Pensionati. Giovedì a Roma, piazza del Popolo, da tutta Italia. A testa alta per rivendicare diritti e dignità

Pensionati. Giovedì a Roma, piazza del Popolo, da tutta Italia. A testa alta per rivendicare diritti e dignità

Nel lungo spot elargito a Renzi Matteo da Bruno Vespa, nel bel mezzo della campagna elettorale, il premier ha lanciato un annuncio: incontrerò i sindacati dei pensionati. Non poteva che essere il “ salotto”  della  Rai a dare una mano al presidente del Consiglio, erede dei  democristiani di una volta e di quelli odierni che pullulano in diversi partiti, in particolare nel Pd. Una volta il Vespa, criticato per le sue benevolenze verso gli “scudocrociati”, se ben ricordiamo, disse che lui rispondeva all’editore, la Dc appunto. Scherzava ma non troppo. Il presidente del Consiglio ha colto al volo l’occasione offerta da Vespa per annunciare il gran gesto, si sarebbe seduto al tavolo con i sindacati per discutere di pensioni. Due i fatti che lo hanno spinto al gran gesto. Giovedì 19 i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil daranno vita ad una manifestazione nazionale a Roma, Piazza  del Popolo, ore 10. Renzi, a pochi  giorni dalle elezioni amministrative non gradisce. Ma il tentativo, la speranza che l’annuncio della disponibilità al confronto avrebbe indotto i sindacati ad annullare la manifestazione, non ha avuto esito.

Pedretti (Spi Cgil). Al  governo, confronto o la mobilitazione andrà avanti

“Siamo sempre disponibili al dialogo. Lo chiediamo da tempo, perché sulle pensioni c’è un grande malessere e servono delle risposte. Per questo il prossimo 19 maggio saremo, insieme a Fnp Cisl e Uilp Uil, in piazza nella capitale. Senza certezze e senza un confronto di merito la nostra mobilitazione andrà avanti”. Così Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil, ha risposto all’annuncio di Renzi.

“A testa alta: tutti insieme per rivendicare diritti e dignità dei pensionati”. È questo l’obiettivo delle tre organizzazioni sindacali che chiedono a governo e Parlamento “il rispetto di quei diritti che fino ad ora sono stati negati: difesa delle pensioni di reversibilità; tutela del potere d’acquisto delle pensioni; recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione; separazione tra previdenza e assistenza; uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati; estensione degli 80 euro alle pensioni più basse; modifica della legge Fornero per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro; maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza“.

Ventimila firme su una proposta di legge di Damiano (Pd) e altri deputati

Altra preoccupazione del premier una proposta di legge presentata da alcuni deputati Pd fra cui Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera, con raccolta di firme, in pochi giorni sono già quasi venticinquemila, che consente di lasciare il lavoro con un anticipo fino a quattro anni rispetto ai requisiti previsti, con penalizzazioni accettabili, e prevede la possibilità per i lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età e senza penalizzazioni. Da questa situazione di difficoltà il governo cerca di uscire con le proposte più cervellotiche, prima fra tutte quella avanzata dal consigliere economico di Palazzo Chigi nominato addirittura sottosegretario. Un vero colpo di genio, l’invenzione dell’Ape, sigla di Anticipo pensionamento. Renzi annuncia con aria trionfante: “abbiamo già la sigla e il simbolo”. Si tratta di un prestito delle banche che dovrebbe coprire gli anni in cui il lavoratore anticipa la pensione e che poi dovrebbe restituire con gli interessi. Una vera e propria idiozia.

Il premier annaspa, annuncia  da Vespa che vedrà i sindacati. Non è la prima volta

Il premier annaspa e rilancia da Vespa. Il braccio di ferro con i sindacati viene da lontano, l’ultima polemica all’inizio del mese di maggio a fronte di confuse dichiarazioni di ministri, vice, sottosegretari. Già allora Pedretti aveva commentato: “Tra reversibilità, rivalutazione degli assegni, flessibilità in uscita e altre ipotesi non è chiaro come si intenda intervenire. Noi pensiamo che bisognerebbe smetterla con gli annunci e provare a dire concretamente quello che si vuole fare, aprendo urgentemente un tavolo di confronto”. Allo stato, l’annuncio dato da Renzi resta un annuncio. E la manifestazione dei sindacati resta confermata. Non solo, arrivano le adesioni delle altre categorie, e fra queste di particolare importanza quella dei sindacati delle costruzioni.

La solidarietà dei sindacati Cgil, Cisl, Uil dei lavoratori delle costruzioni

“La solidarietà fra generazioni – si legge in un comunicato di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil – è alla base di ogni efficace sistema previdenziale, nel quale la tutela del diritto dei pensionati a una pensione adeguata si coniuga con quello dei lavoratori in attività e dei giovani a vedersi garantito un futuro previdenziale socialmente sostenibile. I lavoratori delle costruzioni sono quelli più esposti agli effetti perversi di una legge che li obbliga a restare in cantiere, nelle fabbriche e nelle cave fino alle soglie dei settanta anni, con effetti drammatici in termini di salute e sicurezza, come dimostra il dramma dei morti sul lavoro, che sta avendo una brusca impennata”. Per questo, concludono Fillea, Filca e Feneal, “il 19 maggio i lavoratori delle costruzioni saranno al fianco dei pensionati per sostenere la loro battaglia, come un ulteriore passo della mobilitazione unitaria per cambiare l’attuale sistema previdenziale in direzione degli obiettivi definiti nella piattaforma”.

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