Grillo fa appello ai romani. Giravolta del leader M5S, che scopre una città sull’orlo di una crisi di nervi. Scompare la Raggi, a Roma decide lui anche sullo Stadio

Grillo fa appello ai romani. Giravolta del leader M5S, che scopre una città sull’orlo di una crisi di nervi. Scompare la Raggi, a Roma decide lui anche sullo Stadio
Di fronte all’inconsistenza amministrativa della sindaca Raggi, che in poco più di sei mesi si è occupata più di sostituzioni in Giunta e nelle posizioni dirigenziali capitoline che di atti amministrativamente importanti per la città, il vero sindaco di Roma, lo scopriamo sempre di più in queste ore, interviene in suo favore, o meglio fa un appello ai romani che hanno scelto il suo movimento per dare una svolta alla città.
 
Il garante del M5S cerca di caricarsi sulle spalle gli scivoloni della Raggi
 
Sembrerebbe quasi un alzare le mani, una presa di coscienza di come è certamente difficile gestire una città come Roma, chiedendo alla cittadinanza, e non alla Raggi ed alla sua Giunta, un contributo operativo per la città. Le promesse elettorali, che hanno incantato i cittadini delle periferie, sono ormai solo un ricordo e la aindaca, probabilmente, le ha dimenticate. Nessun problema, c’è il sindaco, quello vero che corre in soccorso e si occupa, intestandoseli, degli atti più importanti che potrebbero creare difficoltà ed imbarazzo, oltre che pericolosi tracolli nei sondaggi. Lo ha fatto anche questa volta, quando ha scoperto la realtà vera della città e non quella che aveva cercato di raccontare ai cittadini a favore di telecamere.
 
In 24 ore un saliscendi di umori e valutazioni sulla capitale ed i suoi cittadini
 
Di chi parliamo? Parliamo di Beppe Grillo, che ha deciso di trasferirsi a Roma per gestire le difficoltà della Raggi. Per lui un sali e scendi di sensazioni. Martedì recitava così: il 50% dei romani hanno perso la fiducia in se stessi, “quindi dobbiamo cambiare la percezione. Se tu vieni qua e sei bombardato di notizie che dicono che Roma è sporca e non funziona poi la tua percezione cambia. Invece è bella, non è così malandata. I cittadini si lamentano, ed è giusto, perché pagano più tasse delle altre città. Con i contributi che ha Roma oggi, è quasi impossibile. Ecco perché ha aumentato il debito, perché Roma, come seconda capitale più grande d’Europa, avrebbe bisogno di più finanziamenti come le altre capitali europee”.
L’appello ai romani: “Diventate sindaci dei vostri 10 metri quadrati”
 
Ma oggi, il comico ligure, ormai con una mezza cittadinanza romana in tasca, aveva cambiato idea, ed ecco allora il suo appello ai cittadini di Roma: “Questa città è una bomba pronta a esplodere, ma cosa pretendete dalla Raggi e dal M5S? In una situazione così ci dovete dare una mano tutti, non possiamo tenere 8560 km di strade perfetti senza buche. Dovete diventare anche voi sindaci dei vostri 10 metri quadri, amare quei metri quadri, essere responsabili di quei 10 metri quadri. Se non lo facciamo insieme non ce la faremo mai. È quello che dicevamo in campagna elettorale, se ci dai il voto devi collaborare e essere un cittadino attivo. E so che ci volete bene, avete capito che siamo diversi, ma se non prendete questa unica occasione nella storia di questa città che vi si presenta con queste persone, non ce la potrete fare. Questa è una bomba atomica, abbiamo messo dei manager meravigliosi, delle persone straordinarie, di fiducia, più di così non potete pretendere”.
 
Poi sul papa: “Bergoglio mi ha copiato il programma. Cerca di dare una mano a questa città”
 
Come in un delirio di onnipotenza, che potrebbe risultare simpatico su un palcoscenico, ha chiamato in causa anche il Papa: “Bergoglio ha dichiarato che vorrebbe pagare l’Imu: Bergoglio ti prego, mi hai già copiato tutto il programma, ora cerca di dare una mano a questa meravigliosa città. È anche giusto che tu partecipi, e ti daremo dei premi, ti faremo delle belle cose, ma dai una mano per favore, Bergoglio, abbi pazienza”. Ma questo mercoledì di un febbraio ormai inoltrato è stata anche la giornata, ancora una volta delle polemiche sullo Stadio dell’As Roma. In crisi di consensi, anche su questo Grillo ha cercato di metterci una toppa. Di fronte al no, ormai più che certo del suo Movimento (oltre la metà dei Consiglieri capitolini pentastellati sono contrari ndr) lentamente, ma inesorabilmente, il garante del movimento ha iniziato a cambiare registro alle sue precedenti dichiarazioni.
 
Sullo stadio torna all’antico e indirizza l’opinione della sua amministrazione: ma non era meglio non cacciare Berdini?
 
“È un’opera da un milione di metri cubi in cui lo stadio rappresenta il 15% e l’85% è altre cose”. Ma non lo sapeva prima? Non era parte del programma elettorale dire no alle Olimpiadi ed allo Stadio, o meglio alla delibera sulla pubblica utilità della Giunta Marino? Lo si scopre solo oggi. Ed ancora, perché sono stati aperti i tavoli tecnici se la volontà era quella di stoppare l’opera?. Forse sarebbe stato bene, per la serietà dell’atto amministrativo, seguire la strada intrapresa dall’assessore Berdini, che mai avrebbe firmato alcun atto con quel peso di cemento. E’ chiaro che all’appuntamento di venerdì con i proponenti, forse ci sarà la chiusura del capitolo stadio, con la Raggi, o chi per lei, che porterà al tavolo una proposta irricevibile per la Roma e Parnasi con un taglio, dicono in bene informati, compreso tra il 40 e il 60% delle cubature e con il carico, per i proponenti, di assolvere, comunque agli impegni su servizi e mobilità.
 
Il no ad opera e grattacieli, probabilmente, arriverà dai proponenti e non dal Comune
 
A quel punto, sempre che i proponenti accettino ancora di esserci, a quel tavolo, il no non sarebbe più dell’amministrazione ma di chi aveva progettato e voleva realizzare l’impianto e quello che lo circondava. Vie di fuga, per la Raggi e per Grillo non ce ne sono. Portare in Aula Giulio Cesare l’atto finale con la riduzione del solo 20% delle cubature, per la Raggi sarebbe un suicidio politico, visto che per avere i voti necessari ci sarebbe bisogno del contributo dell’opposizione. Dunque tutto potrebbe tramontare venerdì, usiamo il condizionale perché il ‘sindaco’ Grillo è imprevedibile e potrebbe anche cambiare opinione. In questa serata di mercoledì, nulla è trapelato dal vertice del Movimento con il suo leader che si è tenuto in Campidoglio. Per tutti ha parlato il capogruppo Ferrara: “È stato un incontro costruttivo, in cui abbiamo parlato della città e anche dello stadio. Beppe ha illuminato ancora di più il Campidoglio. Le decisioni che sono state prese verranno comunicate al momento giusto”.
 
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