Al Parlamento europeo, sul Trattato Ue-Canada, il Pd si spacca. In 13 votano con la destra europea (compresi Pittella e Toia), in 9 contro. Fassina (SI): “Pse e Pd subalterni a neoliberismo”

Al Parlamento europeo, sul Trattato Ue-Canada, il Pd si spacca. In 13 votano con la destra europea (compresi Pittella e Toia), in 9 contro. Fassina (SI): “Pse e Pd subalterni a neoliberismo”

Il Pd si è diviso oggi nel voto sul Ceta, l’accordo commerciale Ue-Canada approvato a Strasburgo dal Parlamento europeo. 13 eurodeputati, tra cui il capogruppo S&D Gianni Pittella e la capodelegazione Patrizia Toia hanno votato a favore, come deciso ieri sera dal gruppo (oltre a Renato Soru uscito da S&D, ma ancora nel Pd), mentre in 9 hanno scelto diversamente. Brando Benifei, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Andrea Cozzolino, Michela Giuffrida, Antonio Panzeri e Daniele Viotti hanno votato no mentre Elena Gentile si è astenuta. Hanno votato no anche gli ex Pd Sergio Cofferati ed Elly Schlein. Assenti al voto in 5: Mercedes Bresso, Paolo De Castro, Enrico Gasbarra, Alessia Mosca e Massimo Paolucci. Gli altri partiti italiani hanno votato praticamente compatti: grillini, Lega Nord ed Altra Europa per Tsipras contro il Ceta, Conservatori e riformisti, Ncd e Forza Italia a favore, con l’unica eccezione del forzista Alberto Cirio, astenuto.

Stefano Fassina, Sinistra italiana: “Bloccare il CETA, ennesimo colpo alle condizioni di lavoro, al welfare, alla democrazia costituzionale del Continente”

“La ratifica del CETA, il trattato di commercio tra Unione europea e Canada, da parte del Parlamento europeo è l’ennesimo colpo inferto alle condizioni del lavoro, al welfare, agli standard di consumo, alla democrazia costituzionale del continente”. In una nota durissima Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana, stigmatizza la sua netta contrarietà al Ceta. “Il neoliberismo globalista ha portato all’impoverimento del lavoro e alla distruzione e delle classi medie ovunque, ma la solita grande coalizione tra socialisti e popolari insiste in ossequio ai grandi interessi economici e finanziari – aggiunge Fassina. Con il voto di oggi, il Pse e in esso il Pd confermano ancora una volta subalternità culturale e politica a un impianto ideologico insostenibile”. “Invece di riconoscere il mercato unico e l’euro come errori di portata storica, socialisti e ulivisti perseverano e poi chiamano populisti lavoratori e disoccupati che votano Trump o Brexit. Ma l’approvazione è transitoria sebbene la transizione rischia di essere lunghissima. Ora, la decisione passa ai parlamenti nazionali. Dobbiamo allargare il consenso per bloccare il CETA”, conclude Fassina.

Eleonora Forenza, Sinistra unitaria al PE: “col Ceta proteggete il diritto al profitto, le multinazionali prima delle persone”

“Sarebbe una battuta se non fosse una tragedia dire che il Ceta è la risposta progressista al populismo delle destre e al protezionismo di Trump”. Con queste parole l’eurodeputata della Sinistra unitaria (Gue) Eleonora Forenza ha commentato oggi in aula a Strasburgo l’accordo Ue-Canada. “Voi proteggete il diritto al profitto, le multinazionali, prima delle persone. Noi vogliamo proteggere il lavoro, l’ambiente, la democrazia”, ha affermato ancora Forenza, che ha poi ricordato che con l’accordo “verranno persi 230 mila posti di lavoro, 200 mila nella Ue”.

Greenpeace: “l’accordo pone il Parlamento europeo dalla parte sbagliata della storia. Il Parlamento italiano lo bocci”

Il Parlamento Europeo si è espresso oggi con un voto favorevole sul Ceta, controverso accordo di libero scambio tra Ue e Canada. Secondo Greenpeace questa decisione pone il Parlamento europeo dalla parte sbagliata della storia. Nonostante il voto odierno, la ratifica del Ceta da parte di tutti i Parlamenti nazionali e regionali degli Stati membri resta alquanto improbabile, la richiesta al Parlamento italiano è di votare un chiaro no a questo pericoloso accordo, commenta Federica Ferrario di Greenpeace Italia. “Non possiamo però non registrare lo scollamento tra i deputati europei e le preoccupazioni delle persone per la protezione degli standard di vita, salute e ambiente. Questo è un altro duro colpo per l’Unione europea, proprio quando sono più necessari principi come solidarietà e cooperazione”. Secondo l’organizzazione ambientalista, i politici europei – soprattutto chi si definisce progressista – dovrebbero porsi come priorità l’interesse pubblico e la giustizia, anziché privilegiare gli interessi privati delle multinazionali, e ascoltare i milioni di persone che su entrambe le sponde dell’Atlantico protestano contro la diminuzione dei diritti sociali e ambientali.

La Coldiretti indignata: “grande regalo alle lobby industriali, che puntano verso il basso della qualità”

“Un grande regalo alle grandi lobby industriali, che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità”, afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel commentare l’impatto dell’approvazione da parte dell’Europarlamento del CETA con il Canada. “Nei trattati – sottolinea Moncalvo – va riservata all’agroalimentare una specificità che tuteli la distintività della produzione e possa garantire la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e della libertà di scelta dei consumatori. Solo per fare un esempio – continua – i produttori canadesi potranno utilizzare il termine Parmesan, ma anche produrre e vendere Gorgonzola, Asiago e Fontina, mantenendo una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall’imitazione di bassa qualità. Ma soprattutto si crea una concorrenza sleale nei confronti del vero Made in Italy in cui perde l’agricoltura italiana che – conclude Moncalvo – ha fondato sulla distintività e sulla qualità la propria capacità di competere”.

Esulta invece il ministro Calenda: “eccellente notizia”

Il voto del Parlamento europeo sull’accordo Ceta con il Canada “è una eccellente notizia che apre prospettive per l’ulteriore rafforzamento delle relazioni economiche commerciali tra il Canada, da un lato, e Ue e Italia dall’altro”, afferma in una nota il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. “I vantaggi per il nostro Paese – prosegue Calenda – saranno numerosi e importanti: accesso al mercato agroalimentare per i prodotti sensibili (ad iniziare dai formaggi che godranno di una quota aggiuntiva); eliminazione dei dazi ad valorem sui prodotti a base di zuccheri o cacao, pasta e biscotti, frutta e verdura; eliminazione tariffaria e rimozione di altre importanti barriere tariffarie per vini e liquori; più in generale, abbattimento di dazi su beni di rilievo per il nostro export come macchinari industriali (fino al 9,5%), mobili (fino al 9,5%), calzature (fino al 20%); riconoscimento (sebbene con alcune differenze di trattamento) per 41 IIGG italiane (su un totale di 171 europee), un risultato straordinario se si considera la differenza di approccio al tema delle Iigg e dei marchi registrati da cui era partito il negoziato”. Contento lui…

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