Roma Capitale, primo assestamento di bilancio molto tecnico e poco politico. Fassina: “Occasione persa. Documento insufficiente”

Roma Capitale, primo assestamento di bilancio molto tecnico e poco politico. Fassina: “Occasione persa. Documento insufficiente”

Il Movimento 5 Stelle approva il primo atto di bilancio di Roma Capitale. Si tratta di un assestamento tecnico che ha diviso l’Aula Giulio Cesare con 29 voti a favore e 16 contrari. Un voto assolutamente scontato e blindato dalla maggioranza uscita dalle ultime elezioni amministrative, quanto ai numeri parliamo di un atto amministrativo che evidenzia: un saldo di finanza pubblica da 1,8 milioni; 800 milioni di cassa; 200 milioni di spazio di finanza pubblica che, ha denunciato l’assessore al bilancio Marcello Minennna, nella sua prima uscita di rilievo nel ruolo di tesoriere delle casse capitoline, fa sapere come “la gestione commissariale per la prima volta non ha concesso al Campidoglio”. Poi ci sono circa 70 milioni di euro di cosiddette ‘voci fantasma’, ovvero che non trovano applicazioni pratiche e che, con ogni probabilità saranno cancellate. Ci sono poi  21 milioni di euro messi in conto dal Comune per il lodo Trasporto pubblico locale (Tpl)  e come dice ancora Minenna “avrebbe dovuto saldare la gestione commissariale”. Ed a seguire altri 90 milioni di risorse messe come posta di bilancio per il salario accessorio nel 2017 e 2018.
   

Chiara la posizione delle opposizioni. Deluso Stefano Fassina per Sinistra Italiana: “L’assestamento del bilancio del Comune di Roma sarebbe potuta essere la prima occasione istituzionale per dire la verità alla città sull’insostenibilità del piano di rientro ereditato. Sui conti di Roma Capitale continua, infatti, a pesare un debito che inibisce gli interventi necessari alla riqualificazione della città. Il tema, invece, è stato completamente rimosso dalla Giunta e dalla maggioranza. Le parole dell’assessore Minenna, inoltre, confermano lo scontro in atto con la gestione commissariale del debito di Roma Capitale. Si tratta di un conflitto preoccupante. Abbiamo chiesto in commissione Bilancio di ascoltare il commissario Silvia Scozzese e fare chiarezza in quella sede nell’interesse della città. Riteniamo necessario affrontare in quell’occasione anche il tema della rinegoziazione del mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti che sottrae risorse fondamentali per la città. Il primo atto della Giunta Raggi sul bilancio capitolino, in sintesi, non tiene conto dei principali nodi della città e allo stesso tempo sottrae risorse a servizi fondamentali come i centri antiviolenza. Per questo lo riteniamo un documento insufficiente”, ha concluso Fassina. Per la capogruppo del Pd, Di Biase, si tratta di “una manovra molto tecnica che non incide sui problemi reali. Noi ce l’abbiamo messa tutta ma ci siamo visti bocciare emendamenti uno dopo l’altro”. La Di Biase ha anche sottolineato come Minenna abbia annunciato in Aula che “Roma non è in predissesto. Mi fa piacere – ha commentato -. Curioso che di predissesto avevate parlato voi, esponenti del M5S, anche piuttosto importanti. Ora lei smentisce quello che è stato detto dai Cinque Stelle, ci fa piacere. E’ stato approvato un assestamento di bilancio che non dà niente alla città, eccessivamente ragionieristico. Un atto che non risponde nè alle esigenze di decoro, nè alle nuove povertà. A fronte di tante mancanze, è paradossale che l’unico emendamento di giunta presentato ieri e approvato oggi è quello che stanzia 500 mila euro per Unicredit. Grillo, che tuona sempre contro le banche, che ne pensa?”. Così Fabrizio Ghera capogruppo FdI in Aula Giulio Cesare.
    

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