Siria. La Russia propone una tregua di 8 ore per Aleppo giovedì 20. La Ue dice che non basta, e chiede l’immediata cessazione dei bombardamenti

Siria. La Russia propone una tregua di 8 ore per Aleppo giovedì 20. La Ue dice che non basta, e chiede l’immediata cessazione dei bombardamenti

La Russia ha offerto una tregua nei raid aerei ad Aleppo di 8 ore a partire da giovedì 20 sia dei jet di Mosca che di quelli del regime siriano. Il generale Rudskoi ha spiegato che Mosca “non vuole perdere tempo e abbiamo deciso di introdurre una tregua umanitaria principalmente per consentire il libero passaggio dei civili, l’evacuazione dei malati e dei feriti ed il ritiro dei combattenti”. Il generale ha chiarito che l’iniziativa russa giunge mentre la Russia, l’Onu e “i Paesi con un’influenza” in Siria stanno continuando a lavorare ad un piano per far sì che i miliziani del fronte Fatah al-Sham, gli ex qaedisti di al Nusra – considerati ora amici dagli Usa ma legittimi obiettivi dei russi – lascino Aleppo.

La scorsa settimana forze russe si erano dette pronte a consentire un “passaggio sicuro per un ritiro” ai militanti armati e il passaggio dei civili da e per Aleppo orientale oltre alla consegna di aiuti umanitari nell’area. Il fallimento dell’accordo per una tregua in Siria firmato lo scorso 9 settembre a Ginevra dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e dal segretario di Stato Usa, John Kerry, ha generato uno strappo tra Mosca e Washington, con quest’ultima che ha accusato il governo siriano del presidente Bashar al Assad e le Forze armate russe di crimini di guerra.

Federica Mogherini, Responsabile Esteri Commissione UE: “8 ore di tregua non bastano, ce ne vogliono almeno 12”

E’ un primo “passo positivo, un inizio” ma la tregua giovedì di 8 ore annunciata dalla Russia nei raid aerei su Aleppo per consentire l’evacuazione dei civili e dei feriti “non è sufficiente per risolvere la crisi unamitaria ad Aleppo… servono almeno 12 ore”. Questo il primo commento del capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini all’annuncio di Mosca sulla cessazione dei bombardamenti aerei siro-russi sulla seconda città siriana dopo che i 28 ministri degli Esteri avevano denunciato come l’azione di Damasco e Mosca su Aleppo si configurava come “un possibile crimine di guerra”. “Può essere un inizio… di sicuro è un passo positivo ma secondo le ultime valutazioni delle agenzie umanitarie serve almeno una tregua di 12 ore, per cui dobbiamo lavorare (con i russi, ndr) per trovare un punto d’intesa comune”-

I ministri degli Esteri della UE riuniti a Lussemburgo: “cessazione immediata dei bombardamenti su Aleppo”

Per il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Consiglio d’Europa riunito oggi a Lussemburgo, ha raggiunto un risultato importante e cioè “la richiesta unitaria di una cessazione immediata dei bombardamenti”. Indirizzata all’esercito del regime siriano, ma anche alla Russia che è intervenuta nel conflitto su richiesta di Bashar Assad. “E’ una presa di posizione politicamente molto forte” ha detto il ministro che però ha escluso l’ipotesi di nuove sanzioni alla Russia per il suo ruolo in Siria. L’Ue ha condannato le violazioni sistematiche, diffuse e gravi continue e gli abusi dei diritti umani e tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte delle parti coinvolte nel conflitto. In particolare da parte del regime siriano e dei suoi alleati. E ha stigmatizzato anche l’attacco al convoglio dell’Onu dello scorso 19 settembre ritenendo che, una volta che siano accertati i fatti “debbano essere chiamati a rispondere i responsabili di tali violazioni e abusi”.

I ministri degli Esteri della Ue hanno chiesto dunque con urgenza la fine dei bombardamenti su Aleppo utile a consentire gli aiuti umanitari e la ripresa dei colloqui. “Fornire un immediato sollievo alla sofferenza della popolazione è un imperativo. Il Consiglio accoglie pertanto con favore l’iniziativa umanitaria lanciata il 2 ottobre in stretto coordinamento e cooperazione con le agenzie delle Nazioni Unite, per fornire aiuti umanitari ad Aleppo orientale e in altre zone assediate e consentire al sicuro e monitorato l’evacuazione dei casi medici urgenti”. La Ue è “fermamente convinta che non ci può essere soluzione militare al conflitto” e ribadisce il suo impegno per l’unità, la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza dello stato siriano. Ma ha anche sottolineato come “non ci può essere una pace duratura in Siria sotto il regime attuale e fino a quando le legittime rivendicazioni e le aspirazioni della società siriana non saranno stati affrontati”. La Ue condanna con la massima fermezza l’uso di armi chimiche e gli attacchi diffusi contro i civili e insiste per un deferimento della situazione alla Corte penale internazionale.

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