Unione Inquilini: “Il fallimento di Ater Roma sarebbe una tragedia sociale”

Unione Inquilini: “Il fallimento di Ater Roma sarebbe una tragedia sociale”

“Il fallimento dell’Ater Roma è questione nazionale , sarebbe una tragedia sociale, gran parte del debito è dovuto a ICI e Imu non pagate, da questo punto di vista le responsabilità di Regione, Comune e Governo sono evidenti. Ma l’attacco è a tutto il comparto dell’edilizia residenziale pubblica nazionale, necessaria l’abolizione dell’Imu per le case popolari e la reintroduzione dell’Imu per l’invenduto dei costruttori”. Lo afferma in una nota Massimo Pasquini, Segretario nazionale dell’Unione Inquilini.

“La vicenda che a Roma vede l’Ater sull’orlo del fallimento è cosa vecchia e risaputa – aggiunge – Ater Roma possiede circa 50.000 alloggi, su un totale di circa 800.000 alloggi a livello nazionale, un parco alloggi che va preservato da spinte privatizzatrici, tenuto conto che sono ben 650.000 le famiglie a livello nazionale che sono collocate nelle graduatorie per una casa popolare. Sono di tutta evidenza le responsabilità in tale ambito di Regione e Governo. Si deve tenere conto che gran parte del debito è dovuto a mancati pagamenti di Imu e della vecchia ICI. Ci troviamo quindi di fronte ad un debito assurdo dovuto ad una tassa, l’Imu, che rappresenta un onere per l’Ater di Roma ma anche per tutti gli enti gestori di edilizia residenziale pubblica a livello nazionale, insostenibile e inaccettabile. Tanto più a fronte del fatto che, al contrario degli Ater, ai costruttori con invenduto speculativo l’IMU è stata azzerata. La vicenda Ater di Roma deve essere affrontata complessivamente. Se la Regione e il Governo lasciano affondare l’Ater di Roma significa che vi è l’intento politico strategico regionale e nazionale di affossare l’intervento pubblico e sociale nel settore abitativo.

Ora la priorità sta nel garantire da parte della Regione Lazio la fidejussione all’Ater Roma che scongiuri il fallimento, ma è, altresì, necessario che il Governo proceda nell’abolizione dell’Imu sulle case ater che, lo ricordo, vengono assegnate a famiglie in disagio abitativo a canoni di locazione rapportati al reddito. Al contempo ed a compensazione si deve reintrodurre l’Imu sull’invenduto dei costruttori, la cui esenzione, non ha nessuna motivazione plausibile né di carattere economico né tantomeno sociale, rappresentando solo un sostegno oneroso, per la collettività, al mantenimento degli alloggi invenduti chiusi e con prezzi fuori mercato dato che restano invenduti. Rivolgo un appello pressante a Regione Lazio, Governo, Comune affinché ognuno per la parte di competenza intervenga per trovare una soluzione sia temporanea, che eviti il fallimento, ma anche strutturale con l’abolizione dell’IMU agli enti gestori di edilizia residenziale pubblica e il rifinanziamento della stessa realizzando e recuperando alloggi da destinare alla vasta precarietà abitativa che è presente a Roma e in tutta Italia, in fondo in pochi mesi per salvare tre banche sono stati trovati 30 miliardi di euro, noi chiediamo molto molto molto meno”

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