Renzi, con due ore di ritardo, firma il Patto per Napoli. De Magistris: vittoria dell’autonomia della città. Le distanze politiche restano incolmabili

Renzi, con due ore di ritardo, firma il Patto per Napoli. De Magistris: vittoria dell’autonomia della città. Le distanze politiche restano incolmabili

“Sembriamo Rabin e Arafat”, ha detto Renzi, con una facile battuta, stringendo la mano al sindaco di Napoli Luigi de Magistris. ll momento sembrava storico. Tra i due, prima della firma in pubblico davanti a numerosi sindaci dell’area metropolitana, solo qualche battuta, ma il mancato confronto, spiegano dal Comune, è dovuto soprattutto al ritardo del premier, arrivato a Napoli con circa due ore di ritardo a causa del maltempo che ha impedito il volo al suo elicottero. “Non c’è stato tempo, c’è stato solo il saluto qui”, ha spiegato il sindaco sottolineando invece “la mia ben nota puntualità”.

I fondi previsti dal Patto per Napoli, 308 milioni, e la loro utilizzazione

La lunga attesa però è stata ripagata in qualche modo: da oggi ci saranno per Napoli e la Città metropolitana, 308 milioni di euro, provenienti dalla programmazione Fondi Europei 2014 – 2020 e dal Fondo nazionale di Sviluppo e Coesione, da spendere per 15 progetti afferenti a cinque aree di programmazione. Le infrastrutture, per cui sono stati stanziati 181 milioni e 880 mila euro; ambiente e territorio, con l’impiego di 90 milioni di euro; sviluppo economico, a cui sono stati assegnati 20 milioni di euro; valorizzazione culturale, per cui saranno disponibili 13 milioni di euro; infine, per il rafforzamento della pubblica amministrazione saranno disponibili 3 milioni 120 mila euro. Nello specifico, gli interventi del primo blocco, quello delle infrastrutture, riguarderanno il completamento della linea metropolitana e la realizzazione di un sistema di trasporto rapido, BRT – Bus rapid transport; la rigenerazione del centro della Città Metropolitana, il recupero di edifici di archeologia industriale, il completamento della nuova Facoltà di medicina e Chirurgia.

Renzi e De Magistris: il patto è istituzionale ed è una vittoria di Napoli. Sulla politica generale e sul referendum, le distanze sono incolmabili 

Pace fatta? Non proprio. Politicamente infatti i due rimangono quanto mai distanti. “Le idee politiche sono assai differenti, assai differenti”, ribadisce de Magistris. “Non siamo di fronte a nessuna altalena o fisarmonica politica, oggi non c’è stato alcun avvicinamento politico tra il sindaco di Napoli e il presidente del consiglio, anzi per come vedo che andrà a costituirsi il dibattito nei prossimi giorni sul tema del referendum le posizioni politiche saranno molto distanti. C’è invece un forte avvicinamento di dialogo istituzionale: con questo metodo si possono chiudere in tutti i casi i tavoli aperti. Bagnoli è tra le priorità di quei tavoli. Con questo metodo si vola”. E, se si fosse seguito fin dall’inizio per il caso Bagnoli “invece del commissariamento, oggi altro che costumino, stavamo a mare”. L’apertura del dialogo istituzionale è dunque un dato importantissimo per i rapporti tra Napoli e Roma. “Siamo molto soddisfatti – ha aggiunto de Magistris – perché da quando c’è stata la convocazione da parte del sottosegretario de Vincenti c’è stata una collaborazione ai massimi livelli: abbiamo lavorato in non più di due settimane. Siamo soddisfatti anche perché non è una programmazione calata dall’alto ma sono progetti della città frutto del dialogo con i cittadini – ha continuato l’ex pm – si tratta di interventi che riguardano bisogni reali della città. Quello delle Vele è un risultato storico per il Paese non solo per Napoli: andiamo a restituire dignità a chi per anni non l’ha avuta. Poi c’è l’intervento su Napoli Est, e quello sul trasporto: ci sono interventi significativi

“Alla fine questa discussione sul Sud è stata utile – ha detto Renzi – è partita male un anno fa ma alcuni impegni concreti escono da questa fase, con nomi e cognomi e tempistica”. Renzi ha spiegato che “il metodo di lavoro per noi è che i sindaci decidono e noi ci impegniamo a finanziare i progetti controllandoli, e poi i cittadini controllano tutti noi”. E ha ricordato la conferma degli impegni su Scampia come esempio di una politica che funziona. Poi, ha esortato i sindaci a progettare interventi per l’edilizia scolastica: “Fatelo e noi diciamo che tutto ciò che sta per edilizia scolastica sta fuori il patto di stabilità perché in una terra piagata tre volte negli ultimi anni dal terremoto non possiamo fare altrimenti”. Spazio anche per nuovi progetti per impianti sportivi: “Anche chi sta fuori dalla graduatoria di finanziamento potrà vedere riconosciuti i propri impegni”.

Un conto è pertanto cercare intese istituzionali che liberino risorse per offrire servizi ai cittadini e riqualificare la città, con indiretta ricaduta elettorale per tutti, un altro è chiudere una fase aspra di contrasto politico. La tregua tra il premier Matteo Renzi e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dopo un lungo braccio di ferro iniziato il 4 marzo 2014, quando il primo cittadino partenopeo  non si presentò alla firma di un accordo per Città della Scienza e Bagnoli, dura lo spazio della sigla del Patto per Napoli. Il tavolo istituzionale creato dal lavoro della diplomazia di palazzo Chigi e palazzo San Giacomo, dopo il colloquio informale il 21 settembre tra de Magistris e il capo dello Stato Sergio Mattarella, e grazie al sottosegretario Claudio De Vincenti, ha portato all’intesa per 308 milioni di euro di sviluppo nell’area metropolitana. Una stretta di mano a favore di fotografi e telecamere, una pacca sulla spalla, e poi via ognuno per la propria strada, fisicamente (Renzi nella sede  del Mattino per un forum e poi ad Avellino, de Magistris nella sede della Giunta) e verbalmente. Su Bagnoli “non si cambia, ribadiamo il no al commissariamento”, dice netto de Magistris ai cronisti. E non solo sul piano della riqualificazione dell’ex area Italsider di Napoli tra lui e il premier “le idee sono assai distanti”; sul piano politico lo saranno ancora di più nelle prossime settimane, “vista l’aria che si annuncia sul referendum.

Per i grillini, il Patto per Napoli è mancia elettorale. Il sindaco replica giudicando il patto “vittoria dell’autonomia della città”

“La firma del patto per Napoli proprio alla vigilia del referendum mi fa pensare all’ennesima mancia elettorale di Renzi. Più che un patto per la città, è un accordo tra il premier e de Magistris per i propri rispettivi interessi. Il Sindaco punta alle politiche ma la città la viviamo tutti ed è peggiorata dal 2011”, ha detto Valeria Ciarambino, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, equivocando le parole del sindaco. Infatti, come poi ha specificato lo stesso sindaco, “questo accordo è una vittoria della città che ha difeso se stessa e ha mantenuto la propria autonomia”. Luigi De Magistris, ha poi aggiunto: “Il governo come ha detto anche il presidente, ha condiviso la posizione secondo cui bisogna tener distinto il dialogo istituzionale e le idee politiche che tra me e Renzi sono assai, assai differenti”. Ed ha annunciato che le differenze politiche si vedranno giovedì sera, quando il sindaco De Magistris sarà a la7 nel programma di Formigli, Piazza Pulita, in un confronto che si annuncia serratissimo con la ministra Boschi, autrice della “deforma” costituzionale. Almeno si respirà l’aria buona del contraddittorio tra due esperti di Diritto, un ex magistrato e una ex avvocatessa. In netta controtendenza con quanto sta accadendo in questi giorni durante i quali abbiamo assistito a veri e propri show di ministri intervistati senza alcun contraddittorio e senza domande “vere”. Tra la propaganda e l’informazione c’è una distanza incolmabile, e più andiamo verso il referendum, più occorrerà vigilare su come, quando e dove quel filo sottile è stato superato.

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