Almaviva. Il dramma di 2500 lavoratori licenziati in massa a Roma e Napoli. Camusso: una gigantesca emergenza

Almaviva. Il dramma di 2500 lavoratori licenziati in massa a Roma e Napoli. Camusso: una gigantesca emergenza

“Senza un piano di risanamento non può essere proposto alcun ricorso agli ammortizzatori sociali. E’ un principio di legge, non una posizione aziendale, contenuto nella disciplina che regola il settore”. Lo scrive l’azienda in una nota. “Che il sindacato voglia accreditare la disponibilità di ammortizzatori negando l’intesa su un programma di crisi, come previsto dalla legge – prosegue l’azienda -, appare un tentativo inaccettabile di condizionare le responsabilità in capo all’Azienda e di forzare la verità dei fatti”. “Un atteggiamento – aggiunge – che, se confermato, significherebbe condannare Almaviva Contact alla chiusura, abbandonando i lavoratori al proprio destino”. “Almaviva Contact – conclude la nota – conferma come la possibile soluzione della crisi risieda nella definizione di un corretto Piano di risanamento, quale unica alternativa credibile alla riorganizzazione avviata, finalizzato alla messa in sicurezza della Società, all’indispensabile equilibrio economico e alla salvaguardia del perimetro occupazionale”.

Camusso: “Una gigantesca emergenza”

“Almaviva è una gigantesca emergenza”. A dirlo è il segretario generale Cgil Susanna Camusso, lunedì 19 dicembre a Norcia per una visita nelle zone terremotate: “C’è una volontà dell’azienda che continua a minacciare una quantità di licenziamenti assolutamente insopportabile e che propone una cosa che non è possibile: o condizione di totale disagio dei lavoratori oppure licenziamenti”. Camusso ritiene inoltre “che il governo stia facendo un grande lavoro” e si augura che “i ‘no’ dell’azienda dei giorni scorsi rispetto all’uso degli ammortizzatori vengano meno e ci si permetta di concludere positivamente la vertenza. Tutto vorremmo tranne che un Natale con un’amara sorpresa per i lavoratori di Roma e Napoli di Almaviva”.

Maurizio Landini: “l’errore è del governo, sgravi per tutti”

“Un lavoro assolutamente precario e molto pesante, anche a cottimo” in un settore dove vige una politica di delocalizzazione “senza precedenti”. Cosi’ il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, giudica la situazione dei call center in Italia. Rispondendo ad una domanda, nel corso del videoforum dell’Agi, sulla crisi di Almaviva, Landini ha osservato che il problema è come mai prima la competizione “giocata sui diritti e le condizioni di lavoro”, in una situazione di “deregolamentazione in Italia e in Europa”. In questo quadro, l’errore compiuto dal governo è di “dare sgravi a pioggia, invece di dare sgravi a chi fa contratti di solidarietà e per evitare di chiudere”. Di fronte alla crisi ancora grave delle imprese “è stato un errore molto grande – ha insistito – aver fatto una defiscalizzazione a pioggia”.

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