Governo: la fantasia al potere, ogni giorno cambia progetti. La realtà: crolla la fiducia di consumatori e imprese. Lo dice anche Istat. Federconsumatori e Adusbef: la ripresa non c’è

Governo: la fantasia al potere, ogni giorno cambia progetti. La realtà: crolla la fiducia di consumatori e imprese. Lo dice anche Istat. Federconsumatori e Adusbef: la ripresa non c’è

La fantasia al potere. Non c’è altro modo per definire i movimenti del governo in tema di politica economica. Già movimenti ,perché ogni giorno viene presentato un “piano”rilanciato sui media grazie alla benevolenza degli scriba renziani. Ormai sono diventati una specie di automi, quello che Renzi e i suoi ministri suggeriscono diventa oro colato. Non  si accorgono, o fanno finta di non accorgersi che i “ piani “ del governo durano ventiquattro ore, quando va bene. Specialisti sono gli scriba de La Repubblica i quali non leggono neppure quello che passa il convento,Palazzo Chigi e i ministri direttamente interessati, Economia, Lavoro  in particolare, con codazzo di viceministri, sottosegretari.

Da Palazzo Chigi un nuovo progetto sul costo del lavoro. Fasullo, solo propaganda

Ora con grande spreco di carta  viene diffuso un nuovo progetto, il toccasana, dicono per incrementare i posti di lavoro e far entrare qualche euro in più nelle tasche dei lavoratori. Titola il quotidiano di Largo Fochetti: “ La legge di bilancio. Allo studio la possibilità di ridurre il divario tra ciò che paga l’impresa e la retribuzione netta. Servono circa 2 miliardi. Taglio strutturale al costo del lavoro per sostituire il bonus assunzioni”. La trovata è geniale, da veri fantasisti. Siccome il job act ha fallito, anche se Renzi e  Poletti  ne decantano doti e virtù, il  nuovo progetto prevede un interevento pubblico per ridurre i contributi previdenziali.  Per due terzi quelli che pagano le imprese e per un terzo quelli a carico dei lavoratori. Così, dicono i “progettisti” torna in tasca qualcosa  anche ai lavoratori. A conti fatti  circa 24 euro al mese. Davvero sono  dei fantasisti coloro che mettono in  campo questi progetti che fanno passare come misure per ridurre la disoccupazione, creando nuovi posti di lavoro e per di più  sarebbe una misura nel segno dell’uguaglianza con l’aumento dei salari.

Una mazzata sull’operato del governo arriva dall’Istituto di statistica

I fantasisti al governo però non hanno fortuna. Proprio sa poche ora di  distanza dalla pubblicazione del “ progetto” arriva una vera mazzata sull’operato del governo. Non da quei rivoluzionari che sono i sindacati ma dall’Istat che diffonde importanti dati economici:peggiora la fiducia di consumatori e imprese ad agosto, gli indicatori tracciati dall’Istituo di statistica scendono più di quanto si aspettassero gli addetti ai lavori. Sul fronte dei consumatori, l’indice Istat passa da 111,2 di luglio a 109,2 , il livello minimo da agosto 2015 mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese scende da 103 a 99,4..Istat afferma che  per le famiglie italiane peggiorano le prospettive a tutti i livelli: dal clima economico (che riguarda la percezione per l’andamento del Paese e della disoccupazione) a quello personale. Il giudizio sull’andamento dell’Italia peggiora per il quinto mese consecutivo, con segnali difficili anche sulle aspettative di disoccupazione. Dilaga il segno meno anche nel tessuto produttivo: “Il clima di fiducia scende in tutti i settori”, annota l’Istat. Lo fa “in modo più marcato nei servizi di mercato (da 108,3 a 102,4) e nel commercio al dettaglio, più lieve nella manifattura (da 102,9 a 101,1) e nelle costruzioni (da 126,2 a 123,1523123,5)

Non esistono presupposti perché la situazione possa cambiare

Con una nota durissima intervengono Federconsumatori e Adusbef  che da mesi, combattono, perché di questo si tratta ,per affermare la gravità della crisi italiana Le due organizzazioni da tempo contestano l’ottimismo del governo e dell’Istat steso richiamato più volte a “ stare con i piedi per terra”. Ora le due organizzazioni “prendono atto che  i rilevatori dell’Istat tornano con i piedi per terra. E lo fanno con un pesante tonfo. Registrano, infatti, il calo della fiducia dei consumatori ad agosto, nonché il quinto mese consecutivo di diminuzione relativamente al clima economico. Dati drammatici, che rivelano una realtà ancora molto lontana dall’ottimismo e dalla ripresa.”  “Non esistono i presupposti, al momento, perché tale situazione possa cambiare- prosegue la nota- con interventi di contrasto alla disoccupazione, misure che tutelino il potere di acquisto delle famiglie, piani di realizzazione e messa in sicurezza delle infrastrutture, investimenti per la ricerca e lo sviluppo: sono questi i veri segnali che farebbero cambiar orientamento al clima di fiducia,“segnali di cui, però, non si vede nemmeno una lontana ombra nei piani del governo. È ora di prendere atto di tale situazione e mettere in campo ogni sforzo per far ripartire l’economia e, con essa, dare nuove prospettive al nostro Paese. È necessario convogliare ogni risorsa, ogni centesimo, ogni sforzo in tale direzione, se necessario anche ricorrendo alla vendita di una parte delle risorse auree. “Il Paese, soprattutto in questo momento-conclude la nota-ha bisogno di speranze e di iniziativa. La realizzazione di un serio piano di messa in sicurezza degli edifici, da affidare a imprese competenti e verificate, è il primo passo per dare nuova fiducia ai cittadini che, oggi, si sentono insicuri e abbandonati. C’è bisogno, ora come non mai, di un segnale importante di unità e di volontà di ripresa”.

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