancato nessuno, presenti la Regione Lazio, che lo ricordiamo ha posto il blocco alle captazioni dal Lago di Bracciano, l’Acea, che è la partecipata di Roma Capitale e che quelle captazioni esegue, e l’Amministrazione capitolina, che dalla risorsa idrica del lago di Bracciano trae dal bene acqua la sua sopravvivenza. Il summit capitolino era stato convocato dalla sindaca Raggi, ed è stato, almeno a parole e  secondo tutti gli attori protagonisti, positivo, anche se poco o nulla è trapelato sulla sostanza delle decisioni prese.
La Raggi, che oltre che ricoprire il ruolo di sindaca di Roma, ha anche quello di prima cittadina della città metropolitana, si è espressa con favore sull’esito del confronto: “L’incontro è andato bene, abbiamo raggiunto un primo risultato importante. Questa sera c’è stato un dialogo molto costruttivo tra le parti: Acea e Regione Lazio hanno raccolto il nostro invito, si sono sedute al tavolo e hanno iniziato a valutare una serie di soluzioni tecniche per tutelare i cittadini ed evitare qualunque tipo di disagio. Domani questa cabina di regia si riunirà di nuovo e mi terranno informata”. Quanto alla Regione la posizione, a leggere le parole dell’assessore Refrigeri, sembrerebbe interlocutoria, certamente non di rottura, ma neppure di piena soddisfazione: “Lavoriamo per eliminare i disagi, abbiamo fatto una cabina di regia, credo che sia importante e che da qui a domani avremo anche possibilità migliori. Stiamo lavorando, work in progress. Da qui a domani – ha aggiunto – stiamo vagliando un po’ di soluzioni di carattere sia amministrativo che tecnico. Lavoriamo per cercare di non creare disagi ai cittadini del Lazio e di Roma. Da qui a domani troveremo situazioni che possono in qualche maniera essere più confortanti”. Diversa la posizione di Acea, che è legata a doppio filo all’Amministrazione capitolina e che esprime, dunque, una posizione, che sembra concedere qualche spazio alla trattativa, senza però far balenare facili e scontati ottimismi. Così si esprime il presidente di Acea, fortemente voluto dalla Raggi e dalla maggioranza M5S, Luca Lanzalone: “L’incontro è stato molto fruttuoso, il fatto stesso che ci sia stato è stato fruttuoso. Stiamo lavorando, come ha detto l’assessore Refrigeri e stiamo cercando un percorso che sia il meno impattante possibile sui cittadini. Crediamo di potercela fare. Non ho sentito il presidente Zingaretti auspicavo di vederlo questa sera. Pazienza”. Ma al netto di tutto questo, va detto che Acea, secondo quanto si è appreso, ha presentato ricorso presso il tribunale delle Acque contro l’ordinanza della Regione Lazio che dispone lo stop dei prelievi dal lago di Bracciano a partire dal 28 luglio. Il ricorso è stato notificato alla Regione, ai comuni del lago di Bracciano, ai comitati di difesa del lago e al parco naturale di Bracciano-Martignano. Un tentativo di riequilibrare lo stop ai prelievi da parte della Regione, con un atto, che certamente nulla ha di amministrativo, ma molto di politico. Al 28 di luglio mancano decisamente poche ore e senza una ‘pace’ tra Enti, la chiusura dei rubinetti dei romani, potrebbe essere decisamente più che una ipotesi, una certezza.
 
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