Stadio. Le “buone” notizie, ma lo sono?, non vanno improvvisate ma costruite con intelligenza, prudenza e trasparenza. Necessario un passaggio in Aula

Stadio. Le “buone” notizie, ma lo sono?, non vanno improvvisate ma costruite con intelligenza, prudenza e trasparenza. Necessario un passaggio in Aula

Dalle agenzie e dai giornali si apprendono novità circa l’accordo tra la società Eurnova  e la sindaca Raggi riguardante il “nuovo progetto” che renderebbe possibile la costruzione dello Stadio in località Tor di Valle. Il Comitato salviamo Tor di Valle dal cemento ha avuto dall’inizio una posizione del tutto limpida e capace di aggregare, sulle proprie posizioni, oltre che migliaia di cittadini, molte autorevoli personalità, importanti e numerose associazioni di settore, nazionali e romane.

Come è noto la posizione del Comitato, semplificando, è sempre stata: dire sì allo Stadio significa dire no alla speculazione.

Va pure ricordato che per il Comitato il significato di speculazione non era soltanto dovuta alla dissennata colata di cemento che era stata concepita ma era interdipendente da una “disinvolta” interpretazione normativa che portò alla approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina della  delibera 132 del 2014. Dalle dichiarazioni della sindaca: “Abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla realizzazione dello Stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della nostra città” sembrerebbe che finalmente le regole siano state considerate e rispettate.

Un approfondimento della qualità dell’accordo. La città ha diritto alla conoscenza

E tuttavia, pure nel necessario approfondimento della qualità dell’accordo e dei preannunci circa:  le modifiche da apportare al progetto, la priorità circa la messa in sicurezza dell’area di Decima, il  rispetto dell’ambiente e del territorio (tutte questioni che dimostrano la giustezza delle nostre posizioni), rimangono questioni serie che andranno rigorosamente esaminate e che la città dovrà conoscere. Inutile nascondere che il nostro approccio cambia o almeno lo vorrebbe. Non più muro contro muro ma la ricerca di un terreno di confronto sul quale almeno il rispetto delle regole sia per tutti il minimo comune denominatore.

Fatti, avvenimenti, manovre oscure, vedi Mafia Capitale

Nel leggere i quotidiani, però, vedi Mafia Capitale e non solo, si viene a conoscenza di fatti, avvenimenti, manovre oscure, finanziamenti illeciti. Tutto ciò non depone facilmente ai fini di una attenuazione della legittima necessità di controllo sugli avvenimenti collegati alla vicenda Stadio.  Anzi la cosa sembrerebbe confermare il dubbio circa la nullità della deliberazione allora adottata e per la quale la vicenda ha finito per assumere una dimensione nazionale. Una nullità non solo derivante da una interpretazione disinvolta delle normative e che metterebbe in serio imbarazzo Regione e Comune che sono stati i promotori della Conferenza dei Servizi  regionale. Conferenza che in teoria avrebbe dovuto chiudersi, con parere negativo, il prossimo 3 marzo. Oggi, invece parrebbe che, a seguito dell’accordo intercorso con il Comune, la società Eurnova del costruttore Luca Parnasi si accingerebbe a  chiedere  altri 30 giorni di sospensione-prolungamento della Conferenza dei Servizi medesima.

Il Comitato “Salviamo Tor di Valle”: la vicenda appare del tutto imbarazzante

Inutile dire che la vicenda appare del tutto imbarazzante. Non solo dal punto di vista normativo: i tempi della Conferenza che si elasticizzano a piacimento e per interessi privati. Forse è utile, e lo diremo in sede di Conferenza nella quale si è presenti nella qualità di uditori (una singolare cultura  dell’arretratezza normativa riguardo il diritto alla partecipazione democratica dei cittadini), che si metta punto e si ricominci daccapo. Troppi i problemi da riesaminare, non solo alla luce del nuovo accordo e che presuppone almeno un passaggio in aula di Roma Capitale. Ne accenno alcuni:

Occorre verificare se le nuove volumetrie preannunciate, fatto salvo lo Stadio e opere funzionali connesse (da valutare anche la località di Trigoria) sono entro la SUL prevista dal  PRG o va oltre.

Occorre valutare di nuovo l’impatto che il nuovo accordo fa derivare sulle opere pubbliche previste (se sufficienti e se invece occorra migliore precisazione). Vicenda particolarmente delicata che chiama alla responsabilità il Comune (anche a seguito del rilascio dell’interesse pubblico) e la Regione particolarmente interessata al riordino e riclassificazione della ferrovia Roma Lido, della nuova stazione a Tor di Valle, dell’acquisto delle nuove vetture necessarie.

Occorre una seria considerazione circa il rispetto di norme e regole di valenza europea. Mi riferisco alle procedure per interventi sulle opere pubbliche da realizzare, che dovrebbero essere effettuate a seguito di procedure ad evidenza pubblica.

Va verificato se le opere pubbliche precedentemente indicate fossero solo un falso scopo (il permettere la costruzione dei grattacieli) o se invece fossero del tutto indispensabili. Mi riferisco in particolare ad opere per la viabilità e per i parcheggi.

Da verificare il collegamento temporale tra costruzione stadio e opere pubbliche 

Va naturalmente verificato il collegamento temporale tra la costruzione dello Stadio e la realizzazione delle opere pubbliche necessarie. Ad esempio ove occorressero (?) nuove vetture per la ferrovia  Roma-Ostia non credo che le stesse siano acquistabili dal pizzicagnolo vicino casa. Di certo passerebbe non poco tempo per metterle in esercizio.

Deve poter essere assicurata la presenza, all’interno del Procedimento per la formazione della nuova delibera, che dovrà essere adottata dall’Assemblea Capitolina (dopo un doveroso passaggio nei Municipi interessati), la partecipazione democratica della città. Noi pensiamo del Comitato, delle Associazioni e dei CdQ interessati.

In questo ambito occorrerebbe introdurre la importante novità consistente nell’utilizzo di scopo, da parte del Comune, dei capitali provenienti da parte del privato (oneri per le spese di urbanizzazione necessarie e altro); permettendo al privato medesimo la partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica.

Infine il come armonizzare il nuovo progetto dello Stadio e delle opere funzionali connesse, con la possibilità della realizzazione di un parco fluviale che dia respiro e utilità economico culturale all’ansa di Tor di Valle del fiume Tevere. Queste problematiche e certamente altre consigliano prudenza. Altrimenti la Città eterna non capirebbe.

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