Banche: Megale (Fisac Cgil), non usare difficoltà per licenziare, sarebbe sciopero

Banche: Megale (Fisac Cgil), non usare difficoltà per licenziare, sarebbe sciopero

“Nessuno pensi di usare il tema delle banche in difficoltà per licenziare personale, sarebbe sciopero generale subito”. Ad affermarlo il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, oggi ad un convegno della categoria a Bologna, alla presenza, tra gli altri, del segretario generale della Cgil Emilia Romagna, Vincenzo Colla, del responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, dell’Ad di Bper Banca, Alessandro Vandelli, e della Nuova Carife, Giovanni Capitanio.

Per il dirigente sindacale “il patrimonio di relazioni sindacali della categoria e il fondo di sostegno all’occupazione hanno consentito in questi anni di crisi di gestire con esodi volontari circa 50 mila esuberi, concordando allo stesso tempo assunzioni di 12 mila giovani dal 2011 tramite il Foc, strumento contrattuale dei bancari unico al mondo”. Per questo Megale ha rilevato che “Atlante, dopo la Popolare di Vicenza, è bene che entri in Veneto Banca, sapendo che servirà un progetto industriale di aggregazione per dare una prospettiva di difesa occupazionale alle due banche venete e una vera clausola sociale nella cessione delle quattro banche, tra cui Carife”.

Rivolgendosi a Taddei, infine, Megale ha ricordato che “l’azione del governo sul tema banche, oltre i decreti, dovrebbe essere quella di ascoltare le parti sociali e condividere le scelte. La questione bancaria è questione nazionale e il tema riguarda gli oltre 200 miliardi di sofferenze. Serve un allargamento del finanziamento di Atlante anche a banche estere presenti sul territorio, con l’obiettivo di smaltire almeno 40 degli 80 miliardi di sofferenze nette. Il tutto aggiungendo una norma sul recupero crediti da imprese che avvenga, come nel resto d’Europa, in un tempo massimo non superiore ai 3 anni”, conclude.

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