Referendum. “Renzi sul palco, NOi ovunque”, lo slogan del Comitato del No che moltiplica le iniziative sul territorio. A Milano, il Tribunale civile si riserva la decisione sul ricorso di Onida

Referendum. “Renzi sul palco, NOi ovunque”, lo slogan del Comitato del No che moltiplica le iniziative sul territorio. A Milano, il Tribunale civile si riserva la decisione sul ricorso di Onida

“Renzi su un palco, NOi ovunque”. E’ lo slogan del comitato per il No, presieduto da Gustavo Zagrebelsky, scelto per le iniziative che si svolgeranno nel fine settimana in concomitanza con la manifestazione del Pd a Roma a piazza del Popolo. “È l’Italia intera – si legge in una nota – il palcoscenico della campagna per il no, che per questo weekend ha organizzato decine e decine di iniziative di informazione, dibattito, mobilitazione, ma anche feste di quartiere, concerti, cortei per contrastare la truffaldina propaganda del sì”. “In piazza – si spiega – ci saranno gli Studenti per il No, che hanno lanciato un appello a trasformare il 29 ottobre in una ‘data di attivazione popolare’, mentre il Partito Democratico pensa di riempire Piazza del Popolo mettendo a disposizione pullman e treni da tutta Italia e invitando i cittadini alla partecipazione. Quella stessa partecipazione che invece, con la riforma Renzi-Boschi, viene drasticamente ridotta. Ma in piazza ci saranno anche l’Anpi e soprattutto il Comitato per il no, che aveva lanciato l’idea di una mobilitazione capillare sui territori già nel corso dell’assemblea nazionale del 18 settembre e che per questo ha attivato tutti i suoi  650 comitati locali”.

“È l’occasione – si prosegue – per far sentire la voce delle ragioni contrarie alla ‘deforma’ costituzionale, ragioni che sui grandi mezzi di informazione non trovano il giusto spazio, quando non vengono deliberatamente oscurate. Non per nulla, il comitato di Bologna ha organizzato, tra le altre cose, un presidio davanti alla sede regionale della Rai (appuntamento domani alle ore 11)”. Tra le città coinvolte nelle iniziative del No c’è, appunto , Bologna e poi Roma, Livorno, Bitonto, Casale Monferrato, Putignano, Monopoli, Sulzano, Cinisello Balsamo, Padova, La Spezia, Milano, Torino, Bari, Varese, L’Aquila, Pescara, Salerno, Cava De’ Tirreni, Pompei, Avellino, Foggia, Lecce, Barletta, Catania, Cagliari, Vimercate.

Intanto, a Milano, il Tribunale civile si riserva la decisione sui ricorsi presentati da Onida e cinque avvocati, tra i quali Felice Besostri

Il giudice del Tribunale civile di Milano Loreta Dorigo, davanti alla quale pende il ricorso presentato dal presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida che ha impugnato il quesito referendario del prossimo 4 dicembre, si è riservata oggi la decisione. Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali, ricordando che il giudice si era precedentemente riservata anche su un ricorso analogo presentato in precedenza da cinque avvocati, e che scioglierà la sua riserva contestualmente per entrambi i ricorsi. Onida nel suo ricorso chiede che il Tribunale invii alla Consulta la legge ordinaria istitutiva del Referendum per valutarne la legittimità costituzionale nella parte in cui non prevede di scindere il quesito referendario quando tratti di materie differenti. L’ex giudice costituzionale ha presentato anche un ricorso al Tar del Lazio contro il decreto di indizione del Referendum costituzionale per aver qualificato il Referendum come “confermativo” e “per aver formulato il quesito con riferimento al titolo della legge costituzionale anziché agli articoli della Costituzione che vengono modificati”. Il 20 ottobre scorso il Tar del Lazio aveva giudicato inammissibile il ricorso contro il quesito referendario presentato da M5s e Sinistra Italiana.

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