Stadio dell’As Roma, Grillo non sgombera il campo. “Bisogna sentire i cittadini”. Referendum sull’opera?

Stadio dell’As Roma, Grillo non sgombera il campo. “Bisogna sentire i cittadini”. Referendum sull’opera?
Stadio sì o no? “Ancora non si sa. Sullo stadio ci sono delle problematiche che discuteremo con la giunta e ed il sindaco Raggi e questo è normale. Darò indicazioni sullo stadio? Non sono indicazioni e comunque se si dovesse fare lo stadio con le strutture vicino, sarà fatto con i criteri mai visti qui. Se ne dovrà occupare un costruttore, non un palazzinaro”. Sull’opera Grillo ha posto comunque dei vincoli politici ed amministrativi: dovrà essere costruita con nuove tecnologie e dopo essere stata sentita l’opinione della popolazione, dunque, prima di dare il nulla osta Roma dovrà andare ad un referendum. Poi alla fine del vertice con la Raggi, Grillo non ha chiuso, è il caso di dire, la partita ed alla domanda su come era andato l’incontro, il garante del M5S ha risposto “Bene, molto bene. Stanno lavorando bene. Si pensa al diritto all’ambiente e alla salute, il posto ha dei problemi come ubicazione, per la composizione e per il suolo, per l’idrogeologia… Ci sono, però risolveremo. Sarà la soluzione migliore per i cittadini e per il luogo”. Poi a chi gli chiedeva se fosse stato deciso qualcosa per lo stadio, Grillo ha risposto: “No, ancora no”. Poi Casaleggio, che alla domanda se ci sarà una consultazione on line, così ha risposto ai cronisti: “Il voto online lo faremo sul programma di governo. Oggi stiamo lavorando sul programma di governo e faremo tanti voti online su questo”.
 
Se Tor di Valle resta al palo ecco le proposte di Italia Nostra
 
Ma c’è chi invece, alla luce di quanto accaduto e della possibilità di uno stop a Tor di Valle, propone alternative. E’ Italia Nostra, tra le associazioni che più contestano il sito scelto dai proponenti: Italia Nostra Roma che già molti anni fa aveva proposto che nella capitale ci fossero due stadi, per liberare il Complesso Monumentale del Foro Italico,  intende dimostrare, con proposte alternative documentate, il dove, come e quando uno stadio possa essere veramente di pubblica utilità, se realizzato nel luogo giusto.
 
Quattro i siti alternativi proposti dall’Associazione
 
Italia Nostra Roma indica a titolo esemplificativo 4 siti alternativi per lo stadio: Torre Spaccata, Pietralata, Capolinea Anagnina e Tor Vergata, due aree private e due aree pubbliche. Tra i tanti siti possibili abbiamo individuato quelli della zona Est perchè Roma ha, proprio in quella zona tra Tiburtina, Collatina Prenestina, Casilina e Tuscolana, una immensa e sofferente periferia di un milione di abitanti. Depredata del sistema direzionale orientale potrebbe, ora, ripartire con il nuovo stadio della Roma ed in futuro con quello della Lazio. Soprattutto se verrà portato un indotto di qualità con servizi nuovi, campi sportivi e attrezzature, aperte anche ai ragazzi dei quartieri di quelle periferie densamente edificate e con mobilità in ginocchio. Le due Metropolitane A e C servono loro per andare via dai loro quartieri e per lavorare e per trovare occasioni di interesse e di svago. Solo altrove ci sono auditorium, musei, antichi e moderni, altrove teatri e biblioteche, altrove Università affermate, altrove grandi parchi storici ben curati, altrove i circoli sportivi lungo il Tevere, gli impianti olimpici, i campi sportivi del Coni ecc, ed ancora la vita notturna e quant’altro. Ora è tempo di lavorare per queste periferie ed inserire lo stadio in questo tessuto connettivo urbano, come si è fatto per tutti i moderni stadi delle grandi squadre europee”.
 
I motivi che rendono impossibile l’edificazione
 
“Cassare, invece, Tor di Valle – aggiunge – area sbagliata e sotto il profilo urbanistico e sotto quello della mobilità. Area, invece, di elezione per il sempre atteso Parco Fluviale Urbano del Tevere. In questi siti risalterebbe davvero, in modo palese, la pubblica utilità per l’intera città. In questi siti i tifosi potrebbero avere la giusta soddisfazione di una pronta, rapida e non contestata realizzazione dello stadio e di tutti i servizi collegati. Il mascherato interesse di sfruttare lo stadio per realizzare, nella realtà, un grande centro direzionale che si avvalga della vicinanza dell’aeroporto di Fiumicino, sta mettendo, con ogni evidenza, in un cul de sac le speranze dei proponenti. Poiché, ad ogni istante, nascono nuove complicazioni e nuove opposizioni.
Di seguito, le 4 aree possibili per localizzare lo stadio della Roma, presentate in conferenza stampa:
 
Torre Spaccata, Pietralata, Anagnina e Tor Vergata i siti possibili
 
1) Torre Spaccata: area adiacente viale Palmiro Togliatti, tra la via Casilina e la Tuscolana. La destinazione di Piano Regolatore è quella ad area edificabile (ex SDO) e in particolare anche destinata ad ospitare il passaggio del prolungamento (penetrazione urbana) della diramazione autostradale Roma Sud, tra il Gra e viale Palmiro Togliatti.
2) Pietralata (comprensorio ex SDO): area di proprietà pubblica facente parte del Comprensorio SDO Pietralata, quindi con destinazione a servizi, compresa tra via dei Monti di Pietralata, via dei Monti Tiburtini, via dei Durantini e largo Sacerdotale. Già da alcuni anni è stato approvato un piano particolareggiato (progetto speciale) per l’intera area, che, nell’ipotesi di ubicare qui lo stadio della Roma, ovviamente andrebbe totalmente rielaborato. Stabilendo una diversa organizzazione dello spazio complessivo.
3) Stazione Anagnina Metro A: area compresa tra via Eudo Giulioli, via Tuscolana, la stazione “Anagnina” della Metro A e via Walter Procaccini. La destinazione di Piano Regolatore è quella a servizi ed edificazione.
4) Università Tor Vergata: area interamente compresa all’interno del territorio di pertinenza dell’Università Tor Vergata, quindi con destinazione a servizi, a brevissima distanza dalla cosiddetta ‘Città dello sport’ di Calatrava”.
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