Juncker si dimette? Una bufala, un diversivo. Padoan: la scissione nel Pd non è affar mio. Dobbiamo tagliare 3,4 miliardi ma slitta la procedura di infrazione. Uno spiraglio per la Grecia, ma a volte le “riforme” uccidono

Juncker si dimette? Una bufala, un diversivo. Padoan:  la scissione nel Pd non è affar mio. Dobbiamo tagliare 3,4 miliardi ma slitta la procedura di infrazione. Uno spiraglio per la Grecia, ma a volte le “riforme” uccidono

“Retroscena” smentito. Lo scoop di Repubblica sulle possibili dimissioni di Juncker proprio mentre sono in corso riunioni molto delicate e difficili, l’Ecofin, oggi e Eurogruppo domani, i ministri economici e finanziari, non ha alcun fondamento. Smentita Repubblica e smentito il sottosegretario Gozi il quale aveva subito definito “posizione giusta” quella del presidente della Commissione Ue. Perché questo annuncio? Si azzarda una ipotesi che ci riguarda molto da vicino. All’interno della Commissione sarebbe in corso uno scontro fra colombe e falchi. Il presidente starebbe con le colombe disponibili a  chiudere un occhio, per esempio, sulla manovra economica del nostro Paese. Insomma sarebbe pronto a dare “respiro” e a non aprire immediatamente la procedura di infrazione se entro mercoledì non arrivano per scritto gli impegni per rispondere alla richiesta di tagliare 3,4 miliardi. I falchi invece premerebbero perché la sanzione all’Italia sia immediata. Juncker insomma sarebbe in difficoltà e il nostro governo costretto ad adottare, subito, misure che in qualche modo toccano direttamente le tasche dei cittadini. Si era parlato di aumenti del costo della benzina, di altre tassazioni. Insomma  le disastrose politiche del governo, quello di Renzi, una manovra che fa acqua da tutte le parti,  le una tantum elettorali, dovrebbero scomparire, lasciando il posto ai falchi che stanno prevalendo nella Commissione e che vogliono colpirci. Non è un caso che, secondo lo scoop di Repubblica, al posto del dimissionario Juncker andrebbe l’ex premier finlandese Jyrki Katainen, falco di prima grandezza, amico del ministro Schaueble, il bau bau di frau Merkel, una volta nostra “amica “, ora una signora da non frequentare.

Il presidente della Commissione: “Resto per combattere  tutte le crisi. Non è il momento di dividersi”

Una vicenda in cui non c’è niente di vero. Il portavoce della Ue smentisce le possibili dimissioni di Juncker, addirittura previste entro un mese. “E’ qui per restare, per combattere tutte le crisi che l’Europa sta affrontando, dalla Grexit alla Brexit, alla migrazione. Motivato come il primo giorno. Non si dimetterà”. “Il fatto di aver annunciato nel 2014 che farà solo un mandato – spiegano dalla Commissione – permette a Juncker di avere un approccio ambizioso e indipendente, in particolare perché si parla del futuro dell’Europa. Il presidente della Commissione proprio oggi ha incontrato il vicepresidente Usa ed ha rilanciato il progetto europeo affermando che per l’Europa questo non è il momento di dividersi”.

Non è un caso, insomma, che le voci di dimissioni di Juncker  già circolate e smentite alcuni mesi fa tornino in circolazione mentre Eurogruppo ed Ecofin, una riunione informale dei ministri, quella di oggi, decisionale quella di martedì, affrontano il problema del debito  della Grecia e della revisione della manovra di bilancio del nostro Paese. Le voci delle dimissioni di Juncker e di una possibile sostituzione con l’ex premier finlandese, Katainen, impattano su una partita tutta italiana, quella della correzione dei conti pubblici chiesta da Bruxelles. Il governo italiano è al lavoro per confezionare la manovra da 3,4 miliardi di euro. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parteciperà oggi all’Eurogruppo e in vista dell’incontro a Bruxelles ha incontrato il premier Paolo Gentiloni a palazzo Chigi per fare un punto prima della partenza.

La minaccia dell’arrivo  alla  presidenza della Commissione del “falco” Katainen

Non è un caso che anche il capogruppo Socialisti e democratici europei, Gianni Pittella si sia affrettato a smentire le dimissioni del presidente della Commissione. “Ho avuto un colloquio telefonico con lui – afferma – e mi ha detto che ‘si tratta di un’ipotesi fuori dalla realtà’. Io, dice l’europarlamentare gli ho detto che lui è un punto di equilibrio e mai il gruppo dei Socialisti e democratici  potrebbe dare fiducia a falchi del rigore come Katainen”. Insomma l’appoggio a Juncker da parte dell’Italia e ai suoi piani per il futuro della Unione, confermato proprio mentre vengono diffuse voci di dimissioni, sarebbe un ottimo viatico per “alleggerire” la pressione che viene da Bruxelles, la richiesta che non sembra essere più pressante di inviare per scritto entro il giorno 22, quello che il governo intende fare per coprire quel famoso 0,2%.  La procedura di infrazione potrebbe attendere fino all’ultima settimana di marzo e poi un nuovo slittamento sarebbe possibile fino a metà aprile. “Non siamo dei tecnocrati, gli atti della Commissione per la flessibilità italiana valgono più delle parole”. “Non lavoriamo mai contro l’Italia, la Commissione resta al suo fianco nella crisi dei rifugiati e nella gestione delle conseguenze del terremoto”. “Non si può lasciare alle sole Italia e Grecia il compito di farsi carico dei migranti che arrivano” anche perché “l’Italia sta facendo l’impossibile”. Parole  di Jean-Claude Juncker,  che suonano di “comprensione” anche alla luce della crisi politica che sta vivendo il nostro paese. “Comprensione” nei confronti di Renzi Matteo, non più premier e segretario del Pd dimissionario, alla prese con una scissione.

Il ministro dell’Economia. La manovra è strutturale. Migliori stime non cambierebbero la situazione

Cosa che non scalda il ministro Padoan alla ricerca dei tagli da operare, “non  è affar mio”. E conferma che  di una vera manovra si tratta contrariamente a quanto vogliono far credere Renzi e Gentiloni per i quali si tratta di aggiustamenti casuali, tanto che visti gli ultimi dati sul Pil, uno 0,1% in più rispetto alle stime, il debito resta invariato, l’aggiustamento resta invariato, 3,4 miliardi. Dice Padoan: “L’aggiustamento è strutturale e quindi anche eventuali miglioramenti delle stime, che si possono peraltro prevedere, non hanno impatto sull’aggiustamento strutturale”. Dall’Italia non arriveranno nuovi dettagli alla Commissione sulla manovra entro mercoledì, data di pubblicazione del rapporto sul debito. Rispondendo a chi gli chiedeva se ci si possano aspettare nuovi dettagli entro mercoledì, Padoan ha detto “non credo, tutte le informazioni sono state già anticipate, si prende atto dell’impegno del governo a fare un aggiustamento. Quindi mi aspetto che questo sia il messaggio”. Moscovici, il commissario che viene definito “nostro amico” ha fatto sapere che con il ministro Padoan “lavoriamo per cercare di trovare le soluzioni sulla base degli scambi che abbiamo avuto finora e che continuano a fare progressi”.

Il dramma della Grecia. Le casse sono vuote. Serve un nuovo prestito

È passato in secondo piano nei media italiani il problema più importante che è di fronte alla Commissione Ue, la vicenda del debito greco che, dice il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, è il “primo obiettivo”. Qualche passo avanti è stato fatto rispetto alla rigidità del Fondo monetario internazionale che chiede l’immediato rimborso del prestito mentre le casse  sono vuote. Passi avanti, ma ancora non c’è un accordo definitivo. Riforme in cambio di un nuovo prestito, questo lo scambio sul quale sta lavorando la   Commissione. Con i risparmi che si ottengono con le “riforme” si finanzia il rimborso del prestito, o meglio si apre un nuovo prestito. L’auspicio di Dijsselbloem è che la “tecnica delle istituzioni coinvolte nel programma di assistenza finanziaria alla Grecia possa tornare ad Atene, per lavorare sulle riforme necessarie all’esborso di un nuovo prestito”. Il problema è capire cosa  si intende per “riforme”, perché non di rado invece di curare il malato lo uccidono. Il governo Tsipras è stato molto chiaro, il no è netto.

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