Francia. Marine Le Pen apre la sua campagna chiedendo l’uscita da Nato ed euro, e usando le parole di Trump. Le replicano Macron e Melenchon. Socialisti non pervenuti

Francia. Marine Le Pen apre la sua campagna chiedendo l’uscita da Nato ed euro, e usando le parole di Trump. Le replicano Macron e Melenchon. Socialisti non pervenuti

Marine Le Pen ha lanciato ufficialmente la sua campagna elettorale per le presidenziali francesi seguendo la scia trumpista della “France first”, la Francia prima di tutto, liberandola dalla “tirannia” della globalizzazione, del fondamentalismo islamico e dell’Unione Europea. Le elezioni francesi più imprevedibili degli ultimi 50 anni hanno visto quali protagonisti, domenica 5 febbraio, la leader del Front National, Marine Le Pen, e il leader dell’estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon, il giorno dopo l’apertura della campagna elettorale di Emmanuel Macron, ex ministro dell’Economia, e ora a capo di una formazione politica centrista, “En marche”, nella stessa città, Lione. I tre appuntamenti hanno visto una grande partecipazione, scrivono i giornali francesi. Si tratta dei tre candidati che i sondaggi danno in forte ascesa dopo lo scandalo che ha colpito il favorito del centrodestra, quel Francois Fillon, che aveva vinto le primarie dei Republicains. Uno scandalo che ha colpito sua moglie Penelope, e i suoi figli, ai quali, sembra, sia stato versato non meno di un milione di euro per essere stati assunti come suoi assistenti parlamentari fittizi. I sondaggi attribuiscono la vittoria al primo turno alla Le Pen e a Macron, ma a quest’ultimo la vittoria finale nel ballottaggio.

Grande riscontro mediatico mondiale per Le Pen: “non ci dividiamo più tra destra e sinistra, ma tra patrioti e globalisti”

Torniamo, tuttavia, al discorso di Marine Le Pen, ripreso dagli organi di stampa di tutto il mondo per la sua radicalità. “Ciò che è in gioco in queste elezioni”, ha detto ai suoi sostenitori Marine Le Pen, “è la continuità della Francia come nazione libera, la nostra esistenza come un popolo. I francesi”, ha proseguito, “sono stati derubati del loro patriottismo. Soffrono in silenzio perché non è permesso loro di amare il loro paese. La linea di divisione non è più tra la sinistra e la destra, ma tra patrioti e globalisti”. Come si vede, un discorso tanto radicale quanto pericoloso, perché potrebbe comunque far breccia nella “pancia” dei francesi, sempre pronti a schierarsi con chi rivendica la “grandeur” della Francia. In fondo, Marine Le Pen ha sfoderato i toni demagogici che hanno già portato alla vittoria Farage in Gran Bretagna nel referendum sulla Brexit e Trump negli Stati Uniti, allargandoli a segmenti importanti dell’Europa. “Dagli Stati Uniti all’Austria all’Italia”, ha affermato, “i popoli stanno svegliandosi, l’onda della storia è tornata”.

Il programma della estrema destra francese: più dazi, più espulsioni di clandestini, più lavoro per soli francesi

La Le Pen è intervenuta a chiusura di un evento durato due giorni, durante i quali i militanti del Front National hanno discusso di una piattaforma elettorale costituita da 144 impegni verso il popolo francese, a cominciare dalla soluzione del problema dei migranti e dall’uscita dalla Unione Europea. Reso noto sabato, il documento, singolarmente rabberciato sull’analisi macroeconomica, non è altro che la legittimazione demagogica del progetto di uscita dall’eurozona e della richiesta di referendum sulla permanenza nella UE. Inoltre, sul piano programmatico, il documento sostiene che il governo del Front National imporrà nuovi dazi sulle importazioni e sui contratti di lavoro a cittadini stranieri, ridurrà l’età pensionabile, aumenterà i benefici del welfare, taglierà le tasse sui redditi da lavoro dipendente, espellerà i migranti clandestini e assumerà 15.000 poliziotti. Inoltre, concederà l’istruzione gratuita ai cittadini francesi e metterà in atto politiche ispirate a “France first” in materia di alloggi sociali e di occupazione.

La battaglia della Le Pen contro i musulmani considerati tutti islamisti radicali

Per Marine Le Pen, il fondamentalismo è un “giogo” al quale la Francia non potrà più essere sottoposta. Il velo delle musulmane, le moschee e coloro che pregano per strada, secondo la leader dell’estrema destra, sono minacce culturali “che nessun francese, legato alla sua dignità, può accettare”; i centri di preghiera dell’islamismo radicale vanno chiusi, ha gridato le Pen dal palco, e i predicatori di odio espulsi. Inoltre, ha aggiunto, “la globalizzazione finanziaria e la globalizzazione islamista si aiutano vicendevolmente. Queste due ideologie hanno come obiettivo quello di mettere in ginocchio la Francia”. Senza citarli per nome, Le Pen ha poi attaccato duramente i suoi avversari nella corsa presidenziale. Per lei, sono tutti candidati della destra danarosa e della sinistra danarosa, mentre la Le Pen sarebbe la candidata del popolo.

La replica di Macron, centro, e di Melenchon, estrema sinistra

Dal canto loro, tuttavia, anche i due avversari citati da Le Pen non sono andati per il sottile contro di lei. Emmanuel Macron l’ha definita come una persona che “non parla a nome della gente, e tradisce gli ideali francesi di libertà, uguaglianza e fraternità”, gli ideali della Rivoluzione del 1789. E l’ha definita né più né meno che una “ventriloqua” dell’estrema destra fascista. Il candidato dell’estrema sinistra, Melenchon, si è invece presentato in carne e ossa a Lione e nella sua veste di “ologramma” all’evento di Aubervilliers, nel dintorni di Parigi. L’ex ministro socialista, giunto quarto alle presidenziali del 2012, con l’appoggio dei comunisti, ha parlato intanto di un’Europa economicamente “uberizzata”, e ora ostaggio della destra estrema e demagogica, senza progetti, che sa parlare solo alla pancia della gente. Melenchon ha invece rilanciato la necessità di pesanti investimenti pubblici in istruzione e cultura, ed ha promesso una nuova Costituzione, “scritta dalla gente”. “La mia candidatura”, ha concluso Melenchon, “nasce dalla intransigenza e da forti richieste. Sono il rappresentante di coloro che resistono e che si ribellano. Chiedo una sola cosa: anche se non voterete per il mio programma, almeno leggetelo”. Un’ultima annotazione: nessuna notizia dei socialisti da quando Benoit Hamon ha vinto le primarie. È noto che egli stia cercando di costruire ponti con Melenchon, accreditato del 15% dai sondaggi, ma finora l’unità a sinistra pare molto lontana dall’essere una concreta certezza.

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