Informazione. Non giova il clima rovente creato dai grillini. Il diritto dei giornalisti a informare correttamente e dei cittadini a essere informati, “sale” della democrazia. Vicenda Berdini: intervista, colloquio? L’assessore nega, La Stampa conferma

Informazione. Non giova il clima rovente creato dai grillini. Il diritto dei giornalisti a informare correttamente e dei cittadini a essere informati, “sale” della democrazia. Vicenda Berdini: intervista, colloquio? L’assessore nega, La Stampa conferma

Il terzo principio della dinamica dice che se un corpo A agisce con una forza su un corpo B, il corpo B reagisce sul corpo A con una forza che ha la stessa intensità e direzione, ma il verso opposto. Secondo Newton, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Dobbiamo ricorrere alla Fisica per definire quanto sta accadendo nel nostro mondo dell’informazione, quello italiano intendiamo, nel suo rapporto con la politica in particolare, partiti e non solo, movimenti, società civile.  Quando dal confronto fra questi mondi si passa allo scontro, il danno che si crea alla democrazia è incommensurabile. Forse non ce ne rendiamo conto, visto il clima  sempre più rovente creato dallo scontro fra il Movimento cinque stelle e alcuni giornalisti presi di mira dai grillini, ora in particolare dall’on. Di Maio, che, fra l’altro, ricopre una carica istituzionale, il quale ha compilato una sorta di lista di proscrizione di giornalisti che seguono le vicende della tormentata Giunta che guida il Campidoglio e della sindaca, indagata per abuso di ufficio e falso in atto pubblico. Di Maio ed altri esponenti di M5S  lamentano il fatto che alcune testate stiano dando vita ad una campagna, iniziata appena il giorno dopo la vittoria della Raggi, per delegittimare  sindaca e Giunta. Negarlo sarebbe una sciocchezza

Retroscena, dichiarazioni anonime, virgolettati inquinano la libertà di stampa

I retroscena, i “virgolettati” che riportano dichiarazioni anonime, la narrazione della guerra per bande che caratterizza il M5S romano, gli uni contro gli altri armati, sono all’ordine del giorno. Un accanimento mediatico che è inutile negare. Sono molti gli interessi, gli appetiti dei “poteri forti” che a Roma sono più forti che altrove, i costruttori che hanno devastato il territorio, l’ambiente, hanno una loro forza. Non è un caso che uno degli assessori più bersagliati sia Paolo Berdini, “colpevole” di voler ridimensionare il progetto per la costruzione del nuovo stadio della Roma e riportare la cubatura a quanto previsto dal piano regolatore. Uno stadio, non un agglomerato di negozi, centri commerciali, grattacieli. Non è un caso che man mano che si avvicina la decisione finale razzi e mortaretti vengano esplosi dalle colonne di alcuni media. E proprio in queste ore, Paolo Berdini, l’assessore all’Urbanistica, non un “grillino”, è sotto il fuoco dei media per dichiarazioni comparse su La Stampa in cui avrebbe dichiarato che Virginia Raggi è impreparata, incapace, guida una banda. Non solo, avrebbe anche rilasciato dichiarazioni sulla vita privata della sindaca, una donna sola. Il “colloquio” come lo ha definito il giornalista de La Stampa, smentito da Berdini, è diventato l’apertura dei giornali online. La notizia più importante del mondo. L’assessore – dicono i media – è in bilico. Sta parlando con la sindaca mentre scriviamo. Dice che non si è trattato di un colloquio con il giornalista, che gli sono state strappate frasi, colte mentre stava parlando con amici. Il giornalista dice che si è presentato,  ha avuto un colloquio con Berdini. Non intervista, dice. Non sappiamo quale sia la differenza. Ma non è questo il problema.

Ci sono le sedi per dirimere le controversie. Magistratura, Ordine dei giornalisti

Ci sono le sedi per dirimere le questioni, la magistratura in primo luogo. Anche l’Ordine dei giornalisti cui per esempio si è rivolto Di Maio. L’Ordine è il tutore del codice deontologico cui devono rispondere i giornalisti. Ci sembra sciocco nascondersi dietro il fatto che la lettera doveva essere inviata all’Ordine regionale e non a quello nazionale. Ma non è rivolgendosi alla magistratura o all’Ordine che si affronta il problema del rapporto fra politica e informazione. Noi pensiamo che la libertà di informare da parte del giornalista deve coincidere con la libertà del cittadino di essere informato. Libertà queste che ci vedono al 77simo posto su 180 paesi secondo la graduatoria di Reporter sans frontiers. Questa duplice libertà ce la dobbiamo conquistare giorno per giorno. Basta una sbavatura per scalfire il valore di questa libertà. Quando, per esempio, invece di scrivere che Virginia Raggi è beneficiaria di una polizza assicurativa, si scrive che è  la intestataria, si stravolge la realtà. Ancora oggi lo si scrive. Giustamente Di Pietro che con la stampa non è mai stato tenero dice: “Su questa vicenda si sta facendo un ricamo grosso come una casa. Uno stuzzicadenti viene rappresentato come un trave poi tante travi vengono viste mentre crolla il muro”. Oppure, quando si trasforma la motivazione della polizza di cui ha parlato Salvatore Romeo da “relazione personale” qual è in “relazione sentimentale” non si fa un buon gioco per la  libertà di informazione.

Un accanimento contro la sindaca Raggi? C’è ma a provocarlo sono gli stessi grillini

C’è un accanimento contro la sindaca, la  Giunta, come affermano i grillini, Di Maio in testa? C’è, inutile negarlo. Ma a provocarlo sono proprio gli stessi grillini per i quali la libertà di informare è un optional. Non accettano critiche di sorta. Che  la compagine che amministra, o dovrebbe amministrare il Campidoglio, la capitale d’Italia, sia  quanto di meglio fosse sul mercato, sarebbe azzardato dirlo. Non vale nemmeno la scusante che si tratta della prima esperienza. Ha ragione Paolo Berdini quando dice che lui stesso si è sentito “impreparato” ma non è ammissibile che chi è stato sui banchi del Consiglio comunale non abbia la minima conoscenza della macchina amministrativa, ignori le regole. Così come la sindaca e gli assessori non tengano “aperte” le porte della Casa dei cittadini, il Comune. La loro comunicazione con la città, i cittadini, avviene attraverso comunicati che annunciano le presenze degli assessori e della sindaca a qualche iniziativa. Certo, il Campidoglio non è quella “casa di vetro” che secondo la legge che imita il Freedom act americano, prevede che ogni cittadino potrà chiedere ed ottenere documenti entro un mese. Legge mai applicata. In Campidoglio neppure i consiglieri comunali possono godere di tale “beneficio”. Nelle reazioni sempre più stizzite dei grillini, giuste quando l’informazione è menzogna, invenzione, fantasia pruriginosa, si avverte il tentativo di annullare realtà pesanti. I nomi di Marra e Romeo, tanto per citarne alcuni, non dovevano essere sconosciuti.

I nomi di Marra, Romeo, non  degli sconosciuti. I guasti provocati dalla Giunta Alemanno

Così come non dovevano essere sconosciuto i guasti provocati dalla Giunta Alemanno nell’apparato amministrativo.  Può dirlo Berdini che non si immaginava che la situazione del Campidoglio fosse così grave. Ma non chi ha fatto campagna elettorale, chi ha praticato per qualche anno quelle stanze. Chi denuncia queste situazioni non può essere messo all’indice. La battaglia per la libertà di informare riguarda anche i grillini, i loro  elettori, i cittadini. Chiudersi in una trincea, fare di ogni erba un fascio, quasi una guerra di religione, pensiamo sia un tradire quei romani che hanno eletto Virginia Raggi. Mandare in frantumi la speranza di rinnovamento. Il terzo principio della dinamica applicato alla informazione e alla politica non porta niente di buono, avvelena il pozzo della democrazia. Non se ne avverte proprio il bisogno.

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